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Attivismo ambientale: occorre impegno politico e sociale costante

E' la differenza che passa tra chi produce fatti concreti attraverso il proprio impegno (rischiando e a volte rimettendoci anche la vita) e chi pronuncia soltanto parole al vento e aderisce a pomposi eventi mediatici che lasciano il tempo che trovano.

Tali eventi vengono promossi perché sono una fonte di business non indifferente per coloro che li promuovono (ad esempio un certo Al Gore - ex vicepresidente degli USA - anni fa arricchitosi enormemente attraverso la diffusione in pompa magna a livello planetario del "catastrofismo climatico" - poi disatteso). 
 
Credere quindi che non vi siano ingenti interessi dietro al fenomeno "Greta Thunrberg" è davvero ingenuo e questo al di là che si possa aderire o meno alle profezie apocalittiche dei "catastrofisti climatici" (le cui conclusioni rimangono molto parziali ed incomplete le quali portano inevitabilmente a previsioni discutibili e comunque per nulla esaurienti).
Personalmente, preferisco volgere invece tutta la mia considerazione e la mia assoluta ammirazione ai tanti attivisti ambientali che da anni lottano in tutto il mondo rischiando in prima persona (perché loro sono davvero un pericolo per il neoliberismo, causa principale del dissesto ambientale attuale) che sprecare tempo ed energie dietro a coloro che parlano tanto ma alla fine della fiera non toccano minimamente le fondamenta dell'esistente con le loro sterili iniziative. 
 
E' ovvio quindi che nel caso dei primi i media occidentali non dicano mai nulla, mentre nel caso dei secondi si facciano servizi giornalistici "asfissianti" a più non posso.
Non è infatti andando con una bandierina in piazza che si cambierà il mondo (e ancor meno quando si parla di ambiente) ma con la mobilitazione costante a livello sociale, culturale e politico che qualcosa muterà veramente e non restando col naso su uno smartphone o cazzeggiando sui social com'è abituata a passare il proprio tempo libero l'attuale generazione occidentale dei "Millenials" 
 
Se vogliono davvero un mondo migliore, allora che muovano il sedere davvero come fanno da tempo in altri lidi i loro coetanei e dove l'inferno in terra esiste concretamente durante ogni giorno della loro vita.
 
E loro lo fanno generalmente ben prima dell'età media dei manifestanti che abbiamo visto in questi giorni, come lo facevano gli adolescenti anche da noi prima che venisse fuori questa generazione del "tutto subito" abituata ad ottenerlo senza far alcuna fatica e/o sacrifci.
 
Yvan Rettore
Questo articolo è stato pubblicato qui

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