Due euro e mezzo al giorno a persona. Rende tanto al Comune di Milazzo (Messina) la partecipazione alla “gara di solidarietà” lanciata dal Ministero delle Politiche sociali per ospitare i minori stranieri non accompagnati provenienti dai centri di accoglienza per migranti di Lampedusa. Una vera e propria tassa di soggiorno, o meglio, “d’accoglienza”, il doppio di quanto richiesto a chi visita i più rinomati centri turistici delle Eolie o Taormina.
Dal 12 luglio 2011, la cittadina siciliana “ospita” una ventina di giovani miracolosamente scampati alla fame e alle guerre che lacerano l’Africa subsahariana. In cambio riceve denaro e ottiene finanche discutibili prestazioni lavorative occasionali. “Siamo uno dei pochi comuni in Sicilia che hanno offerto la propria disponibilità a far parte del piano di evacuazione dell’isola di Lampedusa approntato dal governo, in collaborazione con la Protezione civile, portando avanti un’alleanza con il terzo settore”, spiega entusiasta il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino, a capo di un’amministrazione che unisce finiani e sinistra radicale, passando per ex forzisti, autonomisti della prima e ultima ora, centristi vari e Pd. Una disponibilità che viene però fatta pagare cara alla Cooperativa sociale Utopia, soggetto a cui sono affidati i minori immigrati. La coop, dopo aver utilizzato per una ventina di giorni i locali dell’istituto “Regina Margherita”, onde consentire “un’accoglienza più utile e proficua sul piano psicopedagogico”, ha chiesto di usufruire di uno stabile di proprietà comunale già adibito a sede dell’assessorato ai beni culturali. L’ok è arrivato in tempi record: riunitasi lo scorso 29 luglio, sindaco e giunta hanno autorizzato la “locazione transitoria” di due unità abitative con una superficie utile coperta di 380,96 mq, più 198 mq di cortile e 36,98 di balconi e terrazzo. Comodato d’uso gratuito per la rilevanza del progetto? Manco a parlarne. Utopia, che riceve 67 euro al giorno per ogni minore, dovrà versare al Comune un canone mensile di 1.501,96 euro, con “rate anticipate”. Moltiplicato per i cinque mesi di durata del contratto (dall’1 agosto al 31 dicembre 2011), l’“accoglienza” dei giovani immigrati consentirà entrate nelle casse comunali per 7.502 euro, denaro che sarà decurtato dagli interventi a loro favore (cibo, servizi, formazione, ecc.). Due euro e mezzo in meno per ogni minore al giorno in nome della solidarietà al contrario, non quella del dovere morale degli enti locali a cofinanziare l’ospitalità dei rifugiati ma quella dei migranti “accolti” per contribuire a ridurre i deficit finanziari.
“Ritengo non sia degno dello spirito di accoglienza dei milazzesi che invece di mettere gratuitamente a disposizione dei ragazzi le strutture necessarie al loro ricovero, il Comune si faccia pagare per ospitarli”, afferma Antonio Isgrò, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà. “In virtù del fatto che il piano di risanamento economico dell’ente, recentemente approvato, impedisca di dare gratis in comodato i locali di sua proprietà, assistiamo all’indecoroso trattamento riservato alla cooperativa Utopia che, nonostante la difficile e impegnativa presa in carico per la permanenza dei giovani africani, si vede costretta a pagare pure un esoso canone al Comune. In sede di discussione dell’atto, avevo presentato un emendamento che proponeva di concedere gratuitamente l’uso dei locali comunali per le finalità sociali. Il parere negativo dei dipartimenti furono una delle ragioni che mi spinsero a non votare il piano. Il tessuto sociale milazzese non può permettersi di chiudersi in dannose restrizioni che vanno contro il semplice buon senso”.
Secondo me in parte è giusto, chi viene in Italia deve pagare così come paghiamo noi italiani. (...)
22/08 14:00 - Toscana