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Ancora un falso della propaganda di guerra

Il maggior successo della propaganda filo-israeliana e filo-bushista consiste sicuramente nell’aver riempito i giornali di mezzo mondo con la versione per la quale Israele si sta difendendo dagli attacchi di Hamas, una sovversione di senso e della realtà clamorosa, che però sta funzionando abbastanza bene e che nelle prime ore si è affermata in quasi tutta l’infosfera occidentale. Non deve stupire, all’epoca riuscirono a convincere la maggioranza degli occidentali che gli Stati Uniti dovevano "difendersi" dall’Iraq, in fondo con Hamas è anche più semplice.

L’enorme macchina della propaganda guerrafondaia però non si accontenta, gli addetti sanno che lo stillicidio di notizie volte a mettere in cattiva luce i nemici deve essere incessante e prolungato, così ogni giorno ne buttano una sul fuoco dello scontro di civiltà e quando non hanno niente di utile si inventano di sana pianta le notizie di atrocità o di comportamenti ostili.

L’Iran è da sempre nel cuore di questi soggetti e non stupisce che approfittando dell’attacco a Gaza si cerchi di diffamare Teheran, nel tentativo di costruire l’immagine di Hamas irragionevole, feroce e controllata dai cattivi Ayatollah.

Così ieri è spuntata la notizia secondo la quale in Iran starebbero arruolando volontari per andare a combattere in Palestina contro gli Israeliani, una bufala clamorosa che però è stata ripresa anche dalle agenzie e dai giornali italiani, ovviamente senza alcun controllo, con titoli come "Studenti iraniani reclutano volontari per combattere Israele".

La notizia, inizialmente rilanciata da Reuters (che probabilmente è stata imboccata dai noti ceffi della "resistenza iraniana" mantenuti dai contribuenti americani) fa riferimento al sito iraniano www.rohaniatmobarez.com, dove però non c’è alcun invito all’arruolamento e tantomeno c’è la possibilità di arruolarsi via internet come dicono da Reuters e da altri organi d’informazione. C’è invece, sulla destra, un box che contiene un sondaggio, dove si chiede ai lettori cosa sarebbero disposti a fare "In risposta al decreto emanato dalla suprema guida Kahmenei e al disastro a Gaza".
Il sondaggio, che non richiede nemmeno la registrazione, offre tre possibilità:

1 - Vorrei a sostenere lo sforzo della propaganda (contro Israele)
2 - Vorrei raggiungere la resistenza armata
3- Vorrei offrire supporto finanziario

Il fatto che la risposta preferita sia la numero 2 non trasforma certo questo banale sondaggino in una campagna d’arruolamento e ancora meno trasforma il sito in un portale attraverso il quale è possibile arruolarsi per combattere contro Israele. Ciascuno di noi può scegliere una delle tre opzioni senza essere poi richiamato dai servizi di Teheran e arruolato. Tanto più che di tale genere di attività non c’è per ora traccia da nessuna parte nel mondo arabo e che per entrare nei Territori Occupati occorre chiedere il permesso agli israeliani.

Si tratta quindi di una bufala colossale, l’ennesima, che trasforma un banale sondaggio in un canale di arruolamento per "terroristi cattivi", offrendo ai soliti tromboni l’occasione di mettere gratuitamente in cattiva luce le ragioni dell’Iran agli occhi delle opinioni pubbliche, elevando al contempo quelle di Israele e dei suoi alleati. Robaccia già vista.

 

P.S.

Una nota di merito a Francesco Battistini, che a pagina 10 dell’edizione cartacea di oggi, scrive: "Sulla striscia stanno calando anche i rinforzi: sui siti iraniani (ndr quali?) si sono già registrati 3.350 aspiranti "martiri" pronti a combattere nella Striscia". Una colossale buffonata, me lo vedo Battistini che si gira i siti in Farsi a fare la conta dei martiri...

Casualmente ieri, quelli che sul sito segnalato hanno risposto scegliendo l’opzione 2, erano proprio poco più di tremila, l’unica cosa che non si capisce è l’uso del plurale, ma forse Battistini voleva caricare ancora di più l’effetto o evitare che a qualcuno venisse in mente di andare a vedere il sito che lui non aveva voglia e modo di controllare. Tipica performance da Corriere della Sera, non a caso gli articoli di questo sono ripresi con gioia dagli estremisti filo-israeliani di Informazionecorretta, una garanzia.

Qualche preoccupazione sulla linea totalmente sbilanciata sulle ragioni dell’aggressore da sembrare ridicola, se la stanno comunque ponendo, come testimonia questa mail interna al Corriere:

Da: Farina Michele
Inviato: domenica 28 dicembre 2008 18.56
A: Corsera - Redazione Completa
Oggetto: Gaza e noi

Cari tutti,

permettete questa (cestinabile) turbata intrusione che riguarda la nostra copertura dei fatti di Gaza.
Mi sembra che i commenti che partono oggi dalla prima del Corriere vadano sostanzialmente nella stessa direzione, avendo come giusto bersaglio il terrorismo di Hamas, il diritto di Israele a difendersi etc.
Non discuto qui la linea politica del giornale, né la scelta dell’ottimo Antonio Ferrari che firma la nostra analisi,
né le cronache del grande Franck SuperBat Battistini. Ma forse i lettori potrebbero essere interessati a un più articolato assortimento di punti di vista in sede di riflessione. Che esistono, “nel mondo”, in Israele e anche tra gli editorialisti del nostro giornale (ho avuto modo di parlare recentemente con Sergio Romano, il “realista” Romano, che ha avuto parole dure contro l’”assedio” israeliano di Gaza). Certo noi non siamo Haaretz, il minoritario Haaretz, che nel suo profluvio di commenti tutto sommato equilibrati dà spazio anche alle parole forti di Yossi Sarid, che conclude il suo scritto (titolo: “speriamo che questa volta sapremo quando fermarci”) in questo modo: “A million and a half human beings, most of them downcast and desperate refugees, live in the conditions of a giant jail, fertile ground for another round of bloodletting. The fact that Hamas may have gone too far with its rockets is not the justification of the Israeli policy for the past few decades, for which it justly merits an Iraqi shoe to the face”.
“Not the justification”. Noi non siamo Haaretz (e io non sono un pacifista all’acqua di rose). Ma sui bombardamenti a Gaza è critica l’Unione Europea nel suo insieme (sul Corriere di oggi citiamo nel titolo solo Sarkozy, pur presidente di turno Ue). E’ critica la Chiesa (occhiello della Repubblica di oggi in prima pagina, di oggi, non di domani).
Critiche rituali? Posizioni scontate che non meritano una presa di posizione di fronte ai nostri lettori?
Certo Hamas si merita una “scarpa irachena” in faccia anche per l’uso criminale della popolazione civile (palestinese e israeliana). E si può discutere se Yossi Sarid abbia ragione a lanciare un’altra scarpa in direzione opposta, nel cortile di casa sua. Ma forse un grande giornale come il Corriere, nel giorno dei 200 morti a Gaza, sarebbe stato il posto giusto in cui trovare traccia (anche) di questa discussione.

Grazie per l’attenzione

Michele Farina
Redazione Esteri

Commenti all'articolo

  • Di francesca (---.---.---.102) 31 dicembre 2008 12:37

    Posso capire il fatto di non essere d’accordo con la politica israelo-americana e con il bombardamento della striscia di Gaza, ma quando lei scrive:

    "L’Iran è da sempre nel cuore di questi soggetti e non stupisce che approfittando dell’attacco a Gaza si cerchi di diffamare Teheran, nel tentativo di costruire l’immagine di Hamas irragionevole, feroce e controllata dai cattivi Ayatollah." cosa vorrebbe sottointendere? 

    Che il regime teocratico, anzi mollahocratico, di Teheran sia in realtà vittima di disinformazione da parte dell’occidente?
    Che Hamas sia ragionevole?
    Ayatollah brava gente?



  • Di mazzetta (---.---.---.53) 31 dicembre 2008 13:29

    sicuramente l’Iran è "vittima di disinformazione da parte dell’occidente"

    una disinformazione sostenuta professionalmente dagli stessi circoli che spandono la propaganda filoisraeliana, ci sono molti siti supportati da estremisti israeliani o filoisraeliani che si adoperano in questo, ma anche quelli di estrazione neoconservatrice per venire agli americani o quelli della "resistenza iraniana" che altro non è che l’avanzo del MEK, un’organizzazione un tempo considerata "terrorista" in occidente e oggi portata in giro come se rappresentasse l’opposizione democratica iraniana. Una bufala clamorosa, non fosse per il fatto che il MEK ha combattuto accanto a Saddam e che la sua presidentessa è tale "a vita" per nomina del marito, troppo "terrorista" per essere esibito in giro.

    Gli esempi di clamorose bugie a scopo diffamatori nei confronti dell’Iran non mancano, sono decine all’anno, serve a costruire il "framing", cioè a inquadrare il "cattivo" in modo da risaltare come "buoni".
    A titolo di esempio si possono ricordare le balle sul programma nucleare iraniano, volte a nascondere la realtà della "bomba atomica islamica" che in realtà è/era una joint venture tra Pakistan, Arabia Saudita, Iran e Libia o anche quelle sulla presunta legge che avrebbe costretto gli ebrei iraniani (ce n’è uno anche in parlamento, alla faccia del presunto antisemitismo iraniano) ad indossare un segno di riconoscimento giallo; una bufala clamorosa che ci fu propinata da Repubblica e Corriere con titoli che richiamavano un’analoga legge hitleriana anche se all’interno dell’articolo si diceva che non c’era conferma. La conferma c’era ed era che fosse una balla uscita per merito dei soliti noti su un giornale della destra canadese.

    Mi stupisce il suo stupore, forse che l’Iraq di Saddam non è stato coperto di balle prima di essere coperto di bombe?

    Riconoscerlo non vuol certo dire schierarsi dalla parte di Saddam, povero pupazzo prima usato contro l’Iran e poi brutalmente scaricato, così come riconoscere che esiste un’evidente campagna di propaganda contro l’Iran non vuol dire supportare Khamenei. Significa semplicemente riconoscere la realtà oltre la propaganda di paesi aggressori che si dicono in pericolo per colpa di paesi che non aggrediscono nessuno, l’Iran non attacca un vicino da oltre 250 anni e non si è mai preparato per nulla del genere, non possiede aviazione, ha una marina scarsa e un esercito assolutamente inadatto allo scopo. E’ abbastanza evidente che gli iraniani perseguano il nucleare come deterrente, non certo per bombardare Israele che significherebbe sterminare una quantità di arabi nei paesi vicini e condannarso alla rappresaglia atomica.

    Evidentemente riusciamo a dimenticare anche le cose semplici, come il principio della deterrenza. Evidentemente c’è chi riesce a dirsi minacciato da nemici infinitamente più deboli che mantiene in cattività e questo succede perchè esiste un dispositivo enorme dedicato alla propaganda.

    Su Gaza ad esempio tutti i giornali sorvolano sulla storia degli ultimi anni e si rifanno al lancio dei Qassam come giusta causa per la rappresaglia israeliana, ben pochi ricordano che all’alba delle elezioni vinte da Hamas sono stati proprio Israele e Stati Uniti ad armare Abu Mazen a spingerlo ad un fallimentare golpe che ha diviso i palestinesi tra Gaza governata da Hamas e la West Bank governata da Fatah. Eppure sono fatti che sono passati sui giornali anglosassoni e anche su quelli israeliani.
    Ugualmente nessuno ricorda che nei mesi di "tregua" Israele ha ucciso decine di persone a Gaza e ha bloccato l’intera Striscia facendone una prigione.
    Ugualmente nessuno ricorda che il 40% della West Bank è occupata dalle colonie illegali, che non sono sperduti avamposti, ma che occupano ormai metà dei Territori Occupati mentre i coloni, per lo più estremisti religiosi non meno orridi dell’equivalente islamico, tormentano i vicini palestinesi dopo aver loro rubato il territorio.
    Ugualmente nessuno ricorda l’intervista a Minoli di Nethanyau, il quale si faceva bello di essere riuscito a far fallire gli accordi di Oslo proponendo ad Arafat condizioni impossibili e nessuno ricorda che fino a prima dell’affermazione di Hamas il mantra occidentale diceva "non ci potrà essere pace fino a che ci sarà Fatah", così come nessuno ricorda che Israele non rispetta una sola delle tante risoluzioni ONU e ancora meno le convenzioni internazionali sui territori occupati, sull’uso di armi illegali (bobe a grappolo) e sul trattamento delle popolazioni in tempo di guerra (punizioni collettive).

    Dalla prigione di Gaza i palestinesi hanno potuto tirare solo qualche razzo costruito con i tubi delle grondaie contro i loro carcerieri, le loro pene e le loro ragioni non interessano nessuno, nel silenzio del mondo hanno esercitato -legittimamente- un diritto alla resistenza che è riconosciuto dalle leggi internazionali e oggi sono vittima di una -punizione collettiva- assolutamente illegale e sanguinosa, molto più sanguinosa di quanto non appaia, perchè alle centinaia di morti sono da aggiungere i quasi 2000 feriti e quanti sono rimasti senza un tetto.

    Bombardare un campo profughi non è molto elegante, affermare che la consegunete strage è colpa dei prigionieri che si ribellano è disgustoso.

    Il che non significa supportare Hamas, ma difendere uno standing della legalità internazionale che negli ultimi hanno è stato distrutto dalla prepotenza di chi, come Israele e Stati Uniti, ha agito sulla semplice base del diritto del più forte; diritto a fare quel che pare più comodo e anche diritto a definire le cose con nomi di comodo, la "guerra preventiva" non l’ha certo inventata Hamas, ma i cialtroni "democratici" che si dicono tanto migliori di Hamas.

    Proprio la serietà nella difesa dei princìpi fondanti del diritto, ci distanzia dai partigiani unti delle ideologie, delle teocrazie o delle oligarchie che questo diritto vogliono piegare ai loro comodi, proprio la serietà nel riconoscere la realtà oltre la propaganda ci deve distinguere dai tanti tifosi su questo o quello spalto.

    Mi permetta pertanto di stigmatizzare la sua chiusura ironica come sintomo di estrema immaturità politica e democratica, le guerre non si vincono certo mettendo etichette o inventando favole; con queste le guerre si possono al massimo cominciare, poi come vadano a finire non si sa, lo diceva Bismarck, non un Ayatollah.

    Di solito una guerra costruita su premesse del genere ("Ill premises" dicono oltre Atlantico) finisce male, ma evidentemente nemmeno i recenti disastri in Iraq, Afghanistan e Somalia sono stati sufficienti ad insegnare qualcosa a chi non ha orecchie per intendere e occhi per vedere oltre il proprio naso

    • Di francesca (---.---.---.94) 1 gennaio 2009 14:15

       "Ci sono molti siti supportati da estremisti israeliani o filoisraeliani che si adoperano in questo..."

      Verissimo, ma ci sono anche molti siti supportati da estremisti islamici o filoislamici come per esempio quelli di una certa parte della sinistra antiamericana e naturalmente antiisraeliana che distillano una disinformazione professionale, che mettono in atto una propaganda particolarmente efficace utilizzando con arte il vittimismo e facendone un modello di comunicazione.
      E apparentemente funziona benissimo.

      "L’Iran non attacca un vicino da 250 anni"

      Ora, qui si parla della Repubblica Islamica dell’Iran che non solo non esiste da 250 anni, ma nemmeno da 30, e la Repubblica Islamica dell’Iran fra tante altre cose:


       vorrebbe la cancellazione dalla carta geografica dello Stato d’ Israele

       minaccia i Paesi arabi moderati di "bruciare nelle fiamme accese dalla rabbia della grande nazione islamica "

       finanzia per buona parte il terrorismo internazionale

       distabilizza tutta l’area del Medio Oriente dal sud iracheno  all’Afghanistan

       organizza e fornisce armi ai talibani afgani

      Evidentemente il bombardamento attuale da parte di Israele é ingiusto, sproporzionato e da denunciare, ma vorrei ricordare cio’ che scrisse Montanelli nel ’72 a prova che " il falso nella propaganda di guerra" e le "bufale colossali" sono perfettamente praticate da decenni anche nel mondo arabo-musulmano.


      "Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c’è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non da Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta.

       

       
      Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei.
      Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso."
    • Di mazzetta (---.---.---.108) 1 gennaio 2009 16:18

      Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei.

      E chi ha detto una cosa del genere?

      Il responsabile primo della condizione miserevole dei palestinesi è il governo -israeliano- che occupa territori fuori dalle sue frontiere e che limita i diritti di popolazioni che non sono sotto la sua giurisdizione.

      Non è il caso di farne una questione tra ebrei e musulmani, tantomeno per menarla con l’antisemitismo, un’espediente ormai logoro, se ci fa caso non parlo mai di responsabilità ebraiche, sebbene Israele sia uno stato indubbiamente confessionale, qui si parla di responsabilità politiche e legali precise, che ben poco hanno a che fare Dio e la metafisica.

      Certamente Israele usurpa i diritti di quei vicini che vivono ai suoi confini e certamente molti dei suoi cittadini supportano questa politica nell’ottica di un miserabile revanchismo che ha radici nella religione, ma "ususrpatori ebrei" è una definizione ignorante e non corretta.

      Secondo numerose convenzioni internazionali è di Israele la responsabilità unica delle condizioni di vita nei Territori Occupati, non a caso definiti "Contesi" dall’etimologia ufficiale proprio per evadere questa evidenza. Non sono contesi per niente e per il diritto internazionale potranno diventare israeliani solo dopo un referendum tra gli abitanti o la firma di un trattato con l’entità statale legittimamente in carica su quei territori.

      Per questo lo stillicidio della colonizzazione mira ad espellere i palestinesi che pure vi conducono una vita grama e per questo Israele impedisce la formazione di uno stato palestinese, una volta espulsi i palestinesi sperano che un referendum tra i coloni israeliani possa fornire fondamento legale all’incorporazione di quei territori, anche se sanno benissimo che è una truffa che la comunità internazionale non accetterà mai, non fosse che per non creare un orribile quanto pericoloso precedente.
      Solo un ingenuo a questo punto potrebbe credere che Israele si accontenti dei territori riconosciuti dall’ONU sotto la sua giurisdizione, 50 anni di storia hanno ormai reso evidente che le mire israeliane si spingono molto oltre.

      Quanto alla repubblica iraniana, non mi risulta abbia mai sparato un solo colpo contro Israele, così come non è affatto vero che, al di là delle parole di un presidente delegittimato anche in patria come Ahmadinejad, abbia mai sostenuto in documenti ufficiali la distruzione di Israele, tantomeno lo ha fatto l’autorità suprema iraniana, fonte unica e superiore del diritto e della politica iraniana.

      Questo sorvolando sulla strana pretesa di Israele di essere legittimo detentore di un programma atomico relativamente clandestino e allo stesso tempo di ritenersi in diritto di bombardare l’Iran per impedirgli di conseguire la parità nella deterrenza.

      In ogni caso tirare in ballo l’Iran per minimizzare le responsabilità dell’eccidio in corso è ipocrita senza se e senza ma, l’Iran non può minacciare seriamente Israele, che è la superpotenza regionale e che può contare inoltre sull’ulteriore barriera rappresentata dall’Iraq occupato dalla prima potenza mondiale, casualmente alleata con Israele

      Comunque ,mi sembra che discutere con lei sia una fatica senza ricompensa, lei non fa altro che inanellare plateali falsità già sentite e prive di fondamento alcuno, addirittura clamorosa quella del sostegno iraniano ai talebani, che contraddice anche le lodi che il Dipartimento di Stato hanno indirizzato alla collaborazione iraniana e l’evidente antipatia che corre tra sciiti persiani e sunniti afgani e sauditi. Pietoso.

      Definirei i suoi interventi stunningly superficial, prendendo a prestito la recente risposta di Brzezinski ad analoghe facezie.
      Le consiglierei quindi un ripasso della storia mediorientale, l’accesso a fonti diverse da quelle che l’hanno ingannata e anche un’occhiata alle convenzioni internazionali e alle numerose risoluzioni ONU che Israele ha ignorato negli ultimi decenni.

      Vedrà che alla fine non potrà che convenire, se è in buona fede, che Israele sia -responsabile- di quanto sta accadendo molto di più di qualunque altro soggetto in causa, anche perchè le bombe sui palestinesi le sta tirando Israele e cercare di forzare la realtà dicendo che il colpevole del massacro non è chi tira le bombe, ma un altro cattivo di comodo, non giova certo alla causa di Israele o alla credibilità di chi dissemina sciocchezze del genere.

      Considero esaurito qui lo scambio

      Saluti

    • Di francesca (---.---.---.242) 2 gennaio 2009 00:11

      Premesso che a me sembra che l’Iran l’abbia tirato in ballo lei facendone, nel suo articolo, la vittima ricorrente dell’ignobile propaganda occidentale filoisraeliana; quanto al fatto che l’Iran non puo’ seriamente minacciare Israele questo lo dice ancora lei.

      Innanzi tutto che vuol dire "seriamente"?
      Se significa rasare al suolo, allora probabilmente ha ragione. 
      Se invece significa continuare nella strategia di "distruzione lenta" adottata non solo dall’Iran ma anche dalla Siria attraverso gruppi islamici che giocano sui due punti deboli di Israele: la sensibilità dell’opinione pubblica per le perdite civili e militari e la vulnerabilità dei dirigenti politici alle pressioni esercitate dall’opinione pubblica internazionale, allora l’Iran si rivela un pericolo piu’ che serio. 
      Questa strategia di usura é stata utilizzata con successo nell’estate 2006.
      L’idea é di sfiancare poco a poco Israele. Ed ecco che il ruolo di organizzazioni come Hezbollah sono attualmente piu’ pericolose degli eserciti convenzionali arabi.

      Complimenti per la sua ultima frase.

    • Di mazzetta (---.---.---.60) 2 gennaio 2009 14:07

      "Premesso che a me sembra che l’Iran l’abbia tirato in ballo lei facendone, nel suo articolo, la vittima ricorrente dell’ignobile propaganda occidentale filoisraeliana; quanto al fatto che l’Iran non puo’ seriamente minacciare Israele questo lo dice ancora lei."

      No, lo dicono fior di analisti israeliani e gli stessi servizi di Tel Aviv, oltre a molti altri.
      Io ho tirato in ballo l’Iran come vittima della propaganda, quella risposta era a lei che lo tirava in ballo come cattivo nel tentativo di sminuire le responsabilità israeliane. Un espediente anche questo già visto, ma la responsabilità di Israele per il massacro di Gaza non si sminuisce di certo cercando un soggetto più cattivo tra i suoi avversari.

      Il potere significa responsabilità, la responsabilità di Israele è quindi tanto più grande quanto lo sono la sua superiorità militare e il suo potere di decidere delle vite dei palestinesi. La punizione collettiva (hanno votato Hamas e quindi...) è un crimine contro l’umanità senza nessun dubbio e duole leggere sciocchezze del genere quasi ovunque, specialmente in un paese che non ha subito alcuna punizione collettiva, nonostante abbia votato e appprovato una dittatura fascista che ha fatto enormi danni anche al di furoi dei nostri confini. Forse che gli italiani meritavano una simile punizione collettiva per aver sostenuto Mussolini? E gli americani con Bush, che tanti lutti ha inflitto a milioni di persone? E ancora, se esistesse un’altra superpotenza, avrebbe diritto di punire allo stesso modo gli israeliani per i crimini che il loro governo commette in queste ore?

      Vede quale miseria e quali pericoli sottintendono certi argomenti della propaganda?

      "Innanzi tutto che vuol dire "seriamente"?
      Se significa rasare al suolo, allora probabilmente ha ragione. "

      Significa che l’Iran non è in grado di procurare danni significativi ad Israele senza subirne di molto più devastanti. E visto che Israele non reclude gli iraniani come succede invece a Gaza, non c’è alcun motivo perchè ciò accada e infatti non accade. Sono Israele e Stati Uniti che da anni minacciano attacchi all’Iran, mai viceversa, le dichiarazioni di Teheran sono sempre state improntate al "Se ci attaccano...", quelle avverse al "Attacchiamoli prima che...", si può facilmente verificare, anche lei puoi farlo, mi creda, basta un po’ del suo tempo

      "Se invece significa continuare nella strategia di "distruzione lenta" adottata non solo dall’Iran ma anche dalla Siria attraverso gruppi islamici che giocano sui due punti deboli di Israele: la sensibilità dell’opinione pubblica per le perdite civili e militari e la vulnerabilità dei dirigenti politici alle pressioni esercitate dall’opinione pubblica internazionale, allora l’Iran si rivela un pericolo piu’ che serio. 
      Questa strategia di usura é stata utilizzata con successo nell’estate 2006.
      L’idea é di sfiancare poco a poco Israele. Ed ecco che il ruolo di organizzazioni come Hezbollah sono attualmente piu’ pericolose degli eserciti convenzionali arabi."

      Fuffa, come quella esibita in precedenza, con la stessa noncuranza che la porta ad ignorare le obiezioni alla fuffa già pubblicata. L’unica distruzione lenta è quella dei palestinesi, sequestrati, derubati ogni giorno di qualche metro di terra che non appartiene ad Israele e sul quale si costruiscono colonie illegali. Il governo Olmert ha già perso una guerra in Libano su queste premesse inconsistenti, il logoramento di Israele da parte delle sue vittime è una tesi da arrampicatori sugli specchi. Come il bullo che accusa la vittima che prende a pugni tutti i giorni di volergli rovinare le nocche. Ridicolo se non fossimo di fronte a una tragedia.


      "Complimenti per la sua ultima frase."

      Grazie, ho fatto un’eccezione al mio proponimento solo per darle un’ultima possibilità di rendersi conto dell’infondatezza delle sue sciocchezze,ma sospetto di avere a che fare con un tifoso per nulla interessato alla realtà. Esattamente come i simpaticoni di Informazionecorretta, se si trattasse di qualcuno di diverso non sarebbe passato oltre le prime smentite come se nulla fosse e non butterebbe continuamente nuova fuffa sul fuoco, ma in fondo si sa che c’è gente come Renato Farina che vede nell’invenzione di balle del genere il sostanziarsi di una militanza nel campo crociato dello stupido scontro di civiltà, lei per caso sostiene queste sciocchezze perchè "tiene" per Israele o per antipatia verso arabi e musulmani?

      peccato, è sempre sgradevole incrociare atteggiamenti del genere

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