Poco, l’unica cosa che possiamo dire è che le stesse sono la causa di tante polemiche e di numerosi dibattiti che spesso non fanno altro che confondere il lettore.
Quasi quotidianamente ci vengono annunciati successi strepitosi nel campo della ricerca e delle possibili cure che spesso non sono altro che ripetizioni e aggiornamenti di cose già conosciute.
Malati, familiari, addetti ai lavori domandano sempre più spesso perché queste cure non sono accessibili in Italia e in Occidente in generale se tutti sono convinti che questa strada sia il futuro prossimo della medicina.
Vediamo di tentare di spiegare il perché di questa situazione.
Dal punto di vista etico il documento vaticano Dignitas Personae premette che la ’’terapia genica’’ è ’’in linea di principio moralmente lecita’’, nei limiti di ogni altra terapia medica, ovvero se si evita l’accanimento terapeutico. Tuttavia, il Vaticano mette in guardia nei confronti di chi vuole migliorare o potenziare la ’’dotazione genetica’’ di una persona, perché tali manipolazioni favorirebbero ’’una mentalità eugenetica’’ e introdurrebbero ’’un indiretto stigma sociale nei confronti di coloro che non possiedono particolari doti’’.
Riguardo l’uso terapeutico delle cellule staminali, sono definite lecite quelle metodiche che non procurano un grave danno al soggetto da cui si estraggono e quindi nel caso di prelievo dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento del parto, dai tessuti dei feti morti di morte naturale.
Da parte della Chiesa quindi "si nutre una più che giustificata perplessità sulla tecnologizzazione delle fasi dell’inizio della vita, esprimendosi con ottimi motivi contro la manipolazione dell’embrione, la sua clonazione per qualsiasi scopo.” Non divieti, ma un appello a considerare fondamentale la dignità della persona umana.
Veniamo ora ai problemi legati al discorso economico. La prima cosa da sottolineare è che le cellule staminali, a differenza dei medicamenti, non sono un prodotto brevettabile per cui non vi è un’interesse di sviluppo da parte dei grandi gruppi farmaceutici. Proprio in questi giorni la Corte Suprema tedesca ha sottoposto alla Corte Europea di Giustizia un caso controverso di disputa riguardante il diritto di brevetto sulle cellule staminali embrionali umane. Il caso, che riguarda una patente di utilizzo di queste cellule, ha avuto inizio nel 2004. La patente, richiesta alle autorità tedesche fin dal 1999, certifica determinati metodi e procedure di laboratorio per le cellule staminali embrionali umane, che in Germania possono essere utilizzate per scopi di ricerca.
Il secondo aspetto riguarda la perversa triangolazione tra Aziende, Centri di ricerca e Associazioni di pazienti.