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ModaVox al Pitti Giorno I: la folla, lo scampolo e Phonz Says Black

Cari amici,

come preannunciato vi racconto il mio primo giorno al Pitti Immagine, fiera dell’eccellenza italiana a cui tutta la stampa internazionale partecipa, ma non solo, anche buyers, soprattutto giapponesi e firme prestigiose del made in Italy.

Appena giunti a Fortezza da basso, luogo in cui si svolge il tutto, si viene accolti da dei simpatici tornelli in cui inserire l’accredito (la cosa si fa solenne, capito organizzatori di eventi del mondo? Così si fa) e poi via trasportati dalla massa con carta, penna e giornali di ogni tipo in mano. Li riconosci dalla camminata i giornalisti, da quella fretta che hanno sempre di stare "sulla" notizia. Personalmente ho impiegato un a buona mezz’ora per capire dove andare, ma girando un po’ si intuisce che è come entrare in un villaggio in cui il Padiglione Centrale fa da sede del Comune e gli altri ne occupano il contorno.

Un contorno mica da ridere perchè quest’anno si è dato spazio ai nuovi talenti e alle griffe urbane, sotto la dicitura "Urban Panorama" infatti, ospitata in varie sale al cui accesso sono montate tende in plastica da retro magazzino (geniali), si possono ammirare i lavori dei giovani stilisti dello streetwear mondiale tra i più famosi Tokidoki e Franklin&Marshall, ma anche Momaboma (www.momaboma.it) marchio d’avanguardia del riciclo di materiali come i vecchi giubbotti di pelle, le riviste e i compiti corretti. Le loro borse sono opere d’arte e un messaggio forte di volontà creativa senza ricorrere allo spreco e all’omologazione.

Un altro personaggio strano e curioso è El Rana, che ha fatto dell’utilizzo delle immagini sacre un vero e proprio fashion business. Le sue creazioni si trovano nello stand di Lucky 13 una marca di abbigliamento specifico che mescola rockabilly punk e dive da tatuaggi, forse troppo ignorato dal popolo della fiera. Trovate i suoi lavori e le rielaborazioni degli ex-voto qui www.el-rana.com, certo i suoi messaggi sono quantomeno contrastanti... ma non è sempre arte anche ciò che fa riflettere?

Rimanendo in tema di musica rock e fashion, ma tornando all’abbigliamento maschile punta sul mix anche il marchio Phonz says Black che è il mio preferito della giornata. Un mix originale tra rock and roll, motociclismo e il classico blazer tre bottoni. Daniele (Bianucci) e Alessandro (Fontanesi) ci tengono a definire il Phonz come una "gang" che racchiude individui con lo stesso background e le stesse passioni: le moto d’epoca e il rock’n’roll.

Si rimane piacevolmente sorpresi quindi nello scoprire che la loro collezione include blazer slim-fit in cotone (a colori) o velluto a coste (blu e nero), più due punte in tessuto Pied de poule e Pitone (ed è un bel pitone credetemi) con foulard abbinato disponibile in 15 fantasie. Il foulard è stato completamente decontestualizzato e visto che le giacche sono sfoderate è andato a ornare l’interno con un meccanismo a bottoni. Se si vuole sfoggiare l’accessorio all’esterno basta staccarlo e arrotolarlo al collo. Interessanti i colori, il nero, è il loro punto di partenza e il loro percorso, ma decisamente non li costringe in una stretta nicchia, anzi li lancia in un contesto a mio avviso unisex, che potrebbe affascinare anche il pubblico femminile.

Se volete più dettagli, e io ve ne do, le cuciture interne sono coperte da un nastro di raso che segue i profili delle chitarre Gibson con cui i designer hanno collaborato. D’altraparte quella dei due creativi è passione, ma anche lavoro e studio, provengono da scuole di moda e sono giovanissimi, la cura del dettaglio è la cosa più importante perchè un marchio si faccia spazio tra milioni di altri, la Phonz says black si merita quello spazio, e io presto mi comprerò quella giacca perchè più ne parlo e più mi piace. Il sito ufficiale è www.phonzsaysblack.com li trovate anche su facebook e myspace...

Non mi resta che rimandare l’appuntamento a domani con altri illustri designer presenti alla fiera, per ora...Rock on.

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