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Abbigliamento islamico, i limiti in Europa

Indossare i diversi tipi di velo islamico in Europa è stato spesso oggetto di contestazioni. E' balzata qualche giorno fa agli onori delle cronache la questione di Asmae, una 25enne praticante avvocato d'origine marocchina che ha contestato a Bologna il “no” al suo hijab in una sala d'udienza.

L'abbigliamento islamico femminile

Sono quattro i più frequenti capi di abbigliamento islamico femminile. Il niqab copre testa, viso e collo e lascia scoperti gli occhi. L'hijab copre la testa ma lascia scoperto il viso. Il burqa è, invece, il velo integrale. Il chador, invece, copre testa e spalle, lascia scoperto il viso e si chiude immediatamente sotto il mento.

Le esperienze europee

In Italia è in vigore dal 1975 la legge Reale che vieta nei luoghi pubblici di travisare il volto senza giustificato motivo. Dunque, all'interno di questa disposizione si fa riferimento – senza alcuna distinzione - sia ai caschi e ai passamontagna sia all'abbigliamento velato. Ma sicuramente il peso è completamente diverso. Nei primi casi la questione è meramente legata alla sicurezza. Una donna che porta una copertura parziale può essere messa allo stesso livello?

La Francia nel 2010 ha messo al bando, per prima in Europa, il burqa. Lo ha fatto con una norma che vieta di dissimulare il volto nei luoghi pubblici, senza citare però direttamente l'abito che copre integralmente. Le donne che usano o il burqa o il niqab sono costrette a pagare una multa. Altrettanto avviene in Belgio e Austria.

In Gran Bretagna le norme non vietano l'abbigliamento islamico ma vanno rispettati i codici di comportamento scolastici.

In Danimarca c'è una proposta di legge per vietare qualsiasi tipo di velo.

In Svizzera, nel cantone Glarona, il “no” al burqa è stato definito con una particolare procedimento di democrazia diretta: l'alzata di mano in piazza. Infatti lì è ancora possibile con la Landsgemeinde, l'assemblea cantonale all'aperto, che si svolge in tutta la nazione in due cantoni: oltre a Glarona, anche nell'Appenzello, l'ultima domenica di aprile.

Anche il cantone Ticino ha approvato una norma che lo vieta. Infatti, a seguito di un referendum del 2013, è stato definito il no a burqa e niqab nei luoghi pubblici.

 

 

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