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di Rita Pasci sabato 2 gennaio 2010 - 1 commento oknotizie
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Il Governo del Canada chiude 4500 siti internet: così reagisce a una parodia alle sue spese

Il Governo Canadese ha chiuso 4500 siti internet in risposta a una parodia scatenata da due siti, che prendevano di mira la politica ambientale del Paese e gli scarsi risultati ottenuti al vertice di Copenaghen.

Da circa due settimane due siti internet, enviro-canada.ca e ec-gc.ca, creati dal gruppo The Yes Men, portavano avanti una elaborata parodia nei confronti del governo canadese e della sua politica sul clima, particolarmente in riferimento agli esiti del summit di Copenaghen.
 
In sostanza si trattava di finti siti di organizzazioni governative canadesi che promettevano significative riduzioni delle emissioni di gas serra. Il governo canadese è rimasto talmente sconvolto da questa parodia che ha chiesto al provider di questi siti, il tedesco Serverloft, di rimuovere dai propri server non solo i due siti in questione, ma qualunque altro sito legato a faccende ambientali.
 
Il provider, da parte sua, ha risposto disattivando un intero blocco di indirizzi IP, chiudendo così ben 4500 siti internet che non avevano nulla a che fare con lo scherzo elaborato da The Yes Men.
 
Il gruppo non è certo nuovo a fatti di questo tipo. Questo è solo l’ultimo degli scherzi da loro organizzati che fa correre chi è stato preso di mira a oscurare le loro parodie. E la chiusura dei 4500 siti internet per cancellare i loro due siti non farà che portare pubblicità al gruppo e alle sue azioni politiche.
 
Mike Bonanno degli The Yes Men dichiara di essere ora amareggiato non solo dal comportamento del governo canadese in fatto di politiche ambientali, ma anche in tema di libertà di espressione.
 
Insomma quello che il governo canadese difetta è sicuramente il senso dell’umorismo. E quanto successo ci mostra che il tema della libertà di espressione, specialmente relativo ai contenuti del web, è decisamente attuale non solo in Italia, ma anche in altri Paesi occidentali, suppostamente "democratici". E resta chiaramente da capire come sia potuto avvenire il danno collaterale della chiusura di 4500 siti "innocenti" per abbatterne due "colpevoli".
di Rita Pasci sabato 2 gennaio 2010 - 1 commento oknotizie
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