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di domenico stramera (sito) martedì 16 giugno 2009 - 0 commento oknotizie
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Affrontare i problemi della Giustizia per la funzionalità del sistema paese

Ti crolla la casa, perché non sono state rispettate le norme sismiche.
Ti hanno redatto un progetto sbagliato, le somme preventivate non sono più sufficienti.
 
La tua concessione edilizia non viene rilasciata.
La Pubblica Amministrazione non ti paga e non riesci a far fronte agli impegni assunti.
 
Un funzionario non esamina la tua pratica. 
 
Non vinci un concorso perché era truccato.
 
La banca ti chiede interessi usurai, e ingiustamente ti scrive alla Black List della Centrale Rischi della Banca d’Italia.
 
Ti arriva una bolletta pazza e ti sequestrano la casa, l’auto o la moto.
 
I funzionari non rispettano il codice di autodisciplina.
 
Ti protestano un assegno a seguito del furto del tuo blocchetto, ecc..
 
Problemi ai quali i cittadini/utenti o imprenditori si trovano spesso a far fronte.
 
In un paese civile e democratico il cittadino si rivolge al Giudice, non potendo sopportare un simile sopruso!
 
In Italia l’avvocato che istruisce la pratica, gli chiede un congruo acconto e poi gli dice: “ne parliamo almeno tra cinque anni!" “Mi scusi, non posso aspettare 5 anni! Nel frattempo rischio di fallire!" "Mi dispiace non posso farci niente!"

Se diamo anche solo un rapido sguardo all’Italia di oggi, ci accorgiamo che il tema della giustizia, quale fattore primario che renda una società accettabile, vivibile, sana, è da tanti anni un problema di fondo sostanzialmente irrisolto.

 

I tempi della giustizia sono oramai diventati biblici e le numerosissime cause di contenzioso civile, che possono coprire l’intera vita attiva di una persona, ed a volte oltre, producono effetti dannosi per il nostro paese, mal visto da imprese e dagli investitori esteri che ritengono poco affidabile il nostro sistema giudiziario, ed investono in altri paesi dove sanno di poter contare su un sistema giudiziario in grado di fornire risposte in tempi accettabili, elemento indubbiamente indispensabile per la competitività di una impresa sul mercato.
 
La civiltà di un popolo si misura sul livello di funzionalità della giustizia, la quale, per funzionare ha bisogno di regole certe ed efficaci e della corretta applicazione delle stesse.

“L’Italia - si legge nel rapporto PricewaterhouseCoopers del 12 maggio 2009 - possiede il più ampio patrimonio artistico a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. Nonostante questo dato di assoluto primato a livello mondiale, il RAC, un indice che analizza il ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco, mostra come gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all’Italia, hanno un ritorno commerciale pari a 16 volte quello italiano. Il ritorno degli asset culturali della Francia e del Regno Unito è tra 4 e 7 volte quello italiano. A fronte della ricchezza del patrimonio culturale italiano, rispetto alle realtà estere esaminate, emergono enormi potenzialità di crescita non ancora valorizzate”.
 
L’Italia è prima nel mondo per posizione geografica al centro del Mediterraneo, scrigno colmo di culture e tradizioni, per il mare, le sue spiagge , le isole che la circondano, il clima mite quasi tutto l’anno, la varietà delle sue coltivazioni ortofrutticole, vinicole, olivicole, la sua variegata gastronomia, il suo made in Italy, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, (maldestramente ma a volte anche egregiamente imitato,) che ha consentito all’Italia di primeggiare ed essere invidiata nel mondo per le sue peculiarità.
 
Ovunque nel mondo l’Italia è sinonimo di cultura, tradizione, buona cucina, sole, mare, vacanze.
 
Molti desiderano venire in Italia almeno una volta nella loro vita per trascorrere un periodo di vacanza, mentre altri desidererebbero trasferirsi per viverci definitivamente.
 
L’Italia è dunque, una delle prime nazioni del mondo, una nazione che ha molto da offrire.
 
Invece, sentiamo parlare di crisi, recessione, licenziamenti, aumento della disoccupazione. Ha forse l’Italia perso tutte le sue ricchezze e risorse, si è persa l’inventiva italiana, è forse cambiato il clima? Si sono perse le sue opere d’arte? I suoi prodotti enogastronomici, la sua tradizione culinaria?

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di domenico stramera (sito) martedì 16 giugno 2009 - 0 commento oknotizie
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