Il 9 dicembre 2008, Marisela Ortiz è diventata cittadina onoraria di Torino, donna messicana che da anni lotta nella sua terra contro l’omertà sugli assassini di Ciudad de Juarez, città divenuta delle “sparizioni, con un crescendo impressionante, di giovani donne, talvolta addirittura bambine, quasi sempre meticce, di umile estrazione sociale, spesso impiegate in una delle centinaia di maquilas cresciute come funghi intorno alla città, residenti in una delle tante bidonvilles periferiche.”
“Nella città messicana, dal 1993 ad oggi, 430 donne sono state assassinate e 600 sono desaparecidas: un bilancio drammatico, reso ancora più grave dal clima di impunità che si respira nella città. Le famiglie delle vittime sono ostacolate nella loro ricerca della verità, gli assassini protetti, le indagini non fatte. Per porre fine a tutto ciò, nel 2001 è nata l’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa (Le nostre figlie di ritorno a casa), a seguito della scomparsa di Lilia Alejandra García Andrade di cui Marisela era stata l’insegnante”. Un film, Bordertown, ha raccontato la storia di queste donne sparite e di quelle che lottano.
Allego il testo di un’intervista rilasciata il 18 ottobre da Marisela alCentro Pandora di Padova e alleDonne in Nero. Ringrazio Anita Silviano per aver messo in rete la notizia, tragica, ma che dobbiamo conoscere e divulgare. Con Marisela e tutte le donne che vogliono ritornare a casa vive e lottano per questo.
Intervista a Marisela Ortiz Padova – 18 ottobre 2008
Vorrei porti una domanda sul coraggio: dove trova una donna il coraggio per affrontare quello che tu stai passando, minacce, tentativi di ucciderti, mobbing, e per continuare, dato che nonostante tutto vai avanti? Come si fa a convivere con la paura?
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una che scrive e ama il cestino, camminando...si raccoglie la vita.
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