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  Home page > Attualità > Economia > La natura ha dei limiti, la finanza no
di Francesco De feudis (sito) giovedì 27 agosto 2009 - 0 commento oknotizie
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La natura ha dei limiti, la finanza no

In natura alcuni elementi sono limitati mentre altri si rinnovano in modo ciclico. Tra i primi abbiamo, ad esempio, il petrolio o il carbone che, avendo dei periodi di formazioni molto lunghi e in particolari condizioni, non possiamo considerare ciclici. Anche le frequenze radio sono limitate ma sempre disponibili. Tra i rinnovabili vi è l’acqua: evapora dai mari, laghi e fiumi poi ricade sotto forma di pioggia, neve, ecc.

L’uomo, quindi, deve fare i conti con la limitatezza di questi elementi e regolarsi di conseguenza. Dovrà affrontare periodi di siccità, carenza di combustibili, frequenze disturbate, ecc.

Tutto ciò non può succedere nella finanza. In quanto creazione virtuale dell’uomo (si tratta fondamentalmente di numeri) essa è priva di limiti fisici. Certo fa uso di supporti fisici per mostrarsi agli uomini e per essere "veicolata" dove serve ma non si è mai sentito che una crisi della finanza sia stata causata dall’assenza di carta su cui stampare le cifre o dalla carenza di monitor su cui visualizzarle. Eppure le crisi finanziarie avvengono ed è incredibile il male che l’uomo riesce a farsi da solo con qualcosa che è totalmente sotto il suo controllo.

Come è possibile che i numeri scompaiano all’improvviso e non siano più disponibili per muovere l’economia?

Come è possibile che fogli di carta creati dal nulla per agevolare gli scambi tengano sotto scacco il mondo intero?

Come è possibile che il virtuale abbia il predominio sul reale?

Il motivo è molto semplice: il mondo è basato su convenzioni. Modi di fare che ogni giorno accettiamo senza rendercene conto.

A Chicago per tre giorni i servizi pubblici sono stati ridotti al minimo: niente raccolta di immondizia, niente anagrafe, ecc. Ma i cittadini continueranno pure a produrre rifiuti, no? Quindi continueranno ad avere necessità dei netturbini. Però questi non potranno lavorare perchè il comune non li pagherà. In pratica i soldi rappresentano dei link, dei collegamenti tra soggetti diversi. Venendo meno i soldi viene meno anche la comunicazione tra questi soggetti e gli uni si terranno la monnezza in casa, gli altri si gireranno i pollici.

Tutto ciò a causa della mancanza di qualcosa che si può creare dal nulla (i soldi) tramite una creazione virtuale umana (la finanza). Quello di Chicago è un interessante esempio di disoccupazione basata sulla mancanza di denaro e non sull’assenza di lavoro. Il mondo offre lavoro ben più di quello che tutta l’umanità potrebbe svolgere. L’unico problema è pagarlo. Ma, essendo il denaro virtuale e, di conseguenza, illimitato questo non dovrebbe essere un problema.

di Francesco De feudis (sito) giovedì 27 agosto 2009 - 0 commento oknotizie
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