L’ incostituzionalità di una legge si corregge con la modifica di un articolo della costituzione: quello che stabilisce che siamo tutti uguali d’ innanzi ad Essa.
Ricco o Povero, Operaio od Impreditore, Religioso o Monarca, Presidente della Repubblica , del Consiglio, della Camera o del Senato, non fa differenza.
Quello che conta è l’ aver commesso o no un reato, e averlo commesso con tanto di Giudizio di Condanna di una Corte, comporta le conseguenze e la pena. Modificare, o asservire la Costituzione ad un elite, sulla Giustizia, significa incamminarsi in una "guerra civile peggiore di quella degli anni 70"
Come non aspettarsi un rifiuto? La Corte Costituzionale ha solo applicato un criterio per una Legge che già di impatto - senza voler entrare nel merito di un Lodo che viola una colonna, un pilastro della Costituzione - da l’idea al lettore o all’ ascoltatore di una profonda ingiustizia e mancanza di fiducia nelle persone e nelle istituzioni che potrebbero da loro essere modificate, peggiorandole, vanificando i sacrifici di tanti amici e compagni del prima e dopo la stesura della Carta Costituzionale. Avevano ragione quelli di Officina 99 quando pubblicarono un opuscoletto, un risultato del "Laboratorio politico": una sorta di Centralismo Democratico moderno applicato ai bisogni del territorio nel segno del progresso e della socialità contro la miseria intellttuale ed il degrado della disoccupazione e della mancanza di una casa. <<Le ragioni dell’antifascismo>>, redatto nel 90/92 se non ricordo male. In esso un gruppo, un colletivo, dei cittadini, cercavano una risposta ad una omologazione orwelliana che presagiva un controllo totale e sottomissivo. Intravidero nel Berlusconismo e nel suo potere di controllo massmediatico le ragioni di un nuovo antifascismo e ne fecero un interessante documento di base.
Inspiegabili sono le dichiarazioni di Casini, che dice alla maggioranza ed al Governo di continuare a lavorare; e la faccia tosta, di sfida, di Buonaiuti, che ai Tg afferma che il mandato dato dagli italiani al Presidente Berlusconi non si discute. Non è fascismo questo? Si strumentalizza "la volontà popolare" asservendola al Potere ed a quel "sistema politico" di pochissime famiglie che, la letteratura (a fiume in piena) e la Storia (quella Oggettiva e "condivisa in progress": rara accezzione ad una speculazione sul "relativismo") hanno messo ai margini di un sistema democratico basato sull’uguaglianza in tutte le sue sfumature, e che grazie ai nostri Padri Costituenti non potranno mai più cambiare, a meno che non si voglia portare l’Italia in un baratro: quello della guerra civile.
W LA COSTITUZIONE, W IL PARLAMENTO, W LA DEMOCRAZIA E CHE LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI...SEMPRE.
Opero nel mondo bancario e della comunicazione da 22 anni.
Profilo personale, articoli e statisticheLa Consulta si pronuncia esclusivamente sull’ammissibilità delle ragioni di ricorso portate al (...)
08/10 20:08 - pv21