• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Società > Incidenti sul lavoro e responsabilità del sindacato

Incidenti sul lavoro e responsabilità del sindacato

 

Ed anche le più alte cariche dello Stato continuano a ciurlare per il manico facendo tanta "ammuina". Pubblicato come lettera su: "Il Gazzettino", giovedì 03.01.2008, nel fascicolo del Friuli a pagina XIII.
 
Consentitemi una considerazione sulle morti per infortunio sul lavoro, incidenti domestici, incidenti stradali e sulle prese di posizione di esponenti sindacali successive ai gravi fatti riportati dalla cronaca. L’incipit potrebbe essere: piangere il morto per imbrodare il vivo!
 
Più banalmente, anche in casa ne succedono di tutti i colori. E non mi riferisco solo alle donne ammazzate dagli uomini (l’inverso succede, ma più raramente), ma proprio agli incidenti domestici. Secondo l’Istat ne muoiono di più cadendo dalla scala per pulire i vetri che nei cantieri. In base agli ultimi dati disponibili dell’Istituto nazionale di statistica, pubblicati nel 2001, in Italia avvengono ogni anno 3 milioni 672mila infortuni in ambito domestico, di cui mediamente si registrano 8mila mortali. Sono circa 7mila le morti sulla strada e circa 1.300 le morti sul lavoro.
 
Conclusione? Potenza dei numeri. Nell’anno 2005 i 6 milioni di lavoratori esposti a rischio (ovviamente non gli impiegati, a cui al massimo può cadere un faldone sul piede) hanno generato all’incirca gli stessi morti. I morti sui luoghi di lavoro, al netto dei 638 riconducibili a incidenti stradali in itinere, sono 642. Il numero di decessi sulle strade è dunque molto più alto di quello all’interno dei luoghi di lavoro. Si può dunque concludere che la probabilità media di morte per ogni ora dedicata agli spostamenti su strada è fra 20 e 30 volte superiore alla probabilità di morte che si registra mediamente in un’ora trascorsa sul posto di lavoro.
 
I 35 milioni di utenti della strada hanno generato una cifra superiore ai 7.000 morti; i milioni (dato non disponibile) di lavoratori domestici, casalinghi/e e altri, hanno generato oltre 8.000 morti.
 
Secondo voi chi è sottoposto al maggior rischio? I morti sui luoghi di lavoro, sono 642 e non 1.280 perché 638 sono riconducibili a incidenti stradali in itinere al luogo di lavoro. Comunque troppi. Ma di chi è la responsabilità?
 
Una considerazione finale sul fatto accaduto alla Thyssen Krupp, le acciaierie di corso Regina Margherita a Torino. Ma i sindacalisti delle Rsu cosa facevano? E gli altri "distaccati", piuttosto che sindacalisti, sembrerebbero quasi un esercito di 44.000 travet piuttosto che persone "distaccate" appunto per tutelare il mondo del lavoro.

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.








    Palmares