Mitterrand non si dimette, ma la sua difesa in tv non convince molti
Frédéric Mitterrand, Ministro della Repubblica francese su cui circolavano delle voci di pedofilia, si è presentato in prima serata su TF1, la prima tv francese per ascolti, per difendersi e rispondere alle domande di Laurence Ferrari, giornalista che non ha alcun timore del potere. Un po’ teatrale, ma calmo e con voce pacata il Ministro francese ha risposto delle accuse che gli erano state fatte da personalità politiche e soprattutto da un’opinione pubblica shockata da alcuni passaggi del libro del Ministro "La mauvaise Vie", uscito nel 2005 per Laffont.
È una storia che ricorda da vicino, per assonanze, quella che da qualche tempo insegue e bracca il presidente del Consiglio italiano. Ma questa è un’altra storia, o no? Forse no, anche qui si parla di un importante uomo politico, di voci su problemi legati al sesso (certo, qui c’è un libro, ma un libro non sono foto, registrazioni vocali etc...), di interviste (fatte e non fatte), di presentatori proni e non proni - guardate la giornalista di TF1, televisione dell’imprenditore Bouygues, amico di Sarkozy del quale governo Mitterrand è Ministro, che fa domande precise e incalza. La Francia non è la patria in cui tutto funziona, ma alcuni paragoni fanno male.
Il caso Mitterrand è un caso molto strano. Come il tam tam su internet, come la blogosfera (e non la fasciosfera sparata nel titolo da L’Express di qualche giorno fa) possono portare un Ministro a rispondere delle sue parole. Nessuna condanna a priori, ma il bisogno di una spiegazione era assolutamente necessaria. Tutto parte dall’arresto di Roman Polanski, al quale il Ministro esprime, un po’ frettolosamente solidarietà (“Il Ministro della Cultura e della Comunicazione si occupa degli artisti e non li abbandona. Riconosco di essere stato un po’ troppo emotivo” dirà durante l’intervista), finchè su AgoraVox Francia un articolo non ricorda che lo stesso Ministro ha scritto in un libro autobiografico, un capitolo dedicato al turismo sessuale che lo stessa aveva compiuto in Thailandia e Indonesia qualche decina di anni fa.
L’affare Polanski si trasforma, in un baleno, a causa di un articolo de L’Express che riprendendo l’articolo di AV Francia crea un effetto domino, nell’affare Mitterrand. Da giorni le accuse fioccano, da destra con Marine Le Pen (che insiste nel chiederne le dimissioni perché è un “bugiardo”) e da sinistra, come le parole pronunciate l’altro giorno dal portavoce del Ps Benoit Hamon (che “prende atto delle parole di Mitterrand") e dalla stessa Aubry, segretario del Ps. Ovviamente il Governo fa quadrato attorno al Ministro che nell’intervista sottolinea come abbia avuto l’appoggio e la solidarietà dallo stesso Sarkozy.
In studio Mitterrand era chiaramente emozionato date le accuse di cui è vittima, ma anche carnefice in un certo modo, dato che quelle parole riprese dai media francesi e ripetute dalla giornalista le ha messe lui nero su bianco: “Sono emozionato, è normale, penso a molte cose al mio onore, alla mia famiglia, al mio onore a mia madre (...)”.