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Anni 80: Duran Duran e Spandau Ballet a Palermo

Palermo fu importante scenario della rivalità musicale che, in pieni anni ottanta, vide grandi protagonisti i Duran Duran e gli Spandau Ballet.

Correva l’ anno 1987 e, nel giro di pochi mesi, entrambi i gruppi, amatissimi dalle ragazzine, fecero tappa nella nostra città per una data del loro tour mondiale.

I Duran Duran e gli Spandau Ballet nascono in Inghilterra alla fin degli anni settanta ed i due gruppi sono esponenti di punta di quella corrente musicale che fu definita “New romantic rock”. Entrambi dominarono la scena negli 80’s e si può ben affermare, pur con i dovuti distinguo, che la loro rivalità va ad inquadrarsi nella classica contrapposizione che storicamente viene a crearsi tra gruppi britannici. Quella che negli anni sessanta divise Beatles e Rolling Stones o, nei novanta, Oasis e Blur, tanto per intenderci. Questa la formazione originaria dei Duran Duran: Simon le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere), John Taylor (basso), Roger Taylor (chitarra), Andy Taylor (batteria). Dopo il distacco di Roger ed Andy nella metà degli anni ottanta, e diversi innesti momentanei, il gruppo è tornato alla formazione base nel 2000. Le loro canzoni erano generalmente scritte collegialmente. Gli Spandau Ballet erano: Tony Hadley (voce), Steve Norman (sassofono), Martin Kemp (basso), Gary Kemp (chitarra), John Keeble (batteria). Gli Spandau si sciolsero definitivamente agli inizi degli anni novanta per contrasti tra Gary Kemp, autore di tutte le canzoni del gruppo, ed il resto dei componenti, tra i quali il fratello Martin.

Per tanti anni si è affermato che questo tipo di formazioni musicali aveva nel look dei propri componenti, più che nei contenuti musicali, il proprio punto di forza. Certamente è innegabile che entrambi puntassero molto sull’ aspetto dei vari Simon Le Bon, John Taylor, Martin Kemp, Tony Hadley, simili più a modelli che a musicisti, tanto che i loro poster campeggiavano nelle stanzette di quasi tutte le teen-ager dell’ epoca. Ma andando oggi a riascoltare diversi brani dei “Duran” come degli “Spandau”, specialmente paragonandoli a quelli delle teen-band di oggi (Jonas Brothers??), si può tranquillamente affermare che la qualità espressa non era così bassa come si voleva far passare a quei tempi. I Duran Duran diedero vita, specialmente negli anni precedenti alla scissione, a canzoni ottime quali “Rio”, “Hungry like the wolf”, “The reflex”, per arrivare alla notissima “Wild boys” ed a quella “Save a prayer” che, romantica e suadente, può benissimo essere considerata tra le canzoni più belle del decennio. Mi fa piacere però citare il brano che chiude “Rio” del 1982, forse il loro miglior album: la canzone “The Chauffer”, ammaliante e struggente, è una vera perla; già amatissima dai fan é una canzone che, ancora oggi, meriterebbe di essere ricordata. Non meno prolifici di canzoni gradevoli i romanticissimi Spandau Ballet: “Gold”, “I’ ll fly for you”, “Only when you leave” , per non parlare di “True”, il lento più gettonato nelle feste dei liceali di quegli anni, sono canzoni a cui è difficile restare indifferenti. Ma, a differenza dei colleghi, gli “Spandau” toccarono il top in uno dei loro ultimi LP, “Through the barricades” del 1986 da cui furono estratti singoli quali “Cross the lines”, “How many lies” e “Fight for ourselves”; ma soprattutto album che vede nella title track il capolavoro assoluto del gruppo, la canzone per eccellenza degli Spandau.

 

Duran Duran

 



Col tempo tra i due gruppi sembrò svilupparsi quasi una concorrenza; che però forse era più costruita dalla stampa e dalle rispettive fans, che sentita dai due gruppi. In Italia, per esempio, tra “duraniane” e “spands” ovvero ammiratrici degli uni o degli altri si litigava su chi era più “bono” tra Simon o Tony o se era più bella “Save a prayer” o “True” ed amenità del genere.



Ma torniamo allora al quello storico 1987. Nel mese di maggio alla “Favorita” si tiene una delle poche date italiane dello “Strange Behaviour Tour” , con cui i Duran Duran portavano in giro le canzoni estratte dal loro album “Notorious” del 1986, il loro primo nella formazione a tre (Le Bon, Rhodes, Taylor J.). Per Palermo fu un vero evento, tenendo conto che raramente in città facevano tappa i concerti delle grandi star internazionali. Ricordo scene di isteria collettiva delle “duraniane” che, invece di andare a scuola, in quei giorni davano la caccia ai loro idoli appostandosi davanti ai migliori alberghi cittadini. I Duran a Palermo significò una specie di vacanza di massa per tutti i ragazzi. Ricordo addirittura che gli stessi professori, all’ epoca frequentavo il quarto liceo, compresero la portata dell’ avvenimento tanto da garantire che avrebbero perdonato l’ impreparazione di coloro che, il giorno dopo, avessero portato a giustificazione il biglietto del concerto. Cose da pazzi. In piena estate, per la precisione il 4 agosto 1987, sempre alla Favorita, arrivarono gli Spandau. Ricordo con precisione la data perché, a differenza di quello dei Duran, andai a quel memorabile concerto, spinto dalle mie cugine fanatiche ammiratrici di Tony e compagni. Fu una bella serata, nella curva del vecchio stadio ancora con i gradoni in pietra, gremito in ogni ordine di posti. Ho ancora indelebile nella memoria come l’ intera struttura tremasse letteralmente al saltare folle dei tutti i presenti sulle note di “Fight for ourselves”. Conservo ancora il biglietto (foto) come cimelio; ne esistevano sei tipi diversi, con raffigurati i cinque singoli componenti ed uno con tutto il gruppo.

 

Spandau Ballet

 



Oggi i Duran Duran continuano a fare musica con successo altalenante, comunque lontani dagli splendori che furono. Come detto, gli Spanadu Ballet non esistono più da tempo. Ma il ricordo di quegli anni, come la loro musica, è viva nei cuori e nelle menti di quanti li hanno amati.

Per chiudere. Una pietra sulla loro rivalità, forse solo presunta, la mise Tony Hadley, ex frontman degli Spandau quando, agli inizi del duemila, scelse di interpretare per il suo album di cover niente meno che “Save a prayer” canzone simbolo dei Duran.

 

Il biglietto del concerto

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