Credo che molti si domandano perché Berlusconi, un signore che si è messo in casa il mafioso Mangano, amico e sodale dei delinquenti Previti e Craxi, amico di Dell’Utri e di Cosentino, monopolista editoriale, piduista, mentitore di professione, amico di dittatori, colui che pretende l’impunità con leggi per proteggere solo la sua persona, colui che da 15 anni insulta i giudici (definendoli comunisti) che tentano di processarlo non per colpire la sua attività politica ma per fatti che riguardano la sua disinvolta attività imprenditoriale, perché mai un tale soggetto non viene scacciato come un corpo estraneo alla democrazia?
Per quanto mi riguarda la risposta c’è, basta volerla accettare e, soprattutto, bisogna cercarla nei fatti.
L’opposizione è divisa e dunque non appare credibile come alternativa. Il solo Di Pietro alza un po’ la voce, ma il suo 8% non gli consente grandi strategie. L’unica manifestazione in programma contro il premier (il 5 dicembre) non è stata organizzata dai partiti di opposizione, ma è partita dal web ed è l’unica novità in uno scenario politico stanco e desolante.
E’ profondamente improprio oggi parlare di “sinistra”. Dalla implosione del PCI si è arrivati, incredibilmente, con la stessa classe dirigente, ad un Partito Democratico appiattito sulle convenienze del capitalismo, non ostile alla Chiesa, partito che quando è andato l’ultima volta al governo, con Prodi, non è stato nemmeno capace di fare una legge severa sul conflitto di interessi e sul monopolio dei media, norme elementari per non passare dalla democrazia alla dittatura.
Il Pdl imploderà non per iniziativa della sinistra sparita, ma per l’attivismo di Fini, Montezemolo e delle banche legate al Vaticano.
La sinistra è sparita, si è suicidata, non ha più collegamenti con le masse operaie e dunque non conta più niente. I sindacati sono ancora divisi in sigle che rimandano ai partiti di provenienza e nulla è stato fatto per un sindacato unico dei lavoratori, indipendente e diretto dai lavoratori stessi, senza padrini politici.
Un sindacato unico, indipendente, come una RAI non controllata dalla politica, ma una “public company”, senza pubblicità e con il presidente votato da chi paga il canone, sarebbero contrappesi veri a contrastare il potere della Confindustria (sindacato unico dei padroni), e delle Tv private, per contrapporsi al “pensiero unico” oggi dominante.
Una “sinistra” degna di questo nome dovrebbe promuovere queste iniziative, tornando tra la gente e parlando chiaro, abbandonando quell’immondo politichese che ha allontanato dalla partecipazione milioni di persone.
Questi elementari fattori strutturali di democrazia è impossibile aspettarseli dalle opposizioni oggi esistenti, che non sono su questa lunghezza d’onda, e come minimo la definiscono “antipolitica”.
Politica Mafia Magistratura Di Pietro Antonio Partito Democratico Energia alternativa Sinistra Democratica Opposizione Sindacato
Sale e salirà la FEBBRE del TRIBUNO che cerca di imporre le sue regole per difendere i suoi (...)
03/12 13:09 - pv21