Il potere non esiste. O meglio: esiste dal momento in cui qualcuno è disposto ad assoggettarvisi. Provate a riflettere: potente è colui che ha persone da dominare.
Il concetto di potere espresso nel settore della politica, ne è un esempio lampante.
Il Popolo elegge i propri candidati. E nel momento in cui essi vengono eletti, automaticamente le stesse persone che gli hanno concesso fiducia incondizionata per il governo della Nazione, divengono succubi del Potere che essi stessi hanno generato.
Contraddittorio ma palese.
Peraltro, il concetto di potere legato alla politica è una aberrazione. La gestione del territorio e della vita socio economica di una nazione, non necessita di poteri assoluti, bensì di amministratori delegati dal popolo. Ma nel tempo, questo concetto di amministrazione del paese si è tramutato nel concetto di potere assoluto sul territorio e sui cittadini.
Ed è quel tipo di potere che tende sempre ad influenzare al massimo – per puro tornaconto – i comportamenti e le scelte dei cittadini.
E’ un po’ come il concetto totalmente astratto sul valore intrinseco del denaro. Oggi il denaro non ha un controvalore in metalli preziosi, ergo: non varrebbe nulla. Ma il denaro acquisisce il valore nominale impresso su banconote e monete, nell’esatto momento in cui una intera comunità lo accetta in pagamento per lavoro, servizi o beni.
Ebbene: il potere esiste perché incredibilmente lo chiede una nazione intera. Che poi è la stessa che mal sopporta di esser vittime di potere.
Un arzigogolo. Una macchia nella logica. Un granello nell’ingranaggio.
Se volessimo riconsiderare in questa ottica la dipendenza dal potere e l’illogica accettazione incondizionata al potere stesso, dovremmo rivedere totalmente i nostri criteri relativamente alla politica ed alla società.
Riflettete sul concetto di Governo del Paese: in realtà, noi deleghiamo altri affinché scelgano per nostro conto le migliori metodiche per mandare avanti la baracca. Un po’ come l’amministratore del condominio.
Peccato che, nel momento in cui i prescelti seggono alle poltrone indicate, invece di progettare affinché la baracca comune vada avanti, si impossessano di quel potere che in realtà, originariamente, nessuno voleva regalare, ma che in ogni caso viene dato con l’idea che solo chi è superiore alla massa sia poi in grado si pensare al popolo.
Provate ora a pensare all’amministratore del condominio. Delegato dai condomini all’amministrazione del palazzo. Egli viene delegato – anche nei confronti dei servizi pubblici – a mettere in atto ogni norma e regola affinché il palazzo abbia servizi e tutela. Riceve denaro: le quote parte delle spese di ogni condomino, ed esegue per essi il pagamento.