“L’influenza pandemica è un tipo di influenza che si verifica con frequenza di qualche decennio e si diffonde rapidamente in tutto il mondo. I sintomi dell’influenza pandemica sono simili a quelli della comune influenza ma possono essere più gravi”.
Questo è quanto si legge sul bugiardino (foglietto illustrativo) del Vaccino contro l’influenza H1N1 “Focetria” della Novartis, una delle industrie farmaceutiche maggiormente coinvolte nel Business dei virus di “ultima generazione”. Come avete letto, la stessa Novartis non fa mistero del fatto che una influenza pandemia nella realtà dei fatti, si manifesta al più con una frequenza di qualche decennio, entrando in netto contrasto con gli accadimenti dell’ultima decina di anni: quasi ogni anno ha avuto per protagonista una nuova influenza pandemia.
Basterebbe comunque leggere questo interessante foglietto, per comprendere meglio di cosa si parli e perché, quando affrontiamo questo argomento che fa ormai parte dell’esistenza umana come mangiare o respirare.
Certamente non è comprensibile a tutti il contenuto del bugiardino, ma la frase sopra esposta può rendere l’idea di come si stia giocando realmente con una comunicazione mediatica che tende a dissestare la vera informazione in materia.
Ma c’è di più, da sapere. Qualcosa di importante ed improrogabile da comunicare alla gente, che i media nazionali ed internazionali credono non sia di interesse generale e che invece può aiutare tutti a prendere una decisione più cosciente sul dubbio di vaccinarsi oppure no: il contenuto del vaccino.
Sappiate che negli Stati Uniti la percentuale di principio attivo contenuto nel vaccino è pari ad una condensazione del 15%. Quello invece commercializzato sul mercato europeo, ne contiene esattamente la metà, il 7,5%.
E’ importante soffermarsi su questo punto, perché sono proprio questi numeri e ciò che rappresentano che vi porteranno ad essere più consapevoli e maggiormente informati circa il virus H1N1.
Una minore concentrazione di principio attivo, ha innanzitutto un costo minore. Facile quindi giungere ad ovvie considerazioni di ritorni economici. Ma per far si che il vaccino con bassa concentrazione di principio attivo serva a qualcosa e non sia acqua fresca, occorre “attivarlo”. Un po’ come una testata nucleare che rimane inerte fino a che non viene armata.
Con cosa viene “attivato” quindi il vaccino commercializzato in Europa? Con degli “adiuvanti” ossia degli attivatori stimolatori del principio attivo: qualcosa che somiglia agli anabolizzanti presi per sviluppare maggiormente la massa muscolare. Un “aiutino” insomma.
Purtroppo però, questi adiuvanti non sono esattamente innocui: anzi.
Alcuni di voi avranno sentito parlare di “squalene”. E’ un idrocarburo contenuto nell’olio di fegato degli squali, da qui appunto il nome “squalene”. Lo ritroviamo in natura anche in alcuni elementi vegetali come nel caso del germe di grano e dell’olio di oliva. Ed è contenuto anche in piccole percentuali nell’organismo umano.