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di Laura Meloni sabato 21 novembre 2009 - 2 commenti oknotizie
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Le inchieste sulle stragi fanno paura al Premier

 Alcuni pentiti hanno iniziato ormai a parlare a ruota libera sulla presunta trattativa tra mafia e stato (presunta ma ormai riconosciuta da personalità di grande rilevanza istituzionele), e qualcuno dopo 15 anni incomincia a farsela sotto...

Ne esce una nuova ogni giorno. Oggi è stato chiesto dal procuratura capo di Palermo l’interrogatorio del pentito Salvatore Grigoli (assassino reo confesso di don Pino Puglisi) alla Corte d’Appello nell’ambito del processo al senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e già condannato in primo grado a 9 anni di reclusione. Il pg Antonio Gatto, sempre nella giornata di oggi, ha depositato presso la sua segreteria 29 atti a disposizione della difesa, tra cui i verbali dell’interrogatorio del pentito Gaspare Spatuzza e il confronto tra quest’ultimo e il boss Filippo Graviano.
 
Gaspare Spatuzza, uno dei pentiti che ha parlato di un presunto accordo politico tra Berlusconi, Dell’Utri e i fratelli Graviano, ha ricevuto una sorta di attestato di affidabilità proprio da parte del capomafia Giuseppe Graviano. Lo stesso Spatuzza è il pentito che sta tenendo in agitazione Silvio Berlusconi con il suo amico e fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. Sarebbero loro infatti (secondo il pentito) i referenti politici di Cosa Nostra dopo le stragi del ’92. E’ di oggi la notizia che il collaboratore di giustizia sarà ascoltato nel processo a carico del senatore il 4 dicembre.
 
Le stragi del ’92 che uccisero Giovanni Falcone a Capaci e Paolo Borsellino in via D’Amelio, proseguirono anche nel 1993, in quella che è stata una vera e propria strategia del terrore. Tra il 26 e il 27 maggio esplode una bomba in via dei Georgofili a Firenze facendo 5 morti e 48 feriti. Il 27 luglio a via Palestro, sul Padiglione d’Arte contemporanea di Milano, altra esplosione dal bilancio pesante. Anche qui 5 morti. Sempre a luglio è la volta di Roma: due bombe, San Giovanni in Laterano a San Giorgio in Velabro. Per finire si fa rientrare nella strategia stragista anche l’attentato subito dal conduttore Maurizio Costanzo il 14 maggio 1993, quando, vicino al teatro Parioli, in via Fauro, al passaggio della sua vettura esplode un’autobomba con 90 kg di tritolo. Cosa Nostra revocò in extremis anche un mega-attentato allo stadio Olimpico di Roma che avrebbe dovuto far saltare in aria centinaia di carabinieri dopo una partita di serie A.
 
Giuseppe Soresina, il giudice che a Firenze ha archiviato la prima indagine sui presunti complici senza volto di Cosa Nostra del ’93, come ci ricorda Peter Gomez in un recente articolo su Il Fatto, usò una parolina che pesa molto sulle spalle del nostro Premier e del suo caro amico siciliano: "plausibilità". Infatti per 24 mesi "Autore Uno" e "Autore Due" erano stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Firenze, ma poi tutto era stato chiuso per decorrenza dei termini. Interessanti le parole del giudice, il quale scrisse a proposito del coinvolgimento di Berlusconi e Dell’Utri: "l’ipotesi di indagine" aveva mantenuto e semmai incrementato la plausibilità", e scrive di "rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali". Ma in quei 24 mesi non era stata trovata "la conferma" alle chiamate de relato di Giovanni Ciaramitaro e Pietro Romeo, due componenti del commando mafioso in azione nel nord Italia e successivamente al loro arresto divenuti collaboratori di giustizia. In questi giorni la procura di Firenze sta decidendo se riaprire quest’inchiesta che era stata archiviata dal gip, sulle responsabilità dell’Autore Uno e dell’Autore Due. Sono indagini che potrebbero far ricadere sul presidente del Consiglio l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e per Dell’Utri quella di concorso in strage aggravata da finalità mafiose e di terrorismo.

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