La cosa che manca di più nel formare una “opinione pubblica” decente è la centralità dell’ambiente e della sua crisi, crisi indotta essenzialmente da un sistema economico mondiale, che produce senza regole di sostenibilità ambientale, con enorme uso di peste chimica, con enorme rilascio di Co2 e veleni in atmosfera, che sversa ovunque, senza regole, rifiuti tossici, con la sola ferrea legge del profitto, che vuole uno “sviluppo infinito”, con sempre maggiori consumi e consumatori.
Questo sistema governa il mondo e, come ha dimostrato il fallimento del vertice sull’ambiente di Copenaghen, non intende fermarsi.
Quando si parla di uscire dalla crisi provocata dai truffatori finanziari americani, si parla solo di un ulteriore rilancio di produzione e consumi, ossia si parla di aggravare la attuale situazione, che gli scienziati seri indicano come vicina ad un punto di non ritorno.
In Italia la destra e la “sinistra sparita”, Pdl e Pd, auspicano esattamente la stessa cosa, ovverosia un aumento dei consumi interni e delle esportazioni, senza tener conto della situazione drammatica in cui ci stanno gettando, come se il surriscaldamento, la diminuzione di risorse, la sovrappopolazione, lo scioglimento dei ghiacci, l’impoverimento del mare, la desertificazione, la fame per un miliardo di persone non esistessero. Purtroppo qualunque avvicendamento al potere politico, se valutato in termini ambientali, è completamente inutile,
Per essere più chiari, se oggi Berlusconi fosse sostituito da Bersani e i suoi alleati, il ciclo capitalista non sarebbe minimamente colpito e la deresponsabilità rispetto all’ambiente continuerebbe.
Oggi siamo di fronte ad un passaggio epocale, destra e sinistra non significano più nulla. Ciò che deve dividere o unire in politica e nella società è tra chi ritiene che l’economia debba essere piegata alla sostenibilità ambientale, e chi vuole continuare a distruggere e inquinare con un consumismo ottuso e irresponsabile.
I primi obiettivi che ogni nazione si dovrebbe porre, e quindi anche il nostro paese, sono l’autosufficienza energetica ed alimentare, che sono quei fattori che consentono di non dipendere da nessuno, che devono essere raggiunti diffondendo sul territorio la piccola produzione, sia agricola che elettrica, con milioni di “fattorie solari” che integrano il reddito agricolo con quello che deriva dalla vendita alla rete di energia elettrica prodotta con il fotovoltaico.
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