Luigi De Magistris l’uomo che è riuscito a raccogliere 416 mila preferenze, con l’Italia dei Valori, alle elezioni europee dello scorso giugno – dove è risultato il candidato più votato dopo Silvio Berlusconi – parla di una sua eventuale prossima elezione a Segretario dell’IdV – con Di Pietro che diverrebbe, così, Presidente del partito – e parla, senza remore, dell’Italia e dei suoi problemi.
Lungo tutto il libro c’è una descrizione del bel paese oggi ma anche della nazione sognata da De Magistris. L’ex pm risponde colpo su colpo alle domande anche a quella più “delicata” ovvero su una sua possibile candidatura a Presidente del Consiglio: “Mi viene un giramento di testa a pensare che io possa anche solamente essere indicato come leader per un’alternativa di governo. Quello che io dico è che sono a disposizione, Di Pietro lo sa fin dall’inizio. Io nella vita non mi sono mai tirato indietro e per me questa esperienza politica sarà a tutto campo, con grande profondità, con grande dedizione e con grande entusiasmo”.
Incuriositi abbiamo raggiunto telefonicamente De Magistris al fine di chiarire meglio questo punto. Cordiale come sempre ha risposto: “non è un’eventualità, non c’è nulla di concreto. Nel libro analizzo, semplicemente, quello che farei se fossi un leader del centrosinistra e nel concreto do dei consigli a chi sarà il nuovo leader del centrosinistra”.
Di contro, alla domanda successiva ovvero se l’IdV possa essere una forza in grado di esprimere un candidato unico per tutto il centrosinistra ha risposto: “Stiamo costruendo un laboratorio politico che sia un’alternativa a Berlusconi che coinvolga non solo i partiti ma anche il mondo di internet, delle associazioni, i movimenti, il popolo del No Berlusconi Day. Questo è l’obiettivo principale. Ricostruire l’alleanza di tutto il centrosinistra questo lo chiediamo al PD che deve rompere un sistema castale. Il PD è la forza maggiore e i numeri in democrazia contano sempre, deve indicare un leader importante per guidare il centrosinistra è chiaro che se non lo trova l’IdV sta a disposizione, non si tira indietro”.
Continuando a sfogliare il libro emerge un De Magistris a tutto tondo, deciso a rinnovare la classe politica italiana investendo in una generazione di quarantenni che immettano idee nuove, forze fresche all’interno del tessuto connettivale italiano.
Per l’ex Pm, trasferito dalla Procura di Catanzaro in seguito alla richiesta dell’allora Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta Why Not, “giustizia e potere non possono coincidere”, perché la giustizia, per realizzarsi, “si mette contro il potere” ma per farlo non bisogna delegarlo alla magistratura ma “il sentimento di giustizia deve animare ognuno alla partecipazione alla vita pubblica”.
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