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di Francesco Rossolini (sito) sabato 2 gennaio 2010 - 2 commenti oknotizie
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Il 2010 inizia bene per i consumatori, la “class action” sbarca finalmente in Italia

Dal primo gennaio 2010 è possibile utilizzare lo strumento della “class action” per richiedere un risarcimento collettivo nei confronti di un’ azienda che abbia perpetrato un comportamento scorretto o comunque lesivo nei confronti dei consumatori. L’azione di classe è regolamentata dal nuovo articolo 140-bis. È prevista inoltre la possibilità di intraprendere un’azione comune anche nei confronti della Pubblica Amministrazione.

In tal modo con un’unica azione collettiva i consumatori, che ritengano motivatamente di essere stati lesi nei propri diritti, hanno la possibilità di unirsi e di chiedere collettivamente un risarcimento. Tutti coloro che sono stati vittima del medesimo fatto possono beneficiare della “class action”.

I vantaggi nel poter utilizzare la “class action” sono molteplici dato che con un unico processo è possibile sanare un fatto dove l’attore rappresenta tutti i consumatori che rientrino nella “class action” e come convenuto si avrà l’azienda accusata di un singolo fatto scorretto. Tale modalità minimizza sia i tempi processuali sia le spese, in caso di esito negativa, che si dividono tra i membri della “class action”. C’è inoltre il vantaggio di snellire la già appesantita macchina giudiziaria Italiana dato che ogni singolo consumatore non dovrà ricorrere a vie legali individualmente.

Nell’ordinamento Italiano, a differenza di quello USA dove la “class action” è nata, una volta promossa la “class action” nessun soggetto potrà riproporre il medesimo provvedimento in nessuna sede giurisdizionale. In caso di esito negativo della “class action” è solamente possibile ricorrere in appello.

È possibile utilizzare la “class action” per fatti avvenuti a partire dal 16 agosto 2009 poiché oltre tale data la “class action” non è retroattiva in nessun modo.

Ora nonostante alcuni insigni giuristi, interpellati dalle associazioni dei consumatori, abbiano trovato alcuni limiti tecnici alla “class action” italiana e ritengano che si debba migliorare ancora il testo della legge, credo si possa affermare che per i consumatori, tecnicismi a parte, questo strumento sia straordinariamente utile. 

In USA, dove la “class action” è uno strumento assodato, innumerevoli consumatori sono stati capaci di ottenere anche ingenti risarcimenti da multinazionali potentissime e munite di una fitta schiera di avvocati di Harvard. 

* Informazioni dattagliate al sito www.classaction.it

 

di Francesco Rossolini (sito) sabato 2 gennaio 2010 - 2 commenti oknotizie
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