Quella che segue è un’intervista effettuata per posta elettronica da Enrico Natoli, dell’Associazione Cuntrastamu, a Gioacchino Basile, sindacalista che negli anni più difficili di Palermo denunciò gli interessi mafiosi nei Cantieri Navali.
C’è una petizione da lei lanciata su Internet che richiede il sostegno dei cittadini affinché lei venga ascoltato dalla Commissione Parlamentare Antimafia. Ci può descrivere per sommi capi i motivi di questa richiesta?
Il 3 settembre ho scritto e spedito a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno la richiesta d’audizione in Commissione Antimafia, che troverete pubblicata anche su Google.it, nella quale potrò dimostrare, al di là d’ogni ragionevole dubbio, che la strage di via D’Amelio fu l’unica soluzione possibile che consentì all’odierno procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi, di salvare dall’olocausto giudiziario Fincantieri e tutto il corollario politico-affaristico e criminale, fotografato dal dossier dei ROS – Mafia e Appalti – al quale aveva posto la giusta attenzione Paolo Borsellino per arrivare ai mandanti della strage di Capaci.
L’idea della petizione è stata del medico personale di Bruno Contrada, D.ssa Agnese Pozzi, che pur consapevole di quelle mie ragioni che non aiutano Bruno Contrada, ha apprezzato l’onestà intellettuale e morale delle mie battaglie contro l’esercizio della calunnia mafiosa e di quella antimafiosa, e da persona libera – seppure ferma su alcuni suoi convincimenti – non ha esitato ad offrirmi la sua amicizia ed a regalarmi questa iniziativa, che peraltro è stata condivisa con grande dignità anche dalla sorella di Bruno Contrada, la signora Ida.
Dove si può firmare la petizione? Che tipo di impegno comporta la firma?
Questo è il link. La firma non comporta alcun impegno. Esercita una pressione democratica nei confronti dei politici distratti e di quelli che hanno l’interesse a far della Commissione Antimafia una passerella di sciacalli, che depistano la verità ed uccidono la speranza di verità e giustizia.
Sono legate in qualche modo diretto la sua vicenda personale, la presenza asfissiante di Cosa Nostra nei Cantieri Navali di Palermo, con la strage che portò alla morte di Paolo Borsellino?
Nella mia battaglia esistenziale contro Cosa Nostra non c’è mai stata alcuna vicenda di tipo personale; l’accozzaglia criminale associata a Cosa Nostra prima del mio schierarmi a muso duro nella trincea della libertà, non mi aveva mai dato alcun disturbo. Cosa Nostra dentro lo stabilimento navale di Palermo, grazie alla sua potente capacità intimidatrice, svolgeva un ruolo fondamentale; regolava e garantiva tutti i patti, da quelli più meschini a quelli molto più importanti degli appalti, ed il silenzio assoluto sullo scandalo sociale che vedeva migliaia di lavoratori in nero che operavano senza alcuna minima tutela economica e normativa.
Per darvi un’idea dell’infame efficienza del grumo sociale, politico, criminale e imprenditoriale che per circa un ventennio s’impose dentro lo stabilimento di Fincantieri a Palermo, grazie alle indegne omissioni della Procura di Palermo, vi notifico che nello stabilimento navale di Palermo furono spenti ben 3000 posti di lavoro senza alcuna opposizione sociale e nel silenzio assoluto.
Berlusconi Silvio Paolo Borsellino Sicilia Riina Totò Dell’Utri Marcello Rita Borsellino Salvatore Borsellino Ciancimino Vito Capaci
Sindacalista italiano, che si oppone alla mafia
Profilo personale, articoli e statistiche