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Reddito Minimo Garantito: nessuno ne parla. Ecco come ottenerlo

Mentre da mesi e mesi, i media nazionali coinvolgono l’Opinione Pubblica sul feuilletton epocale che vede il Premier Berlusconi protagonista quotidianamente di qualche nuovo evento, passano sotto totale silenzio, informazioni preziosissime per i contribuenti.

A quanto pare, il carrozzone mediatico nazionale riesce appieno nel suo intento: parlare non tanto delle problematiche di una intera nazione ma di quelle molto più circoscritte ad un unico personaggio. Cosa accade nel frattempo fra uno scandalo, una nuova boutade fra testate nazionali e qualche stralcio di dibattito da dramma ottocentesco, è letteralmente oscurato sotto la coltre pesante dell’Informazione di Stato. Che sempre più mostra la sua reale valenza: essere l’ufficio stampa di Governo.

Ordunque, fra le informazioni preziose ai cittadini, una in particolare è meritevole di segnalazione. Fosse solo perché appunto nessuno ne parla e guarda caso trattano di agevolazioni economiche per gli italiani.

Parliamo di “reddito minimo garantito”. Questa forma di sostegno economico che di seguito verrà spiegata nell’iter da seguire per ottenerne il riconoscimento, non è nuova così come invece viene propagandato in alcuni comunicati stampa regionali.

Già nel 1998 con il Decreto N° 237, venne istituito – a livello sperimentale – quello che all’epoca venne denominato “Reddito Minimo di Inserimento”. Prevedeva un sostegno economico per le famiglie al di sotto di un certo reddito o a reddito zero in cambio della partecipazione dei beneficiari a programmi d’inserimento mirati e personalizzati che comprendevano anche l’impegno degli stessi in attività di utilità sociale.

Il Reddito Minimo di Inserimento in origine era esteso a tutte le Regioni che successivamente finita la sperimentazione statale nei loro piani sociali, lo hanno mantenuto - anche se solo sulla carta - sotto forma di reddito di cittadinanza o RUI, reddito di ultima istanza. 

Il Governo Berlusconi non ha approvato il ri-finanziamento del sostegno economico. Punto. Non se ne parla più.

Ma ecco che, in piena crisi economica e con una prospettiva di precariato in aumento per la stagione invernale, la Regione Lazio programma e mette in atto nuovamente la possibilità per i cittadini laziali di poter accedere al fondo.

Peccato certo, che i cittadini debbano trovare da se le informazioni, e che i tempi per le richieste siano state definite dal primo al 30 Settembre 2009. Un tempo brevissimo. Nessuna comunicazione di massa. Molte regole che “scremano” alquanto i possibili candidati a questa forma di contributo.

E’ necessario infatti:

- avere residenza da almeno 24 mesi nella Regione Lazio

- avere una età compresa fra i 30 ed i 44 anni (il limite d’età peraltro viola la normativa vigente in tema di lavoro e di conseguenza di inoccupazione)

- essere iscritti al Centro per l’Impiego come inoccupati o disoccupati/precariamente occupati. Si deve quindi possedere lo stato di disoccupazione, che si mantiene anche se si è occupati (con lavoro dipendente o autonomo) quando il reddito annuo percepito è inferiore all’importo di 8.000 euro,

- reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell’anno precedente a quello della domanda

- non avere maturato i requisiti per il trattamento pensionistico

Una volta messa insieme la documentazione che attesta di essere in regola con i requisiti richiesti, è necessario compilare i moduli per presentare la domanda, che sono reperibili presso:

- il Comune capofila del distretto socio-sanitario cui appartiene il comune di residenza del richiedente

- nel Municipio di appartenenza, per chi risiede nel comune di Roma

- negli uffici di Poste Italiane Spa del Lazio

La domanda, debitamente compilata, deve essere consegnata:
1. all’ufficio protocollo del Comune

Per i soli residenti del comune di Roma, al Municipio di appartenenza.

Le domande possono essere consegnate direttamente, oppure spedite con raccomandata e ricevuta di ritorno.

Le domande devono essere consegnate o spedite dal 1° al 30 settembre 2009: è fondamentale, a pena di nullità della domanda stessa, allegare anche una fotocopia del documento di identità.

A questo punto, l’aspettativa in caso di approvazione della richiesta è di un sostegno mensile economico non superiore ai 7.00 euro per un anno, pari a 580 euro mensili. Ed all’erogazioni di alcune prestazioni indirette come la circolazione gratuita sui mezzi pubblici locali e la gratuità dei libri di testo scolastici.

In tempi come questi, sarebbe auspicabile che da parte del parterre politico nazionale si mettesse più energia ed attenzione a fatti strettamente legati alla sopravvivenza dei contribuenti di fascia debole, piuttosto che agli scontri mediatici che ormai affollano la quotidianità di tutti e sommergono le reali esigenze di una intera nazione.

Ancora una volta, la contro prova che l’Italia è un Paese ove il Sociale deve lasciar spazio all’intransigente mondo del potere che non concede sconti a nessuno. Soprattutto fra chi ha maggiori necessità di ritrovare una perduta dignità di vita.

A questo link, il testo della Normativa
http://www.portalavoro.regione.lazio.it/binary/prtl_
assessoratolavoro/tbl_contenuti_sezione/testo_legge.pdf

Questo il fac-simile del modello di domanda
http://www.portalavoro.regione.lazio.it/binary/prtl_
assessoratolavoro/tbl_contenuti_sezione/modulo_
richiesta_per_portale.pdf

Le istruzioni per la compilazione
http://www.portalavoro.regione.lazio.it/binary/prtl_
assessoratolavoro/tbl_contenuti_sezione/istruzioni.pdf


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Commenti all'articolo

  • Di paolo praolini (---.---.---.91) 18 settembre 2009 21:20

    Questo si che è un articolo che dà ritorno con una pratica utilità.
    Purtroppo come qui è riportato è triste vedere che l’informazione su questo argomento i media non ne danno.

  • Di pv21 (---.---.---.167) 20 settembre 2009 18:21

    La penisola del tesoro e L’ultimo scudo fiscale sono un paio di esempi di una certa miopia politica imperante. Non si parla più neppure di "quoziente familiare". La Crisi-Atto secondo sta muovendo verso un autunno freddo di disoccupazione e caldo di "tira e molla" politici. (c’è di più ... => http://forum.wineuropa.it 

    • Di Maria (---.---.---.189) 20 settembre 2009 18:50

      volevo sapere qualcosa di più riguardo al Reddito Minimo Garantito abito in Calabria a Cetraro prov.CS tempo fà come non volendo mi fù detto da una persona che suo padre fece una domanda per avere un sostegno visto che è disoccupato.Andai al patronato dove fece la domanda ma questo negò tutto. Ho 46 anni una pensione lavorativa di 458.00 euro mensili ( reddito personale) ho sentito stamattina a rai 3 parlare del tempo ultimo per presentare le domande nella regione Lazio e così ho cercato su internet ma non ho capito tanto bene la regione Calabria li deve dare questi sussidi? ho anche una figlia di 26 anni ragazza madre nel mio stato di famiglia spetta anche a lei?e il quoziente familiare cos’è? perdonatemi se vi ho riempito di chiacchiere ma la situazione economica famigliare non è delle più belle.Grazie

  • Di Lorena (---.---.---.229) 3 novembre 2009 17:15

     Sono una madre di famiglia con un reddito famigliale inferiore a 5.000€ all’anno ho 43 anni e sono disoccupata, mio marito ha 46 anni ed è disoccupato, abbiamo due figli che studiano a carico e con grossissime difficoltà arriviamo a fine mese, abito in Campania, ma mai nessuno mi ha parlato di questo reddito minimo.
    Vorrei anche sapere ,se è Vs.competenza in merito , ma cosa bisogna fare per avere la casa dal comune?
    Ho già fatto la domanda per l’affitto e l’Enel.
    Ringrazio anticipatamente Lorena

  • Di (---.---.---.233) 29 dicembre 2009 09:49

    Quando l’applicazione stupra lo spirito della legge.

     


    Ancora una volta l’applicazione stupra lo spirito della legge in danno di chi non ha voce per difendersi. Parliamo della norma voluta dalla regione Lazio n.4/2009 in tema di reddito minimo garantito.


     

    Intanto prendiamo atto dei ritardi, che hanno fatto saltare tutte le tempistiche previste per i vari adempimenti a livello provinciale, ma che saranno certo applicate con severità nei confronti degli utenti.


     

    Indicazioni molto strette circa i tempi di presentazione dei ricorsi alle graduatorie provvisorie (dieci gg.), ma nessuna indicazione circa l’ente a cui i ricorsi vanno presentati (liste stilate dalle province in base a disposizioni regionali a chi rivolgersi).


    Tra l’altro la provincia di Roma non ha pubblicato neanche delle graduatorie ma solo degli elenchi nominativi, negando cosi’ la possibilità riconosciuta dal legislatore di verificare ed eventualmente ricorrere per i punteggi assegnati (Reg.Reg. L.Reg 4/2009 – art.5 c8). Motivo questo sufficente per ricorsi senza limiti di prescrizione, da parte degli esclusi e di quanti risultano ammissibili ma non ammessi.



    L’analisi dei criteri per la formazione di queste graduatorie fa emergere una scandalosa realtà in contrasto con le più banali ed elementari regole di buonsenso oltre che di trasparenza.



    L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), è uno strumento che permette di misurare la condizione economica del nucleo familiare, tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare (tipologia e numero di componenti).



    E’ obbligatorio presentarlo anche per iscrivere un bambino all’asilo, qui si stanno elargendo oltre 20 Ml. di euro l’anno. La modulistica richiedeva questo dato, chi ha stilato le graduatorie lo conosce, ma le disposizioni regionali lo hanno subordinato rispetto agli altri elementi che contribuiscono alla formazione della graduatoria.


    Se ne terrà conto solo a parità di punteggio!



    E così la regione Lazio concederà un sostegno economico a disoccupati, precari e inoccupati senza discriminare tra nullatenenti privi di reddito che vivono in affitto... e disoccupati con case di loro proprietà e che percepiscono redditi immobiliari (affitti) e patrimoniali (fondi) di qualunque importo, purchè i loro redditi da lavoro del 2008 non abbiano superato gli 8.000 €


    Mettendo per mezzo di regole di protezione che nulla hanno a che vedere con le "pari opportunità" una donna di 30 anni, disoccupata da due mesi sullo stesso piano di un uomo di 44 anni disoccupato da 7 anni.


    Senza considerare se la “prole” a carico dei nuclei familiari è in età scolastica o maggiorenne e occupata con reddito proprio.


    Senza discriminare tra madri vedove, quindi prive di supporto economico e separate percepienti assegni di mantenimento.


    Ma si spinge oltre nel delirio, agevolando nelle graduatorie i nuclei monoreddito rispetto a quelli privi di reddito, senza distinguere un invalido al 35% da uno al 100%.



    Inoltre, mancano le più elementari misure atte a prevenire le tipiche furberie. Immaginiamo quello che è accaduto a livello anagrafico contestualmente o dopo la presentazione della domanda, in mancanza di precise scadenze per la presa in carico all’interno dei nuclei familiari di nonni invalidi, fratelli single, nipoti studenti.



    Come non ci sono limiti al numero di agevolazioni assegnabili ad un singolo nucleo familiare, che come appare dalle liste pubblicate in alcuni casi sembrerebbero averne ricevuti due anche tre.



    Nessun requisito di cittadinanza può anche andar bene, ma che tra i documenti da presentare non sia prevista neanche l’esibizione di un permesso di soggiorno valido, questo potrebbe essere motivo di qualche riflessione.



    Insomma un’altra occasione di buon governo, perduta, purtroppo in danno di chi più ne aveva bisogno. Che vergogna assessore Tibaldi (PRC), a pochi mesi dalle elezioni regionali.


    -------------------
    Filippo Anello

    339.2548857

    (il testo è mio, ed libero da (C) se pensate sia utile, diffondetelo)

  • Di (---.---.---.233) 29 dicembre 2009 09:52

    Quando l’applicazione stupra lo spirito della legge.
     
    Ancora una volta l’applicazione stupra lo spirito della legge in danno di chi non ha voce per difendersi. Parliamo della norma voluta dalla regione Lazio n.4/2009 in tema di reddito minimo garantito.
     
    Intanto prendiamo atto dei ritardi, che hanno fatto saltare tutte le tempistiche previste per i vari adempimenti a livello provinciale, ma che saranno certo applicate con severità nei confronti degli utenti.
     
    Indicazioni molto strette circa i tempi di presentazione dei ricorsi alle graduatorie provvisorie (dieci gg.), ma nessuna indicazione circa l’ente a cui i ricorsi vanno presentati (liste stilate dalle province in base a disposizioni regionali a chi rivolgersi).

    Tra l’altro la provincia di Roma non ha pubblicato neanche delle graduatorie ma solo degli elenchi nominativi, negando cosi’ la possibilità riconosciuta dal legislatore di verificare ed eventualmente ricorrere per i punteggi assegnati (Reg.Reg. L.Reg 4/2009 – art.5 c8). Motivo questo sufficente per ricorsi senza limiti di prescrizione, da parte degli esclusi e di quanti risultano ammissibili ma non ammessi.

    L’ANALISI DEI CRITERI PER LA FORMAZIONE DI QUESTE GRADUATORIE FA EMERGERE UNA SCANDALOSA REALTÀ IN CONTRASTO CON LE PIÙ BANALI ED ELEMENTARI REGOLE DI BUONSENSO OLTRE CHE DI TRASPARENZA.

    L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), è uno strumento che permette di misurare la condizione economica del nucleo familiare, tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare (tipologia e numero di componenti).

    E’ obbligatorio presentarlo anche per iscrivere un bambino all’asilo, qui si stanno elargendo oltre 20 Ml. di euro l’anno. La modulistica richiedeva questo dato, chi ha stilato le graduatorie lo conosce, ma le disposizioni regionali lo hanno subordinato rispetto agli altri elementi che contribuiscono alla formazione della graduatoria.

    Se ne terrà conto solo a parità di punteggio!

    E così la regione Lazio concederà un sostegno economico a disoccupati, precari e inoccupati senza discriminare tra nullatenenti privi di reddito che vivono in affitto... e disoccupati con case di loro proprietà e che percepiscono redditi immobiliari (affitti) e patrimoniali (fondi) di qualunque importo, purchè i loro redditi da lavoro del 2008 non abbiano superato gli 8.000 €

    Mettendo per mezzo di regole di protezione che nulla hanno a che vedere con le "pari opportunità" una donna di 30 anni, disoccupata da due mesi sullo stesso piano di un uomo di 44 anni disoccupato da 7 anni.

    Senza considerare se la “prole” a carico dei nuclei familiari è in età scolastica o maggiorenne e occupata con reddito proprio.

    Senza discriminare tra madri vedove, quindi prive di supporto economico e separate percepienti assegni di mantenimento.

    Ma si spinge oltre nel delirio, agevolando nelle graduatorie i nuclei monoreddito rispetto a quelli privi di reddito, senza distinguere un invalido al 35% da uno al 100%.

    Inoltre, mancano le più elementari misure atte a prevenire le tipiche furberie. Immaginiamo quello che è accaduto a livello anagrafico contestualmente o dopo la presentazione della domanda, in mancanza di precise scadenze per la presa in carico all’interno dei nuclei familiari di nonni invalidi, fratelli single, nipoti studenti.

    Come non ci sono limiti al numero di agevolazioni assegnabili ad un singolo nucleo familiare, che come appare dalle liste pubblicate in alcuni casi sembrerebbero averne ricevuti due anche tre.

    Nessun requisito di cittadinanza può anche andar bene, ma che tra i documenti da presentare non sia prevista neanche l’esibizione di un permesso di soggiorno valido, questo potrebbe essere motivo di qualche riflessione.

    Insomma un’altra occasione di buon governo, perduta, purtroppo in danno di chi più ne aveva bisogno. Che vergogna assessore Tibaldi (PRC), a pochi mesi dalle elezioni regionali.

    -------------------
    Filippo Anello
    339.2548857

    (il testo è mio, ed libero da (C) se pensate sia utile, diffondetelo)

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