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Giulio Cavalli e le distrazioni di La Repubblica e Corriere della Sera

Giulio Cavalli è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano in occasione della consegna dei premi De Sica e Olimpici del Teatro. Non solo la cerimonia ufficiale, ma anche un incontro privato tra l’attore che vive sotto scorta e il capo dello Stato. Ma questo lo possiamo leggere tranquillamente su Fondazione Italiani su Fascio e Martello ed anche su Virgilio.it, fino al sito del Quirinale.
 
Sconcerta invece il silenzio di La Repubblica e Corriere della Sera. Repubblica apre con la richiesta cautelare per Cosentino, il racconto di Roberto Saviano, ma Cavalli è dimenticato. Come mai? C’è già un campione antimafia e non ne servono altri? Cavalli non è una notizia, un uomo in pericolo, un artista costretto alla vita blindata per le sue idee e soprattutto la sua scrittura? Stesso si dica del Corriere della Sera. Il silenzio assoluto. Eppure Cavalli è riconosciuto come uno dei migliori attori e autori teatrali, è riconosciuto che la sua vita è in pericolo, è riconosciuto che è un vero intellettuale italiano occupandosi non solo di crimine organizzato al nord, ma di tanti drammi dimenticati nell’Italia odierna, come la strage di Linate, il turismo sessuale che sfrutta i bambini, e lavora attualmente sugli scritti di Primo Levi. Un attore studioso, un attore intellettuale, un attore minacciato di morte. Un attore che di questa situazione drammatica non fa palcoscenico, ma rigorosa interiorizzazione. Guardo le foto su Repubblica.it dell’incontro al Quirinale: Boldi, De Sica, la moglie di Mike, e tanti altri. Giulio non c’è. Come mai Repubblica così fiera nelle sue battaglie per la libertà di stampa, per la legalità, contro le mafie si dimentica di Cavalli? E’ questa la libertà di stampa, poter dimenticare se non addirittura ignorare? Avevo sentito al mattino Giulio che si recava al Quirinale. Emozionato, grato di un incontro così importante. E mi ripeteva ancora una volta: “Sono un caso particolare, ho la vicinanza delle istituzioni, ma non quella della stampa”. Alberto Spampinato ha scritto un accorato appello per Cavalli. Ha scritto che c’è troppo silenzio su Cavalli da parte della stampa. Ho avuto modo di colloquiare con Spampinato e ci siamo trovati d’accordo che quelle che lui definisce poche eccezioni che si sono occupate di questa situazione, dovrebbero avere nome e cognome. AgoraVox si occupa da sempre di Giulio, così come Fascio e Martello, e tanti altri. Rimangono silenziosi i cosiddetti grandi giornali come Repubblica e Corriere della Sera. Così si da un nome anche alla stampa silenziosa. Perché Giulio Cavalli è scomodo per l’informazione? 

Commenti all'articolo

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.171) 10 novembre 2009 22:11
    Paolo Praolini

    Caro Sergio,
    questo inattesa dimenticanza non mi sembra al di fuori della normalità da tempo operante.
    Abbiamo spesso criticato su AV l’uso fazioso dell’informazione ad interesse esclusivo di certe categorie privilegiate in particolar modo sulla stampa di regime o contro regime.
    Questo comportamento è una conferma e non mi scandalizzerei se Il Corriere o Repubblica continuino a far parte di quella informazione che noi su AV non riconosciamo come libera ed indipendente.
    Quindi nulla di nuovo, mentre noi continueremo a sostenere i Cavalli che combattono ’i regimi’.

  • Di pv21 (---.---.---.228) 15 novembre 2009 11:26

    Probabilmente il "silenzio" ha una spiegazione molto banale. Saviano, con un mezzo sigaro in bocca, può ricordare il Clint Eastwood della trilogia far west. Saviano buca lo schermo. E Cavalli? Forse è Tutta colpa di Carosello se la politica si nutre di gossip e di spot. (altro ancora => http://forum.wineuropa.it

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