Dubai Confidential. Dietro le quinte di un tracollo
Ero in treno da Ostia a Roma, conDubai Confidential (Elliott Edizioni pp. 142), l’ultimo libro di Sergio Nazzaro, nella busta della libreria, quando mi hanno chiamato da Parigi e mi hanno avvisato che l’economia di Dubai stava crollando sotto i colpi della speculazione edilizia. Erano ormai settimane che mi imbattevo in pezzi su Dubai, sui suoi investimenti, sui campi da golf non finiti con gli scheletri degli edifici che avrebbero dovuto fargli da contorno, sulla povertà che nasconde, insomma Dubai era al centro delle attenzioni del mondo occidentale, e gli scricchiolii cominciavano a farsi sentire.
Nazzaro a Dubai ci lavora (è un consulente per i mercati esteri) e la conosce, anche perché come dice lui stesso (e come è ripreso in quarta di copertina): “Dubai o l’hai vissuta o non la conosci. Non puoi inventarla”, e la sensazione, anche alla luce di quelle che sono le ultime notizie, è che Nazzaro non abbia inventato niente, ma raccontato quello che c’è dietro la crosta dorata dell’Emirato arabo.
Una storia fatta di agenti immobiliari, ambasciatori, costruttori, manovali sfruttati, deserto, caldo, spie e puttane, lo scrittore campano (nato in Svizzera) ci porta nel backstage di quello che è il mondo di Dubai, lo interpreta e ce lo svela. E mai come oggi ci serve a capire da dove nasce il tracollo.
Cosa sta succedendo a Dubai?
Che stanno venendo a galla alcune problemi profondi. Di ieri la notizia che il Governo di Dubai “scarica” la sua controllata. Da una parte agisce con correttezza, responsabilizzando la propria controllata cioè Dubai World e le banche che hanno prestato a pioggia, pensando che Dubai avrebbe sempre coperto tutte le esposizioni. Però, il Governo di Dubai perché non ha implementato controllo più rigidi? Ha permesso che le banche e le sue controllate facessero come desideravano? E per quale motivo. Credo che ci siano responsabilità diffuse anche nel Governo stesso.
Il tuo libro parla proprio di speculazioni edilizie. Insomma impossibile che non si sapesse o non ce lo si aspettasse
Quando i prezzo raggiungono cifre da capogiro, per un metro quadro nel deserto, è chiaro che la speculazione sta montando e la bolla è prossima da venire. Ma che tu ne parli, che tu sottolinei come questo comportamento è illogico, ti risponderanno sempre che a comandare è il mercato. Questo vale tanto per l’Occidente quanto per l’Oriente.
Speculazione, mazzette, prostituzione, sfruttamento e tantissima povertà. C’era bisogno di questa crisi per capire che non è tutt’oro quello che luccica?
Messa così Dubai assomiglia moltissimo all’Italia, non ti sembra? Mi premeva far emergere il lato oscuro di Dubai, perché c’è molta arroganza da parte degli emiratini che credono che va tutto bene e che il loro paese è il migliore del mondo. Si può ripetere tranquillamente il paragone con l’Italia. Però Dubai ha caratteristiche uniche e da salvaguardare assolutamente. La possibilità di una società multirazziale, multiculturale, e multi religiosa, senza che sia mai in conflitto. Il denaro sta distruggendo questa parte di Dubai che, invece, è veramente un grande conseguimento sociale, culturale e se vogliamo dirlo, politico.
Un’intervista davvero interessante. Di Dubai non si sa molto e qui si chiariscono un po’ di cose.Mi chiedo: non hanno forse un po’ di ragione i "fondamentalisti islamici" a rifiutare in blocco il sistema occidentale? A criticare severamente i costumi lascivi e debosciati di chi, come noi occidentali, ha in mente soltanto il business? La mancanza di etica è tipica del nostro stile di vita. E l’Occidente sta sprofondando nella sua m...a
di Luciano B. L.(xxx.xxx.xxx.170)2 dicembre 2009 18:36
Forse per l’analogia intravista si potrebbe considerare che da noi con procedura derogatoria (come a L’Aquila) si potranno costruire nuovi stadi con annessi complessi multifunzionali (attività commerciali, residenziali, ricettive, direzionali, di svago, culturali e di servizio). Tutto per la nuova emergenza del "pallone". Praticamente delle nuove città che dovrebbero occupare dai 150 ai 600 ettari (a Monaco di Baviera, tutto compreso bastavano 14 ettari). Tutto con una legge bipartisan, per ora passata all’unanimità in commissione "cultura". Dopo le isole a forma di palma di Dubai, di onda dell’Oman, di tulipano dell’Olanda, quelle italiche avranno la forma di foglia di fico oppure raffigureranno delle ... corna?