La marina militare degli Stati Uniti ha assegnato al colosso industriale Lockheed Martin di Bethesda, Maryland, la gestione delle operazioni aeroportuali nelle basi USA di Napoli-Capodichino e Sigonella. Il contratto, per un valore di 14,6 milioni di dollari, entrerà in vigore nel febbraio 2010 e avrà una durata di sette mesi. È tuttavia prevista la possibilità di estendere la gestione dei servizi per ulteriori cinque anni con una spesa ulteriore di 124,9 milioni di dollari.
A sottoscrivere l’accordo con una delle principale produttrici mondiali di cacciabombardieri, aerei da trasporto e sistemi missilistici e spaziali (un fatturato annuale superiore ai 38 miliardi di dollari), il Fleet and Industrial Supply Center (FISC) di Sigonella, la centrale per le operazioni logistiche dell’US Navy nei teatri europeo, africano e dell’Asia sud-occidentale. Istituito il 3 marzo 2005, il FISC ha centralizzato nella base siciliana tutte le operazioni di gestione servizi e smistamento di equipaggiamenti, sistemi d’arma, “materiali pericolosi”, carburante per i mezzi aerei e navali e il personale della Marina, del Corpo dei Marines, dell’US Guard Coast e del Military Sealift Command.
Il 70% delle attività di Lockheed Martin saranno realizzate all’interno dello scalo di Sigonella, mentre il restante 30% avverrà a Capodichino, sede operativa del Naval Support Activity Naples. La società statunitense assicurerà il supporto logistico ai circa 200 velivoli imbarcati nelle unità che compongono la VI Flotta, agli squadroni di sorveglianza e pattugliamento marittimo e agli aerei cargo C-2, C-5, C-9 e C-130 dell’US Navy e dell’US Air Force che movimentano le truppe e gli armamenti destinati in Iraq, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, con la costituzione di AFRICOM, il comando per le operazioni delle forze armate USA nel continente africano, gli scali di Sigonella e Napoli-Capodichino sono diventati i principali terminal per le missioni dell’US Navy e dei reparti impegnati stabilmente a presidio delle acque del Corno d’Africa e dell’Africa occidentale.
Nella gestione dei servizi aeroportuali, Lochkeed Martin prenderà il posto del consorzio italiano “Algese2”, costituito dalle società Alisud, Gesac e Servisair. Alisud, in particolare, è un’antica conoscente del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America. Si tratta di uno dei più fedeli contractor di Washington: nel periodo compreso tra il 2000 e il 2008, l’azienda napoletana che ha pure in gestione l’handling degli scali di Venezia, Bologna, Capodichino, Catania-Fontanarossa e Palermo, ha sottoscritto 13 contratti con diverse agenzie del Pentagono, fatturando complessivamente 105.830.929 dollari. Ad essi vanno aggiunti i 18.412.208 dollari dei contratti per il triennio 2004-2006 che il FISC Sigonella ha firmato con il consorzio Algese2.
Alisud opera ininterrottamente nel terminal militare di NSA Napoli dal 1972, mentre la presenza a Sigonella, avviata nel 1976, si è interrotta nel 1997 per cinque anni, quando i servizi aeroportuali furono affidati ad una joint-venture italo-statunitense composta da Pae, Aviation Management e Climega. Subito dopo il loro arrivo in Sicilia, queste tre ultime società presentarono un pesantissimo “piano di ristrutturazione” che prevedeva tagli occupazionali e salariali per il personale civile impiegato nelle operazioni di carico e scarico dei velivoli USA, con un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’agibilità sindacale. I lavoratori diedero vita allora ad una mobilitazione senza precedenti nella storia delle basi USA in Europa, effettuando oltre 4.000 ore di scioperi, blocchi stradali e un digiuno durato 46 giorni, subendo pure le cariche delle Forze dell’Ordine. La straordinaria stagione di lotta dei lavoratori di Sigonella, nota sotto il nome di “Popolo dei cancelli”, fu documentata dal cineasta britannico Ken Loach.