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  Home page > Attualità > Economia > Agenzie di rating: ecco chi sono e come funzionano
di Camillo Pignata venerdì 27 gennaio 2012 - 1 commento oknotizie
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Agenzie di rating: ecco chi sono e come funzionano

Queste società hanno un potere immenso su interi continenti. Eppure, al loro interno, vi è un enorme conflitto di interessi

L’agenzia di rating Standard &Poor’s ha fallito. Gli sconquassi temuti non si sono verificati. Le borse europee hanno tenuto, i rendimenti dei titoli sono stati modesti. Gli errori dell’agenzia sono ascrivibili a una scelta politica, giacché il declassamento ha investito nove Paesi su diciassette, insomma un intero continente.

Una scelta, però, anche immotivata, giacché declassa un Paese come l’Italia impegnato in un piano di rigore lacrime e sangue, e la Francia in una settimana di recuperi di borsa; ma è stata anche una scelta contraddittoria perché declassa di due punti il nostro Paese mentre apprezza la sua politica di governo. Insuccessi ed errori di tal fatta producono inaffidabilità.
 
La BCE non terrà in nessun conto il giudizio dell’agenzia: il valore delle garanzie bancarie per i prestiti ricevuti dalla BCE rimarranno inalterati. Nessuna meraviglia per tutto ciò. Bisogna piuttosto chiedersi come un società privata in conflitto di interessi, possa aver condizionato e condizionare l’economia di tanti Paesi, senza provocare un dubbio, un interrogativo, una riflessione, un intervento politico, un provvedimento normativo.
 
Il giudizio delle agenzie terrorizza o tranquillizza gli investitori, e cosi condiziona le loro scelte e conseguentemente le economie reali dei Paesi. Un rating negativo spinge gli investitori a richiedere tassi di interresse più alti per ripagare il rischio sui titoli emessi. Un rating positivo non stimola una tale richiesta perché il rischio sui titoli emessi è minore.
 
I titoli ad alto rendimento compromettono la solvibilità del debito pubblico dello Stato, con effetti sull’economia reale. Quelli a basso rendimento contribuiscono a consolidare la solvibilità del debito pubblico dello Stato, con effetti sull’economia reale. L’andamento della economia reale, a sua volta, condiziona il rating. E’ un circolo vizioso che si autoalimenta, in cui le agenzie giocano un ruolo fondamentale. Le agenzie possono dunque destabilizzare o stabilizzare un Paese, o un intero continente quando il loro giudizio investe più Paesi.
 
Ma le agenzie di rating sono società private nella cui struttura azionaria sono presenti, direttamente o indirettamente, le banche e gruppi di investimento, che hanno interessi nel mercato dei titoli. Sono dunque strutture in conflitto di interessi. Nell’azionariato di Standard &Poor’s appaiono grandi gruppi di investimenti, Capital Word detiene azioni in Moody. E peraltro manager delle agenzie passano indifferentemente a guidare le banche, clienti delle agenzie; e viceversa managers delle banche passano a guidare le agenzie. Un intreccio di interessi che induce a ritenere fondati quei rumors che accusano le agenzie di fare il gioco di taluni investitori, che sono anche i loro azionisti. Non a caso le agenzie hanno garantito la tripla A ai derivati in mano alla Lehmann Brothers, quando questa era fallita. I proprietari dei titoli erano gli stessi che pagavano le agenzie. In tale quadro,diventa più insistente l’accusa alle agenzie di muoversi in linea con gli interessi di Wall Street, del capitalismo finanziario americano.
 
Rimane comunque senza risposta l’interrogativo di fondo: possono i destini di un Paese e di un Continente essere affidati ad una a società privata che opera in conflitto di interessi?
di Camillo Pignata venerdì 27 gennaio 2012 - 1 commento oknotizie
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