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di LIBERALVOX SocialNetwork (sito) venerdì 8 gennaio 2010 - 2 commenti oknotizie
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Assenteismo: Brunetta è l’unico che crede ancora alla Befana!

A partire da gennaio 2010 sarà utilizzato il famoso “certificato medico online”. Il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta ci riprova! Tanto sparare sugli statali è innocuo: loro, i diretti interessati - i "fannulloni" - subiscono in silenzio con la sordina del sindacato, l’opinione pubblica approva e gongola non conoscendo davvero "il fenomeno" del quale il ministro palesa solo una faccia della medaglia, nascondendo quella più oscura e perversa delle ruberie, degli appalti, delle esternalizzazioni, dei favoritismi, delle clientele, dei super stipendi dei raccomandati di ferro alla Camera, al Senato, alla Presidenza della Repubblica e a quella del Consiglio dei Ministri!
 
Continua così senza tregua, ma anche senza lode e senza infamia, la lotta agli assenteisti anche con il nuovo anno. Il ministro dice: Da gennaio ci sarà il certificato medico online e cioè mandato dai medici direttamente via elettronica all’Inps, tanto per i lavoratori privati che per i pubblici. A quel punto sarà molto più facile fare i controlli.
 
Queste sarebbero le famigerate misure per arginare il diffuso fenomeno dell’assenteismo? Solo Brunetta continua a crederci e s’incensa tutto dopo aver firmato la versione definitiva del decreto che stabilizza le fasce di reperibilità a sette ore. Questo decreto sarà operativo a giorni e riguarderà tutti i dipendenti pubblici, tranne i militari e i vigili del fuoco, che in caso di malattia dovranno rimanere a casa dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18. Il nuovo decreto non risparmia neanche i dirigenti pubblici.
 
“Da metà novembre i dirigenti pubblici saranno responsabilizzati del tasso di assenteismo dei loro collaboratori. Se il tasso sarà superiore alla media nazionale i primi a pagare saranno loro non avendo i premi, ossia il 30% del reddito complessivo”. Però i dati ufficiali non lasciano spazio all’ottimismo, anzi, fanno rassomigliare sempre di più la medicina somministrata da Palazzo Vidoni agli statali alla cura dell’acqua calda che tanto fa sudare, ma che non guarisce nessun male! Tant’è che, nonostante Brunetta, le assenze nella P.A. sono rimaste le stesse di sempre! Nella partita sull’assenteismo, dunque, i fannulloni battono il loro ministro.
 
I dati ufficiali appena pubblicati dalla Ragioneria generale dello Stato, dubbi non ne lasciano: le assenze nell’intera pubblica amministrazione (e non solo nella parte monitorata dal ministro) da un anno all’altro sono rimaste sostanzialmente stabili. Con tanti saluti ai presunti effetti annuncio o effetti traino della riforma della P.A. fortemente voluta dal ministro della Funzione Pubblica.
 
Il fatto è che 51 sono i giorni in cui un impiegato medio non timbra il cartellino. Sarà pur vero che, considerando solo i giorni d’assenza per malattia, cavallo di battaglia del ministro, si nota una riduzione del 12% (in parte dovuta ai sei mesi d’applicazione della sua legge, in parte a una tendenza alla diminuzione che precedeva il suo intervento). Tuttavia questo tesoretto viene sciupato dall’aumento delle altre assenze (maternità, sciopero, formazione, permessi sindacali e altri motivi non meglio precisati). Insomma, il dipendente finisce per riprendersi su un altro tavolo ciò che ha lasciato sul letto della malattia.

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