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Alcuni perché dell’indignazione. Le differenze tra l’Italia e il resto del mondo

Vivere all’estero fornisce interessanti spunti di riflessione che vengono dalla comparazione di fatti simili con conseguenze invece diverse se non opposte tra il nostro e gli altri paesi.

Ecco qualche esempio:

1) Regno Unito: venerdì scorso (14/10) il ministro britannico della difesa Liam Fox è costretto alle dimissioni per aver portato con sé in ben diciotto visite ufficiali il suo amico e testimone di nozze, spacciato per un “consigliere diplomatico”. Nel momento in cui annuncia le proprie dimissioni Fox ammette di “aver commesso un errore, facendo confusione tra interesse personale e attività governative“.

Italia/Panama, giugno 2010 il nostro Presidente del Consiglio è in visita ufficiale a Panama accompagnato dall’amico Lavitola. Nessuno scandalo, men che meno chiarimenti o dimissioni che nel nostro paese sono cosa più unica che rara.

2) Francia, febbraio 2010, la tempesta “Xynthia” causa inondazioni sulla costa occidentale che provocano la morte di cinquantanove persone che avevano costruito sulla costa in zone inondabili, con il beneplacito delle amministrazioni locali. Nonostante la Procura in Francia sia sotto il controllo dell’esecutivo, e il sindaco del paese più colpito fosse dello stesso partito di quello al Governo è stato comunque indagato e rinviato a giudizio per omicidio colposo ed “esposizione a pericolo della vita altrui”, reato quest’ultimo inesistente da noi.

Italia, aprile 2006, sull’Isola d’Ischia una gigantesca frana provoca la morte di quattro persone in una zona dove vigeva il divieto di costruire poiché classificata come “R4″ (ad altissimo rischio idrogeologico). Nessun amministratore rinviato a giudizio, nessun colpevole, sarà stata “la natura”.

3) Sempre oltralpe: tre settimane fa il super poliziotto pluri decorato Michel Neyret, capo della polizia di Grenoble, viene arrestato con l’accusa di traffico di stupefacenti, corruzione, rivelazione di notizie coperte da segreto, associazione a delinquere e “traffico d’influenza” anche quest’ultimo reato non esiste nel nostro paese (si ricordi l’iniziativa del Fatto Quotidiano per la ratifica della Convenzione europea sulla corruzione del Consiglio d’Europa). Il poliziotto è accusato di aver girato partite di droga sequestrata ai suoi informatori con i quali avrebbe stretto legami di amicizia e dai quali avrebbe ricevuto in regalo auto di lusso (Ferrari, Rolls Royce) per le sue vacanze in Costa Azzurra e a Marrakech.

Nonostante il principio della presunzione di non colpevolezza valga anche in Francia ciò non ha impedito al ministro degli Interni Gueant di sospendere il super poliziotto che da allora, in attesa di giudizio, è ancora in carcere.

Italia, 30 giugno di quest’anno, il super poliziotto Vittorio Pisani, capo della squadra mobile di Napoli, viene indagato dalla Procura partenopea per favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate. Gli si contestano i presunti legami di amicizia con un confidente. Il ministro degli Interni Maroni e il capo della Polizia Manganelli gli confermano fiducia e stima.

Questi tre esempi mostrano a mio avviso il motivo per cui il rispetto delle regole, insito nel concetto di “Stato di Diritto” è in Italia sempre più teorico e l’indignazione di conseguenza giustamente sempre più forte.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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