Esistono alcuni settori della società, il cui fondamento è un’aberrazione per l’umanità. Le case farmaceutiche esistono per curare. Ma bisogna riflettere sul fatto che le stesse industrie cesserebbero di esistere se per incanto i malati scomparissero dal Pianeta. Ergo: se da un lato operano per curare, dall’altro esistono per “soddisfare” le richieste della clientela. Malata.
Il malato quindi, è l’attore principale attorno al quale gira il business dell’industria farmaceutica. Che di conseguenza, non può avere un reale interesse a far stare troppo bene la gente. Pena appunto la totale mancanza di target.
Perché questa riflessione in apertura di articolo? Perché oltre che per il comparto farmaceutico, un altro settore nazionale basa le fondamenta sullo stato critico della popolazione. Sugli stati di allerta. Sulle tragedie. Sulle calamità. Sui morti. E’ la Protezione Civile.
Istituita con la Legge 225 del 1992, la Protezione Civile è stata fino ad oggi un organo dello Stato per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
Ma non è tutto. Perché la Legge preposta, indica anche come la Protezione Civile deve – o dovrebbe – operare in quanto a “Previsione e Prevenzione” occupandosi quindi anche di prevenzione e non solo di soccorso a disastro avvenuto.
C’è altro? Sì, c’è. La Protezione Civile, grazie ad un Decreto del Governo datato 2001 interviene anche in casi totalmente diversi da quelli per cui è chiamata ad operare. Pochi sanno infatti, che i grandi Eventi Nazionali sono organizzati completamente dal Dipartimento. Che per far questo, accede ad importanti finanziamenti da parte del Governo.
Alcuni esempi: il vertice Nato-Russia del 2002 tenutosi a Pratica di Mare. Centinaia di milioni nella nota spese della Protezione civile con voci a volte del tutto imbarazzanti. Come i 21 milioni di euro per il “rifacimento dei prati” o altre bazzecole come 60 milioni di euro per “spostamento statue”. Interamente organizzato dalla Protezione Civile. Col denaro che sarebbe dovuto servire ad altri eventi. Meno di rappresentanza e più vicini alle esigenze di una nazione nel momento di una catastrofe o di una calamità qualunque.
Peraltro, il denaro spostato al versante dell’organizzazione di eventi, non necessita di alcun tipo di controllo, in quanto la legge 225 dispone che il capo della Protezione Civile possa disporre agevolmente delle cifre ritenute necessarie per l’adempimento del compito assegnato. Di conseguenza, il denaro messo a disposizione del Tesoro non necessita di preventivi, regole e autorizzazioni. Una manna. Il Paese dei balocchi.