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di Peppe Caridi (sito) giovedì 13 agosto 2009 - 2 commenti oknotizie
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Impregilo per l’allargamento del Canale di Panam: l’opera completata nel 2014

La notizia era nell’aria da tempo, ma adesso è anche ufficiale: l’Impregilo ha firmato il contratto per allargare il Canale di Panama, prendendo l’impegno di completare l’opera entro il 2014, nel centenario dell’inaugurazione dell’opera che collega l’Oceano Atlantico al Pacifico con un canale artificiale lungo oltre ottanta chilometri.

L’azienda Italiana ha vinto la concorrenza di famosissimi nomi come le spagnole Acs e Acciona, la tedesca Hochtief, colossi come Bechtel, Taisei e Mitsubishi.

Fino a oggi nel canale potevano transitare navi di una larghezza massima di 32 metri e con pescaggio di 12. Dopo i lavori di allargamento le misure consentite saranno di 366 metri di lunghezza, 49 di larghezza e 15 metri di pescaggio. Il che significa quasi triplicare la capacità di trasporto e contestualmente tagliare i costi del settore: si passerà infatti da navi con una portata massima di poco più di 4 mila container a una di circa 12 mila.

Si tratterà, insomma, di una rivoluzione storica. Targata Made in Italy grazie all’Impregilo.

L’Impregilo è il principale gruppo italiano per le costruzioni e l’ingegneria, oltre ad essere leader indiscusso nella realizzazione di infrastrutture per il trasporto (costruzioni ferroviarie), per il ciclo di trattamento delle acque reflue e dissalatori e per le opere per l’ambiente (ingegneria per l’ambiente e il territorio).

Inoltre si tratta del primo ’general contractor’ italiano nel settore delle grandi opere. Proprio in questo periodo, l’azienda di Sesto San Giovanni fondata nel 1990, sta realizzando il nuovo sistema ferroviario centrale del Venezuela, i nuovi impianti idroelettrici di Ecuador, Sud Africa, Repubblica Domenicana e Venezuela, il tunnel idraulico sotto il Lago Mead a Las Vegas e altre opere infrastrutturali e di tre centri universitari in Libia.

L’Impregilo ha scelto di puntare in modo particolare sul nord Africa, soprattutto in Libia e Algeria, in un’ottica futura di grande attenzione per quel Mediterraneo dove il nostro sud deve guardare per crescere e svilupparsi.

Per quanto possa essere discussa e chiacchierata, soprattutto con riferimento all’inceneritore di Acerra, l’Impregilo è oggi una delle poche realtà imprenditoriali Italiane di grande successo all’estero, con numerosi appalti in tutti i continenti e con forti leadership di alcuni settori dei mercati esteri.

Per quanto riguarda invece l’ospedale di L’Aquila gravemente lesionato dal forte terremoto dello scorso 6 aprile, bisogna ricordare che l’Impregilo si limitò a fare gli impianti elettrici e meccanici, sistemare gli arredi, gli equipaggiamenti medicali e le opere di finitura, mentre altre aziende avevano speculato sul progetto, realizzando la struttura dell’ospedale con grandi quantità di sabbia e provocandone, poi, le gravi lesioni.
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Senza voler prendere posizioni, ci limitiamo a riscontrare la limpida, netta e obiettiva realtà dei fatti, raccontando i successi internazionali di un gruppo che è l’orgoglio dell’imprenditoria Italiana.

E se ’nessuno è profeta in patria’, allora potremmo anche raccontare la storia del rapporto dei massmedia e dell’opinione pubblica con l’Impregilo, completamente rivoluzionato dall’assegnazione del bando per la realizzazione del Ponte sullo Stretto alla stessa azienda.

Fino a quel momento, nessuno aveva timore o paura di raccontare le gesta imprenditoriali di un’azienda che ha sempre tenuto alti i colori della bandiera Italiana nel mondo, ma la demonizzazione della grande opera dello Stretto ha evidentemente coinvolto tutto ciò che ruota intorno al progetto.

Ma questa è un’altra storia ...

di Peppe Caridi (sito) giovedì 13 agosto 2009 - 2 commenti oknotizie
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