Le piccole librerie spesso soffrono all’ombra delle grandi, ma nelle piccole librerie capita a volte che ci passi un grande come Gianrico Carofiglio, letto e riletto nel gruppo di lettura tenuto dalla libraia della libreria in questione. Ecco come accade.
Vita: Caro Gianrico, tutti mi stanno dando della pazza per il tuo possibile passaggio – sembri una cometa! – ma me lo confermi almeno un po’?
Gianrico: Qual è l’indirizzo? Farei una capatina verso le 6.
Ho tirato a lucido la libreria nonostante tutto il gruppo di lettura fosse diffidente e mi esortasse a non farmi illusioni. Vuoi davvero che Carofiglio passi da te? Sono certa che Gianrico passerà da me, poteva non dirmi nulla della visita a Bologna, noi non lo sapevamo e non lo avremmo neanche saputo probabilmente e invece è stato lui a suggerire il passaggio sabato pomeriggio. Eppoi: sapete cosa vi dico, uomini di poca fede? Lasciatemi pure da sola così se passa è tutto per me.
Continuo a sistemare libri, spolverare, infilo il cestino in bagno, ripulisco la scrivania dai miei mille fogli sparsi, tolgo persino le ragnatele, soffrendo perché io i ragni li lascerei sempre lì dove si son fatti il loro regno per il semplice fatto che chissà quanto ci hanno messo a farlo. Insomma, mancano dieci minuti alle sei di pomeriggio. E alla fine arrivano un po’ tutti, persino Angelo che ultimamente era stato un po’ latitante.
Passano le sei, sono nervosa ma fiduciosa, gli altri invece dubbiosi e sempre più diffidenti. Mi siedo al mio posto e nell’angolo vicino al bagno scopro un ragno che m’è sfuggito e che di nuovo, pazientemente – che bello! – ricomincerà a far la tela.
Mentre giro il capo guardo fuori dalla vetrina e c’è un uomo, alto, che cerca con lo sguardo qualcosa, guarda l’insegna, mi fiondo verso la porta, sono le 6 e dieci circa, gridando "eccolo!". La cometa è passata.
Gli apro e lo invito ad entrare, ma tanta è l’emozione che lo fermo lì, sulla porta, e la prima domanda che mi viene è "sei venuto a piedi?" pensando solo un attimo prima o nell’attimo dopo se dovevo o avrei dovuto dargli del lei. Ma io a Gianrico gli scrivo caro, va bene il tu.
Si, è venuto a piedi, si scusa del ritardo. Che uomo! Si scusa che non ha neanche sfruttato il quarto d’ora accademico. Gli porgo la mano e mi presento, sono Vita. E poi tutti gli stringono la mano e si presentano ed è ancora sulla porta e attende mentre io sono ancora folgorata dalla cometa.
Si guarda intorno e chiede la natura della libreria. Sono un po’ schizofrenica, gli spiego, da un lato c’è la passione, dall’altro studi, libri brutti. E lui: perché brutti? Danno da mangiare. Sono libri di diritto.
Finalmente rinvengo e lo invito ad entrare davvero, si accomoda sullo sgabello ed è talmente alto che non si deve neanche sollevare per sedercisi, anzi addirittura ci si siede scavalcandolo come l’esercizio della cavallina, le mani avevano proprio quella postura. Io all’esercizio della cavallina ero brava, ma è perché sono agile e c’era rincorsa, sullo sgabello così non potrei mai sedermici.
36 anni, pugliese di nascita, bolognese d’ adozione. Maturità classica e studi giuridici.
Profilo personale, articoli e statisticheGià, serviva Gianrico a farmi tornare a sorridere ma non solo. Le mails di considerazione, di (...)
28/12 13:10 - vita marinelliEcco cose le serviva: ci voleva Carofiglio per vederla sorridere, raggiante, alla Vita! E (...)
27/12 21:28 -Vita... meglio di così? lavoro ben fatto... e ben venuta! Un bacio Patty
22/12 16:32 - Patrizia Dall’OccaRicco di trepidazione e di soddisfazione questo articolo! Fa venire voglia di esserci stati. (...)
22/12 14:40 -