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di crespi enrico (sito) sabato 16 gennaio 2010 - 0 commento oknotizie
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India connection

Nel Terrai nepalese è ripreso lo scontro fra gruppi etnico-religiosi, governo e maoisti. Una striscia di pianura aperta verso l’India che teme infiltrazioni di armi, militanti maoisti e fondamentalisti, rupie false. Gruppi estremisti hindu, settori dei servizi segreti, maoisti giocano per mantenere l’area turbolenta. Una breccia ulteriore nella sicurezza nazionale dell’India. L’unico evento che unisce gli hindu del sub-continente è la grande e caotica festa del Maha Kumbh Mela, celebrata ogni 12 anni. Quest’anno a Haridiwar.

Fa freddo in Nepal, alla mattina si è toccato 0 gradi, nelle montagne (Jomosom, Jumla) anche -5, nel Terai si è sfiorato lo zero con gran nebbioni mattutini.
 
Freddissima anche la situazione politica, specie nella pianura, Parsa. Bara, Rautaht (Terai centrale) 4 morti fra i maositi e funzionari dello stato. Guerra politico-mafiosa fra i separatisti armati del Tarai Mukti Morcha (JTMM) e i maoisti; fine dei colloqui fra i sei gruppi armati attivi nella regione e il governo. Queste le cause della ripresa della rivolta etnico-religiosa, ovvio c’è chi soffia sul fuoco.
 
A Kathmandu il capo (incarcerato) del Nepal Defence Army (NDA) Ram Prasad Mainali (ora in fase di conversione cattolica), ha confessato che il suo gruppo è responsabile dell’attentato sanguinoso alla chiesa di Kathmandu lo scorso maggio (2 morti e diversi feriti) e di altri attentati nella capitale e nel Terai. I finanziamenti li riceveva dai gruppi integralisti hindu. Gli stessi (Bharatiya Janata Party -BJP-, Rastriya Swayamsevak Sangh (RSS), Bajrang Dal e Shiva Sena party) che spingono per la restaurazione del Nepal come stato hindu, ripropongono la monarchia e protestano per l’avvicinamento con la Cina. Il leader del Rastriya Swayamsewak Sangh (RSS) Mohan Bhagwat ha dichiarato durante una funzione religiosa che “Beijing was trying to tighten its hold on Nepal which India must counter through a firm diplomatic strategy”.
 
Nel Terai s’agitano gruppi religiosi fondamentalisti hindu, probabilmente supportati da parte dei servizi segreti indiani. Intanto le forze speciali indiane Seema Sukhakshya Bal (SSB) hanno impedito all’esponente maoista Ram Bahadur Thapa di visitare la diga di Khurdalotan e I territori attigui che, secondo i nepalesi, sono stati in parte fagocitati dall’India. Nei mesi scorsi decine di famiglie nepalesi furono allontanate dalla zona con la forza dallo stesso SSB. Anche il leader Prachanda è sceso nel Terai, a Mihakali, dove si sospetta che parti di territorio siano stati incluse nei confini indiani. Durante la visita sono volate parole grosse contro il governo indianoWe just want equal treatment, not big brother and small brother” ha dichiarato ribadendo che l’India sta manovrando contro l’inserimento dei militari maoisti nell’esercito e controllando l’attuale governo. Ha infine ribadito una vecchia questione cioè che i trattati in vigore devono essere rivisti, specie quello del 1950 (Peace and Friendship Treaty) che determina i rapporti economici e commerciali fra i due Paesi (copie oggi bruciate pubblicamente da attivisti maoisti).
 
Si apre un nuovo fronte nella già caotica situazione nepalese. I maoisti che soffiano sul nazionalismo e gruppi filo-indiani (sostenuti dai partiti integralisti hindu e, probabilmente, da settori dei servizi segreti) che auspicano un Terai indiano o qualche forma d’intervento da parte dell’India a protezione degli abitanti della regione (in massima parte d’origine indiana) e della sicurezza dei confini. L’India ha sbagliato un po’ di calcoli. Ha favorito la caduta di re Gyanendra (aprile 2006) per liberarsi una volta per tutte dalla nazionalista dinastia, ha sperato che nelle elezioni dell’aprile 2008 i maoisti uscissero sconfitti, ha lavorato per rimpiazzarli con i partiti a lei più vicini (Congresso e UML) non favorendo il ricambio della loro dirigenza (da sempre corrotta e inefficace). Ora si trova con un altro Paese confinante allo sbando. A Kathmandu continuano a circolare banconote e passaporti indiani falsi che molti pensano provenienti dai servizi segreti pakistani. Dalle frontiere può entrare e uscire qualsiasi cosa e persona. 20.000 guerriglieri maoisti indiani potrebbero avere sicuri santuari. Ora stanno cercando d’evitare l’ultima tragedia (dal loro punto di vista) cioè l’arruolamento degli ex-guerriglieri maoisti nepalesi nell’esercito regolare, una delle poche istituzioni su cui gli indiani contano.

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di crespi enrico (sito) sabato 16 gennaio 2010 - 0 commento oknotizie
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