Aiuto mi chiudono la trasmissione, mi mandano via, in libertà la risorsa…La Croce, vogliamo la Croce! Tra le altre notizie sui muri dell’Informazione, leggo e spero ti schiererai… notizie Metà Africa Metà Europa, di intero non c’è niente: teniamoci caro tutto, le macerie galleggianti in Rete e una mostra al Senato, per non dimenticare…gli Affari di carne.
Un giovane marinaio nordafricano è rimasto agganciato a un verricello azionato per tirare in barca le reti ed è stato poi sbattuto più volte con violenza contro la fiancata di un’altra barca. E’ morto così nel porto di Ancona un giovane marinaio nordafricano che lavorava su un peschereccio. L’incidente è avvenuto poco prima delle 5, quando il peschereccio era ancora attraccato in banchina.
La Repubblica del Congo lancia un appello alla comunità internazionale per far fronte alla crisi umanitaria che è scoppiata lungo i confini con la Repubblica democratica del Congo da dove stanno giungendo oltre 20mila profughi. Migliaia di persone fuggono dagli scontri che proseguono da oltre una settimana tra i giovani dell’etnia Enyele e la polizia di Dongo e cercono rifugio, viveri e medicinali.
Oltre trentamila bambini sono stati curati negli ultimi quattro anni in Zimbawe per aver subito violenze sessuali. Lo dice il sito della Bbc citando le stime fornite dalla ong Family Support Trust, che gestisce una speciale clinica presso l’ospedale di Harare. Le cifre reali, però, potrebbero essere addirittura maggiori visto che molti genitori non hanno il coraggio di far curare i propri figli. L’elevato numero di casi di violenza e abusi potrebbe essere dovuto alle difficili condizioni economiche del Paese.
Nei primi sette mesi del 2009 in Turchia sono state assassinate 953 donne. Questo significa che in media sono state uccise 4,5 donne al giorno, 31 a settimana. A dare la notizia è stato il quotidiano filo-governativo Today’s Zaman che riporta il dato fornito da Sadullah Ergin, ministro della Giustizia, per rispondere ad un’interrogazione parlamentare. A chiedere al ministro della Giustizia di fare luce su questi omicidi è stata la deputata Fatma Kurtulan del partito per una Società democratica, filo curdo. L’interrogazione della Kurtulan rientra all’interno di un progetto più ampio per costringere il Governo guidato da Giustizia e Sviluppo, partito di radici islamiche, a porre fine alla piaga delle violenze contro le donne.
Correrà lungo i confini sahariani della Libia, per bloccare il flusso di migranti proveniente da Ciad, Niger e Sudan. È il “muro elettronico” da 300 milioni di euro – finanziato al 50% dai contribuenti italiani e per il restante 50% dall’Unione Europea – di cui si è aggiudicata l’appalto la Selex sistemi integrati, azienda di Finmeccanica, controllata dal Ministero dell’Economia. La “sicurezza” dei confini libici sarà dunque affidata a sensori elettronici di fabbricazione italiana. Un progetto che trae le sue origini dal Trattato di Amicizia italo-libico (firmato da Berlusconi e Gheddafi il 30 agosto 2008), che subordina infatti l’impegno della Libia nell’ostacolare il flusso di migranti al finanziamento da parte dell’Italia del muro in questione.
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