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Articolo 18, Marchionne e i cococo: debunking di Matteo Renzi da Fabio Fazio

Frasi come: “Quando c’hai un disoccupato non devi fare una battaglia ideologica sull’articolo 18, devi far sì che trovi lavoro”, in concreto non significano nulla ma possono avere un buon effetto catartico. Però, Matteo Renzi ha detto anche qualche palla o inesattezza. Vediamole assieme.

  • “Cancelleremo co.co.co e co.co.pro” > Questa affermazione potrebbe essere vera, anche se ad oggi non era un’intenzione dichiarata dal governo. Personalmente sono d’accordissimo: si tratta di due forme di lavoro inutili che troppo spesso nascondono sfruttamento. Ho solo il dubbio che cancellino solo i co.co.co, dato che sull’argomento il premier ha ripetuto più spesso questa categoria. Il fatto è che i co.co.co in Italia sono stati superati coi co.co.pro dalla riforma Biagi nel 2003. Insomma, come dice Susanna Camusso Renzi non sa che i co.co.co non esistono più. Non è proprio così, i co.co.co. rimangono in specifiche categorie: nella pubblica amministrazione, pensionati che lavorano, società sportive, liberi professionisti iscritti ad ordini professionali, amministratori di società. Ma da qui ad affermare che riformare i co.co.co sia una rivoluzione, in questi specificissimi ambiti, ecco mi sembra una fesseria. 
  • [L'articolo 18] “chi riguarda? 2.500 persone” > Non è vero. L’articolo 18 coinvolge 6 milioni e mezzo di lavoratori, secondo questo grafico elaborato dalla Cgia di Mestre. Renzi probabilmente si riferisce al numero di cause in tribunale.
  • “L’articolo 18 risale a 44 anni fa” > Non è vero. L’articolo 18 è stato riformato nel 2012 dal ministro Elsa Fornero. Dando una maggiore flessibilità in uscita e istituendo l’Apprendistato, come spiega bene in questo post “Aspettando l’abolizione: Articolo 18 for dummies” Andrea Zitelli su Valigiablu e Fanpage.
  • “Marchionne ha costruito una Fiat che dal mio governo non ha preso un centesimo” > Già, peccato che Sergio Marchionne sia amministratore delegato della Fiat dal 2004. Peccato che circa 10mila dipendenti siano in cassa integrazione o solidarietà fra tutti gli stabilimenti, e che a Termini Imerese ci sia la cassa in deroga. Questo articolo di Federico Fubini spiega bene il rapporto dell’azienda fra entrate e uscite pubbliche.
  • “Lo Stato deve farsi carico del lavoratore: un indennizzo, la formazione e un’offerta di lavoro entro un anno: una rivoluzione” > Abbiamo già un piano europeo chiamato Garanzia Giovani con un miliardo e mezzo di Euro – trovati da Letta – che dovrebbe dare lavoro a oltre 200mila iscritti attuali, e dal 1 maggio ad oggi i colloqui fatti sono circa il 20%, e le offerte di lavoro correlate 20mila (che poi sono le solite delle agenzie del lavoro, eh).
  • [La giusta causa] “è un diritto che viene messo in mano a un giudice, io non voglio che la scelta di chi deve assumere o licenziare sia in mano a un giudice” > Beh, se permettete a me sembra abbastanza normale che un diritto sia in mano a un giudice. Se poi il licenziamento avviene per motivi economici è un’altra cosa.
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.40) 30 settembre 2014 14:22

    il bomba è il bomba ragazzi smiley

  • Di (---.---.---.154) 30 settembre 2014 19:51

    Parlar chiaro >


    Per cogliere il nocciolo del dibattito sul reintegro (art.18) basta riflettere sugli effetti pratici che ne conseguono. Da ricordare che il licenziamento è l’atto voluto e deciso dal datore di lavoro con cui risolve in modo definitivo il rapporto con il dipendente.


    Secondo la vigente normativa, in caso di ricorso, il DATORE di lavoro è chiamato a “convincere” il Giudice della sussistenza di fondate e gravi ragioni che giustificano sia il provvedimento comminato, sia l’impraticabilità di un eventuale reintegro.


    Veniamo alla formula caldeggiata da RENZI. I casi di possibile ricorso si riducono a due. Non solo.

    Sarà l’EX DIPENDENTE a dover “convincere” il Giudice di essere vittima di un atto “discriminatorio” oppure di un provvedimento disciplinare immotivato e/o spropositato.


    In pratica è un ribaltamento di ruoli e posizioni. E’ la parte soccombente (la più debole) che, per avvalersi del reintegro, è tenuta a dimostrare di essere bersaglio di un “sopruso”.

    DIFFICILE altresì pensare che il Giudice si faccia promotore di un’indagine mirata ad accertare fino in fondo la realtà dei fatti.


    Questa è la sostanziale “distanza” che separa le due versioni.

    Altro che simbolo ideologico, conservatorismo, miopia, memoria senza speranza, ecc..

    Il tempo non cancella le Voci dentro l’Eclissi esempio di coerenza, responsabilità …

  • Di (---.---.---.55) 30 settembre 2014 20:24

    Povera italia.

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