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di Pier T. giovedì 16 luglio 2009 - 1 commento oknotizie
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Navigando tra le "carte virtuali"

Dati i grandi mutamenti di natura economica, lavorativa, commerciale e culturale, avvenuti soprattutto negli ultimi anni e favoriti senza ombra di dubbio dalla diffusione di Internet, vediamo come le banche si stanno sempre più sganciando da vincoli fisici e materiali, per poter rendere più snella, rapida e agevole la vita economica delle persone.
 
Se un tempo aprire un conto in banca era considerato come un gesto solenne che faceva accedere, simbolicamente parlando, all’età adulta, oggi a quanto pare, tutta quell’aura viene meno. Il conto in banca è un servizio pratico tramite cui veicolare denaro contante e fare acquisti on e off line.
 
I soldi vanno e vengono, un giorno ci sono l’altro no, viaggiano sempre più alla velocità della luce, per cui perchè non agevolare il processo di scambio di denaro tra le persone?
 

Ecco quindi che vengono meno tutti quei passaggi burocratici , che un tempo caratterizzavano la relazione che un individuo aveva con la banca; niente più sportelli, niente più firme e possibilmente, niente più materiali cartacei: tutto ora avviene attraverso pochi click.


In Italia, il fenomeno dell’e-banking è arrivato un po’ più tardi, rispetto per esempio agli Stati Uniti - dove ormai l’e-commerce (che ha dato una grossa spinta in questa direzione) è pratica quotidiana-però vediamo come negli ultimi anni, c’è stata una grossa spinta verso la virtualizzazione delle, per così dire, pratiche bancarie anche da noi.
 
Per il consumatore finale tutto ciò si è spesso tradotto in una semplice Carta ricaricabile. 
Cosa vuol dire? 
 
Ci sono delle carte, che svolgono la stessa funzione di un bancomat/carta di credito/conto corrente, che permettono di fare tutta una serie di cose, comodamente seduti sulla sedia di casa davanti al computer.
 
Da questo nasce la comparazione; ho voluto confrontarne alcune, cercando di evidenziare vantaggi e svantaggi, provando quindi a spiegare in parole semplici e chiare il loro utilizzo e funzionalità.
 
I 3 prodotti presi in esame sono:
Postepay di Poste Italiane, Conto Tascabile di CheBanca e la new entry SuperFlash di Intesa Sanpaolo.
 
Quelle che seguono sono pertanto le mie considerazioni sulle 3 offerte, in merito a quelli che sono gli aspetti che ho ritenuto potessero essere importanti per una persona comune, non necessariamente esperta.
Per cui andiamo al sodo.
 
Attivazione della carta:
a quanto pare l’offerta che dà più problemi per l’attivazione, è quella fornita da CheBanca.
Per attivare la carta è necessario essere già intestatari di un conto corrente “tradizionale”, attraverso il quale effettuare il primo bonifico che “attiva” la carta; come se non bastasse se si ha un conto con una banca “virtuale” tipo Fineco, la carta non si può aprire.
 
Inoltre, leggendo un po’ di commenti su Internet, è opinione diffusa che i tempi burocratici (spedizione dei codici, spedizione carta etc.) sembrano essere davvero molti lunghi, in alcuni casi ho letto di persone che hanno aspettato quasi 2 mesi!
 
Per quanto concerne invece le altre 2 offerte, ovvero Postepay e SuperFlash, queste non sembrano dare problemi, anzi... non c’è bisogno di avere già un conto corrente e i tempi sono rapidi... della serie ti rechi allo sportello, porti con te carta di Identità e codice fiscale e la carta viene attivata immediatamente. 
 
Ma veniamo ai costi:
Ad una prima impressione sembra che Postepay sia l’offerta più vantaggiosa, in quanto non ha costi di gestione mentre le altre due sì, nello specifico il conto tascabile di CheBanca costa 12 euro l’anno (ben 36 per la versione a colori), mentre SuperFlash di Intesa Sanpaolo costa 9.90 euro l’anno e stop, no a canoni, no a costi aggiuntivi e niente bollo.

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