
Abarca avrebbe confessato durante il lungo interrogatorio avvenuto presso il Servizio Bolivariano di Intelligence (Sebin) dove è stato trasferito subito dopo l’ arresto, che la sua presenza in Venezuela aveva a che fare con le prossime elezioni di settembre. Per quell’occasione erano già stati pianificati degli attentati e per realizzarli il terrorista aveva già “contattato gruppi fascisti della controrivoluzione” come ha dichiarato in una conferenza stampa il ministro degli Interni e della Giustiza Tarek Al Aisami. Il presidente Hugo Chávez nel corso della conferenza stampa nella quale ha dato la notizia al paese, si è detto sicuro che Abarca stesse progettando un attentato contro la sua vita.
Numerose sono le domande ancora in attesa di risposta dice Al Aisami : “Chi finanzia il terrorismo in Venezuela? Quali sono i gruppi controrivoluzionari che stanno dietro Abarca? Dove erano previsti gli attentati e contro chi?”. In questo senso stanno procedendo ancora le indagini.
Abarca, sul finire degli anni ‘90, per conto di Luis Posada Carriles, aveva il compito di reclutare persone che avrebbero poi realizzato materialmente gli attentati presso strutture turistiche all’Avana, con lo scopo di destabilizzare l’isola e rovesciare il governo di Fidel Castro. Così avvenne anche il 4 settembre 1997, quando perse la vita il giovane Fabio di Celmo nell’esplosione che distrusse il bar dell’ hotel Copacabana. Fu un salvadoregno, Raúl Cruz León a installare materialmente l’esplosivo e una volta arrestato a confessare di aver agito proprio su mandato di Posada Carriles.
Francisco Chàvez Abarca, criminale e narcotrafficante, oltre che terrorista internazionale e mercenario ovunque al servizio della controrivoluzione, (è sospettato di essere coinvolto anche nel golpe in Honduras) venne arrestato in Salvador nel 2005 per una vicenda legata a un traffico di auto rubate, ma fu poi rilasciato da un giudice nel 2007 nonostante fosse noto il suo coinvolgimento in quasi tutti i più gravi attentati terroristici realizzati a Cuba nella seconda metà degli anni ’90. La sua scarcerazione in Salvador destò allora molta indignazione negli ambienti politici progressisti del paese anche perché il Salvador per anni fu una delle basi del terrorismo anticubano con l’appoggio degli Stati Uniti.
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