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  Home page > Attualità > Cronaca > S.O.S. per Marco De Santis, a rischio di morte per violenze
di albodoro lunedì 30 novembre 2009 - 4 commenti oknotizie
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S.O.S. per Marco De Santis, a rischio di morte per violenze

In chi è appassionato per vocazione al giornalismo d’inchiesta e a quello partecipativo-sociale, la coscienza non può restare insensibile nè di fronte alle grandi conquiste e vittorie di civiltà, libertà, democrazia, nè di fronte ad ingiustizie inaudite, gravissime e inqualificabili. La vocazione si accresce quando è accompagnata dalla genuina e sentita convinzione che attraverso l’impegno ed il dovere di verità si possa anche arrecare del bene a qualcuno o impedire a qualcun altro di essere coinvolto in vicende analoghe.Mi è capitato d’imbattermi in una storia stupefacente d’ingiustizia, una di quelle che non puoi ascoltare senza avvertire il bisogno di fare qualcosa, se non altro facendola emergere dalla cappa di silenzio assordante, omertoso e, quindi, raccontarla, per salvare chi l’ha vissuta sulla propria pelle e quanti altri cittadini potrebbero inciamparci in futuro.

Qualche giorno fa ho aperto la mia posta e ho letto esterrefatto: "Forse non si ricorda più di me, ma una volta le avevo chiesto come poter fare ad ottenere un minimo di interesse da qualche istituzione. Io ho subito delle cose inumane, per quasi un anno: mi hanno tolto tutto quello che avevo, le giuro senza fare niente. Ora sono stanco di lottare da solo, sono sette volte che invio la stessa e-mail. Ho smesso di mangiare dal 10/11/2009 per protesta, ma sono convinto che prima di avere una semplice risposta io sarò morto di fame, e forse sarà meglio così. Gentilmente le chiedo se ha a disposizione un qualche indirizzo e-mail di enti che si occupano (o che si preoccupano) di gente come me, distrutta dallo Stato, bruciata nell’anima e istigata a farla finita per sempre. Marco De Santis".
 
Chi è Marco De Santis? E’ un uomo di Brescia, invalido, un cittadino dello Stato di diritto italiano che un bel giorno, per futili o gravi motivi, tutti da appurare e dimostrare dalla Magistratura inquirente, viene arrestato, pestato più volte a sangue da altri uomini, cittadini dello stesso Stato di diritto che però, a differenza di Marco, indossano una divisa, offendendola ed oltraggiandola, inconsapevoli forse del suo valore e del suo alto significato giuridico e morale. La vicenda di Marco risale a febbraio 2009. Attualmente è agli arresti domiciliari ed è vincolato all’obbligo della firma, ma non sa ancora di cosa è accusato e neppure è stato sottoposto a processo.
 
Marco De Santis ha deciso di reagire a ciò che pensa sia un episodio di "malagiustizia" ed ha inviato più volte a varie autorità (tra cui, i suoi potenziali carnefici) una lettera per denunciare la sua storia di abusi di potere e violenze fisiche commesse sulla sua persona dalle Forze dell’ordine (per la precisione, alcuni Carabinieri di Ospitaletto, Brescia).L’uomo è allo stremo delle sue forze, invalido, non si nutre più. Ha iniziato da 15 giorni uno sciopero della fame e, cosa più grave è inascoltato da tutti.
 
Riteniamo che occorra aprire con urgenza un’inchiesta su questa gravissima storia, il cui naturale epilogo se non s’interviene con tempismo sarà un "Cucchi bis". Marco De Santis attende da luglio una chiamata dall’ospedale civile di Brescia per un importante intervento operatorio per evitare la paralisi degli arti inferiori, ma Marco è stanco di aspettare.
 
Occorre che questa storia indegna di un paese civile e che calpesta i più elementari diritti umani, emerga dal silenzio e dall’urlo inascoltato della vittima, in grave stato di prostrazione psico-fisica, affinchè sia fatta chiarezza e giustizia, ma soprattutto affinchè una vita sia salvata dalla morte .
 
Ho riflettuto a lungo su come raccontare questa vicenda inquietante; alla fine ho deciso di lasciar parlare, per dovere di cronaca, direttamente Marco De Santis della sua storia e della sua denuncia, attraverso le sue reiterate lettere inviate e mai, sinora, riscontrate da nessuno.

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