Modern Warfare 2, debutto con schock
Etica e Marketing nella post post modernità
Il videogioco più venduto di sempre esce martedi nella nuova edizione e contiene un capitolo che costringe i giocatore a compiere una strage di civili all’aeroporto di Mosca. Un rischio per la corporation che produce il gioco, Activision. In molti paesi potrebbe scattare il bando. Abbiamo giocato in anteprima il titolo.
La prima domanda da porsi è: “perchè?”
Sono previste martedi undici milioni di copie vendute del titolo “Call of Duty - Modern Warfare 2”; a 65 euro circa per titolo stiamo parlando di un incasso decisamente più alto di molti kolossal hollywoodiani, e più alto, di molto dell’incasso ad esempio di una canzone come “Viva la Vida”. Ormai il vero business è questo, e Activision si prepara a consolidare il suo ruolo di main factory dell’intrattenimento.
Abbiamo giocato il titolo in anteprima e l’abbiamo trovato curato, violento, strutturato. Al livello del predecessore. Meglio. Poi, dopo una mezz’ora di gioco circa, si arriva lì.
Siamo all’aeroporto internazionale di Mosca, il nostro protagonista è un agente Cia sotto copertura. Nel buio si sentono rumori, e finalmente luce. L’ascensore che si apre. Non si ha il tempo di capire che cosa succede, il nostro protagonista è come sempre armato. Un russo ci guarda e ci dice “niente russo, mi raccomando”, poi usciamo, in un gruppo di cinque uomini ben vestiti, davanti al check in dei voli internazionali. Passa qualche secondo e poi, improvvisamente, fuoco sulla folla. Cadono circa trenta persone. La scena, oggettivamente, è orribile. Abbiamo testato la stessa sequenza davanti a più persone e il risultato è lo stesso: disgusto. Ci troviamo nel mezzo di una strage. Per circa dieci minuti assistiamo a un massacro in cui donne, uomini, poliziotti, negozianti, vengono uccisi selvaggiamente. Nel caso provassimo a sparare ai terroristi il gioco si interromperà e ricominceremo da capo il capitolo. Nel caso in cui decidessimo di prendere parte alla strage, ci sarà assoluta libertà. Anzi.
Dopo il massacro alle partenze internazionali ci troveremo dentro una battaglia furibonda sulla pista d’atterraggio, e lì dovremo necessariamente usare tutte le armi a nostra disposizione per uccidere i poliziotti e i militari che tentano di salvare l’aeroporto.
Perchè?
Una volta superato lo shock rimane la domanda. Questo titolo avrebbe, e avrà, comunque un successo paragonabile solo a Grand Theft Auto IV o World of Warcraft, titoli miliardari degli anni passati. O Mario Bros. Perchè rischiare? Perchè mettere il joypad in mano a un ragazzino (anche se il titolo è consigliato ai maggiori di 18 anni, ma se per questo anche chi siede nel parlamento italiano dovrebbe essere incensurato) e farlo diventare un terrorista? Il realismo grafico di questo gioco è spaventoso. Le persone cadono in pozze di sangue, si può sparare attraverso i vetri, spesso i passeggeri si trascinano e attendono che li finiamo con un colpo alla testa. E’ inevitabile pensare che tutto ciò sia volgare, gratuito, orrendo. C’è una frase che nel vasto oceano delle banalità contemporanee non ho mai digerito - si è superato il limite -. Non c’è limite nell’arte, nel linguaggio, negli atteggiamenti. Ma qui è diverso, qui ci sono morti ovunque, morti non al cinema, ma morti “attivi” cioè vicini, in cui noi abbiamo un ruolo. Siamo dentro la storia, ne siamo parte, e costretti a partecipare al massacro. Per la prima volta in un videogioco. A questo livello.