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Amadeus: «"Ora o mai più"? Una bella identità musicale, ben accolta». Intervista esclusiva

L'ironia e il garbo sono fra le tante caratteristiche che lo rappresentano al meglio. Ha festeggiato con noi l'arrivo del 2019 su Rai1. Ci ha fatto divertire con la stanza inclinata di "Stasera tutto è possibile". Ogni sera, ci fa compagnia con le identità nascoste de "I Soliti Ignoti", e i sabati sera con "Ora o mai più", in cui, alcuni artisti cercano di riportare alla ribalta la loro carriera musicale. Stiamo parlando di Amadeus che, in questa intervista esclusiva, ci svela il segreto dei suoi successi televisivi, al punto da renderlo grande protagonista. Parlare con Amadeus è stato molto piacevole, perché è una persona molto cordiale, carismatica e a modo, doti che gli hanno fatto conquistare l'affetto del pubblico.

Qual è la sua sensazione a margine del ritorno di "Ora o mai più"?
«È molto buona, perché non è facile competere con una grande corazzata come "C'è posta per te". A maggior ragione, trattandosi di un programma del sabato sera. Quella di "Ora o mai più" è una bella identità musicale, ben accolta dal pubblico».
C'è rivalità fra i concorrenti?
«Direi di si. È normale che, in una gara, ci siano delle rivalità, a causa del forte temperamento e personalità dei maestri che, ogni settimana, li seguono. Capita, a volte, di sfociare in delle diatribe. Ma è nella normalità di una competizione».
Che effetto le fa essere affiancato dai grandi nomi della musica, come Red Canzian e Marcella Bella?
«Sono molto contento. È un grandissimo onore essere al loro fianco. Li ho conosciuti, ascoltando i loro dischi. Ho avuto l'opportunità di intervistarli ai tempi in cui lavoravo in radio. Quindi, di tutto questo, non posso che essere felice».
Le piacerebbe riproporre un programma del passato a cui è rimasto maggiormente legato?


«No. Mi interessa guardare avanti, perché sono felice dei programmi che conduco. Ma, se ci fossero delle cose nuove, rivoluzionate, potrei farle».
Qual è stata la sua esperienza più gratificante e positiva della sua carriera televisiva?
«Adesso, è quella dei "I Soliti Ignoti". È una bella esperienza, ripagata dal grande affetto del pubblico, che, ogni sera, ci segue intorno ai 5 milioni. Con "I Soliti Ignoti" è come se io stessi facendo una prima serata. È bello andare in onda nel quotidiano, sapendo di poter diventare uno di famiglia. Questo mi fa molto piacere».
Ogni sera, entra con grande garbo e simpatia nelle case degli italiani con i "Soliti Ignoti" che, giunto alla terza edizione, sta riscuotendo grande visibilità e apprezzamento da parte del pubblico. Qual è il segreto di questo ennesimo successo televisivo?
«È merito del lavoro di gruppo, coeso, se il pubblico, in questi anni, mi segue con grande affetto dai tempi de "L'Eredità" e di "Reazione a catena" che ho condotto per quattro anni. Agisco, nel rispetto del pubblico, perché, oltre agli adulti, ci seguono anche i bambini. La Rai, come servizio pubblico, mira proprio a questo. Agli inizi, non avevamo idea che, questo programma, potesse arrivare al successo. È iniziato con la voglia di divertire e far divertire. Penso che, il rispetto, l'ironia e il divertimento siano importanti, per instaurare un rapporto di fiducia con chi ti segue».
Quali sono i suoi progetti futuri, oltre ai "Soliti Ignoti" e "Ora o mai più"?
«Andare in vacanza. Devo riposarmi per un bel pò. Ho bisogno di staccare, di stare con la mia famiglia, perché l'anno in corso è stato molto intenso e ricco di soddisfazioni personali, in seguito agli impegni con il Capodanno, con "Stasera tutto è possibile", la lotteria Italia e Telethon. A settembre, si vedrà».
La ringrazio infinitamente per avermi concesso questa intervista.
«Grazie a lei».
 

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