Abunai Ki: La verità inedita su Parmatour (la fine)
Le ultime battute, con un "reportage" insolito: alcuni esempi dei documenti da cui sono stati fatti i conti in tasca alla multinazionale del turismo. Ma non è la fine della nostra inchiesta, che proseguirà allargando il panorama sulla crisi, che continua ad accompagnarci (nella realtà dei fatti) anche nel corso delle prima battute di questo nuovo anno.
Le scatole cinesi
Vi sono realmente i presupposti perché il network Parmalat - H.I.T. - H.C.M. di cui sono ormai note le relazioni si possa identificare in un sistema di “scatole cinesi”?
H.I.T. aveva la consistenza di una struttura ben più ampia di un’impresa di famiglia, diversificata dal “core business” del mercato del latte. Il contenitore turistico racchiudeva Club Vacanze, Chiariva, Going Viaggi, altri marchi minori del turismo internazionale e recentemente un settore appositamente dedicato al last minute e la vendita di pacchetti vacanze attraverso Internet. Una vera e propria Holding, insomma.
Disordine amministrativo, contabile, logistico, organizzativo. E all’interno di questo disordine si trovano le chiavi di molte questioni ancora irrisolte; Holiday Club Maldives, potrebbe essere l’anello mancante di molti meccanismi del sistema finanziario Parmalat e dei suoi affluenti e defluenti. Non solo ma rappresenta un modello efficiente per la fuoriuscita di denaro con la connivenza di amministratori, dirigenti e fornitori, estremamente difficile da individuare e mettere a fuoco.
I personaggi che si sono alternati negli ultimi anni in queste aziende la dicono lunga su una fitta rete di relazioni interpersonali, che hanno consentito al sistema maldiviano di funzionare, sopravvivere e addirittura erogare un servizio in una situazione sistematicamente in perdita.
Si tratta di relazioni talmente intricate da essere difficili da individuare ma che tracciano le direttrici di reciproci importantissimi appoggi nel sistema manageriale H.C.M. e nel rapporto del gruppo con i fornitori.
Le Maldive così lontane e così difficili da gestire, richiedono uomini di estrema fiducia; forse per questo il direttore del prodotto e della gestione alberghiera in Italia era un amico di vecchia data, compagno di università della stessa Francesca Tanzi. E chi più affidabile può esserci nella direzione generale di H.C.M. se non il fratello dello stesso direttore? Ma non si tratta dell’unico esempio.
La relazione di parentele più o meno strette la ritroviamo in territorio maldiviano, con i manager anch’essi maldiviani. Il direttore dell’isola di Boduhithi dove si trovava il resort più grande e redditizio, partecipava agli utili della stessa società di trasporti che garantiva al gruppo i trasferimenti dei passeggeri dall’aeroporto alle isole, il cui titolare veniva simpaticamente chiamato “mafia” dai contabili dell’ufficio amministrativo nella capitale.
Ogni trasferimento sulle isole con barche o motoscafi può richiedere anche alcune ore e qualche centinaia di dollari a persona.
L’isola di Male, capitale della Repubblica, è piccola e molto popolata. Meta quasi obbligata dei turisti fra il mercato del pesce e quello della frutta immerso fra negozietti di souvenir di ogni tipo e provenienza, troviamo Sony Hardware, luminoso e luccicante con le sue attraenti vetrine che espongono le ultime novità tecnologiche, importate direttamente da Singapore o dal vicino Giappone. Forse è un caso che il fratello di uno dei titolari fosse anche un dipendente, con un ruolo di responsabilità, su uno dei villaggi H.C.M., così come forse è un caso che la stessa Sony Hardware riceva pagamenti consistenti come ad esempio circa 80.000$ nel periodo fra il 27 novembre e il 3 dicembre 2002, quando il 27 novembre i movimenti contabili registrano una “remittance from Italy e Bank Charges” proprio per un importo di 80.000$.
Per fortuna quella descritta non era nè la norma nè l’ eccezione con cui si lavorava alle Maldive.
Il Sig. Miglino, assunto nel 2002 dal sottoscritto per dotare la società HCM di un sistema gestionale informatico su segnalazione della sua compagna, allora nostro controller amministrativo alle Maldive, non ha trovato niente di meglio che utilizzare le fotografie delle persone con cui lavorava (mi sembra evidente che non siano fotografie da fotoreporter a caccia di immagini), alcuni brani di documenti e ricostruzioni non rispondenti al vero per redarre un reportage che ha avuto come unico risultato la diffamazione di persone a cui mai nessuna responsabilità nè civile nè penale è mai stata attribuita.
Il Sig. Miglino ha soggiornato alle Maldive come incaricato di HCM per diversi mesi prima che gli venisse richiesto di lasciare l’incarico nel 2003 poichè non erano stati raggiunti gli obiettivi alla base dal suo progetto.
Nel 2004 in seguito alla pubblicazione stampa di un estratto di questa ricerca, l’Amministratore Straordinario di Parmalat e la Magistratura effettuarono tutte le verifiche e le indagini da cui nulla emerse, anzi il sottoscritto e i suoi Colleghi ricevette i complimenti per il lavoro svolto che proseguì senza alcuna sospensione nè ridimensionamento di incarichi o funzioni fino alla cessione di Parmatour.
HCM, ceduta a una Società per Azioni, continua a operare da allora.
Leggersi in queste pagine e ritrovarsi questi articoli in ogni ricerca internet non è piacevole nè per me nè per le persone malamente coinvolte, ma, pazienza, il diritto di esprimersi e la libertà di stampa sono un valore imprescindibile. Forse Agoravox potrebbe valutare meglio le fonti dei propri articoli, ma non si può pretendere sempre il meglio.