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  Home page > Attualità > Politica > Ancora sul processo breve: il caso limite di Matteo La Placa
di VerbumDeVerbo (sito) martedì 19 gennaio 2010 - 0 commento oknotizie
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Ancora sul processo breve: il caso limite di Matteo La Placa

Il Ddl sul processo breve potrebbe portare altre conseguenze... Come questa...

Non siamo qui per fare disquisizioni pseudo-politiche e per parlare di leggi ad personam e del singolare modo di vedere la giustizia da parte di Berlusconi. Fa senz’altro notizia ed è questo che nelle ultime settimane affolla le prime pagine dei giornali in un botta e risposta che difficilmente vedrà un termine se si continua a portare avanti tesi di convenienza o se non si aiuta l’utente medio dell’informazione a rendersi conto di cosa davvero significa questo benedetto Ddl sul "processo breve".
 
Un decreto del genere non può, a nostro personale giudizio, non prescindere da un aumento dei mezzi in dotazione alla magistratura e alle forze di polizia. Si sa che in Italia le lungaggini burocratiche e giuridiche sono degne di una telenovela ventennale e che un processo civile potrebbe durare anche più dell’intera serie di Beautiful o Sentieri.
 
Bisogna porre rimedio, quindi. Forse, però, è sbagliato il punto di partenza. Una legge dovrebbe essere fatta alla fine di un processo di costruzione e di rinnovamento mirato a rendere quella legge efficace nella quasi totalità dei casi.
 
La legge è il punto di arrivo, insomma, non quello di partenza. Il rischio, come vediamo dalle prime pagine dei giornali e come possiamo ascoltare dalle interviste ai politici dell’opposizione (ma non solo quelli), è che si vedano morire processi per reati come il falso in bilancio e la corruzione giuridica e che quindi molte vittime di questi reati, come gli investitori Parmalat e Cirio per esempio, non vedranno mai giustizia. Ma non sarebbero gli unici a vedersi "bistrattati".
 
Facciamo un breve riassunto. Il ddl si propone di stabilire una durata massima di un processo in tutti e tre i gradi di giudizio. Una procedura non può durare più di due anni per grado e il punto di partenza di questo tempo stabilito è il momento del rinvio a giudizio. Nel caso si superino questi due anni il processo è estinto (ma il reato no, anche se non è più processabile).
 
I reati che potranno "beneficiare" del processo breve sono, tra gli altri, l’abuso d’ufficio, la corruzione giudiziaria, il falso in bilancio, la truffa, le frodi alla Comunità Europea, il traffico di rifiuti, la violenza privata e, ed è questo che i interessa oggi, l’omicidio colposo per colpa medica.
 
A questo proposito vogliamo raccontarvi la storia di Matteo La Placa, 41enne nato a a Sciacca, in provincia di Agrigento. Il 1 dicembre si è incatenato per circa due ore fuori dal Palazzo di giustizia di Palermo.
 
Perché? Per una questione umana, senza ombra di dubbio, e non meramente politica. Nel 2003 La Placa ha visto morire la moglie, Accursia Attardo di 31 anni. Era al nono mese di gravidanza e con lei ha perso la vita anche la futura bambina che avevano deciso insieme di chiamare Martina.

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di VerbumDeVerbo (sito) martedì 19 gennaio 2010 - 0 commento oknotizie
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