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Nomine AgCom, ennesima spartizione politica
Nicotra ad AgoraVox: “Ci hanno presi in giro”

Alla fine all'AgCom e alla Privacy non c'è stata nessuna sorpresa e ad essere votati sono stati i nomi che giravano nei giorni scorsi. Nomi di partito, spartizione politica, alla faccia della trasparenza e dei curriculum inviati alle Camere, da vagliare per la scelta dei candidati. Anche quest'altra spartizione di poltrone è stata fatta, e niente ha potuto quella ventata di trasparenza di cui molti si erano sciacquati la bocca: eletti quindi, Maurizio Decina, del Pd (che ha fatto le primarie per scegliere i candidati) e Antonio Martuscello, del Pdl, (eletti alla Camera), Antonio Preto e Francesco Posteraro (eletti al Senato) all'AgCom; Giovanna Bianchi Clerici (Lega) e Antonello Soro (Pd) alla Camera e Augusta Iannini e Licia Califano al Senato all'Autorità Garante per la Privacy. L'uomo scelto dalla rete, ovvero Stefano Quintarelli ha ricevuto 15 voti. C'è stata anche una terza votazione l'elezione di un componente del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, per il quale è stato eletto Giuseppe Lauricella.

Benché la trasparenza sia una delle caratteristiche che dovrebbe caratterizzare l'AgCom è proprio quello il peccato originale che ne condizionerà qualsiasi azione futura. La scelta, prima approvata poi cancellata, di scegliere i propri membri tramite curriculum farà discutere non poco.
 
Diverse erano state le associazioni che avevano denunciato la lottizzazione degli incarichi, scelti dalle direzioni di alcuni partiti (a destra e sinistra), tra queste Agorà Digitale, Avaaz, Vogliamo Trasparenza, guidata dall'avvocato Guido Scorza, le quali ieri avevano reso noti su twitter con l'hashtag #opennomine, grazie all'aiuto di alcuni deputati, tutti i curriculum pervenuti per la votazione a Camera e Senato e che per “motivi di privacy” non erano stati, poi, resi pubblici.
 
Duri gli interventi di Di Pietro, il quale ha dichiarato il voto “una buffonata (…) un'autentica presa per i fondelli da parte delle forze politiche che hanno già deciso chi eleggere senza neanche consultare i curriculum dei candidati”, e Grillo che arriva a chiedere al Primo Ministro Monti la chiusura dell'Autority. Questa mattina assieme alle associazioni citate alcuni deputati tra cui lo stesso leader dell'IdV hanno dato vita a un flash mob strappando i fogli contenenti le oltre 47.000 firme che nei giorni scorsi erano state raccolte da Avaaz, oltre a cartelli con su scritte le parole chiave “Indipendenza”, “Meritocrazia”, “No conflitto di interessi”, “Libertà dell’informazione” che avevano contraddistinto in questi mesi le richieste della società civile ma che sono state disattese con il voto di oggi.
 
AgoraVox ha fatto qualche domanda a Luca Nicotra Segretario Nazionale dell'Associazione Agorà Digitale e membro di Avaaz:
 
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Luca Nicotra

Cosa è successo nei giorni scorsi con la questione curriculum?

Che siamo stati presi in giro. E' stata data la possibilità di depositare curricula a candidati indipendenti ma i partiti hanno poi deciso di scegliere senza neppure aspettare, senza neppure voler rispettare formalmente le regole che loro stessi si erano dati. 
 
Perché credi si fosse scelta la strada dei curricula vista l'impossibilità di vagliarli?
Non è vero che non c'era la possibilità di vagliarli. Un rinvio del voto avrebbe reso possibili della audizioni come ad esempio avviene per l'analoga autorità americana, la FCC. Inoltre abbiamo proposto una modifica regolamentare a prima firma del deputato radicale Marco Beltrandi che propone di istituzionalizzare tale procedura per tutti i prossimi voti. In altri paesi è la normalità non capisco perchè non lo possa essere anche in Italia.
 
Ieri avevate pubblicato su twitter i curriculum arrivati. Credevate veramente che qualcosa potesse non andare come avevate preventivato?
Abbiamo pubblicato i currucula su Facebook come primo segno di discontinuità nei confronti di una politica che ancora una volta ha paura dei cittadini e dell'opinione pubblica con cui dovrebbe dialogare. E' stato fondamentale e continuerà ad esserlo nei prossimi giorni continuare ad essere vigili e a fare pressione in modo che si possano far fruttare le crepe che pur spesso si aprono nel sistema dei partiti e dei poteri forti. Siamo riusciti a farlo con il regolamento-censura dell'Agcom sul diritto d'autore. Anche se molti ormai reputano la partita chiusa non escludo che sia ancora possibile farlo con le nomine Agcom.
 
Tra i nomi eletti non c'è nessuno che vi convince?
Sì ci sono diversi nomi che ci convincono, ma il problema è che ancora una volta la competenza e l'indipendenza saranno in minoranza, con i capaci a dover fare minoranza rumorosa invece di poter aiutare il progresso del paese come meriterebbero.
 
Le vostre prossime mosse?
Innanzitutto ci stiamo appellando al presidente della repubblica Napolitano affinché non firmi il decreto di nomina. Tra burocrati e dermatologi è chiaro che sono stati violati i criteri minimi per l'elezione previsti dalla legge. E poi stiamo preparando un ricorso alla giustizia. Gli altri candidati sono stati esclusi ingiustamente a causa della procedura e pertanto hanno diritto ad un ricorso. E' già successo in altre occasione di vincere le battaglie in sede processuale. Andiamo avanti quindi, con determinazione.
 
Durissima anche la presa di posizione anche del piddino Parisi che dichiara: “Abbiamo eletto dei rappresentanti di parte. Esattamente come prima anche se in modo un po' più complicato. Spero proprio che nessuno continui ad eccitare gli animi in nome dei valori di merito, di trasparenza, e meno che mai contro il conflitto di interesse” per poi tirare in causa il Ministro Profumo e la meritocrazia: “Spieghi il Ministro Profumo ai nostri ragazzi quando fa l'elogio del merito cosa significa nel caso della Autorita' 'alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore'. Non è certo oggi la prima volta che sotto la guida accorta dei partiti i parlamentari sono chiamati a fare quello che gli viene chiesto. Ma è irresponsabile ripetere ancora una volta i comportamenti di sempre, ora che da tutte le parti della società ci arriva sempre più rabbiosa la richiesta che è arrivato il momento di finirla”

 
Credits Foto: Facebook di Luca Nicotra


Commenti all'articolo

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.127) 7 giugno 2012 11:00
    Giorgio Zintu

    Questa storia è l’ennesima riprova dello stato dell’arte della gestione del nostro paese. E meno male che queste Autorità vengano definite "indipendenti". E se fossero dipendenti, come verrebbero gestite?
    Quindi l’iniziativa di Luca Nicotra va sostenuta perché è corretta. Ci sarebbe da dire qualcosa su una delle poche persone per bene in parlamento, Ignazio Marino, che non può limitarsi a denunciare come i candidati da votare fossero indicati dagli SMS inviati sui telefonini. Non è sufficiente, occorre fare di più.

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