In un’intervista esclusiva per Albanianews, l’ambasciatore albanese a Roma, Llesh Kola, parla sui rapporti con la comunità albanese in Italia, il suo impegno nel tutelare l’immagine dell’Albania e degli albanesi, spesso presenti nella cronaca nera, il call center dell’ambasciata, gli ostacoli nella libera circolazione degli studenti, il diritto di voto per gli emigrati e la diversificazione delle risorse energetiche in Albania.
Quali sono i rapporti dell’ambasciata con la comunità albanese in Italia, le associazioni, le altre forme organizzate, e cosa fa concretamente per svilupparle?
Vi ringrazio di essere venuti in ambasciata a contattarci direttamente, dandoci l’opportunità di parlare delle posizioni della nostra ambasciata, il lavoro che stiamo facendo per la comunità albanese che vive in Italia, e la collaborazione con le associazioni e i cittadini. Voglio sottolineare che abbiamo rapporti ottimi con la nostra comunità. L’ambasciata con il suo staff sono vicini alle persone entro il quadro istituzionale.
Con le associazioni facciamo un lavoro permanente e al mio arrivo ho nominato un diplomatico che si occupa dei rapporti con le associazioni, in modo che quest’ultime e i nostri connazionali considerino l’ambasciata rappresentante e tutore dei loro interessi, e credo di esserci riuscito concretamente.
L’ambasciata ha avuto ed avrà la porta aperta per tutti i cittadini albanesi. Mi sono impegnato di persona, insieme allo staff, di trasformare l’ambasciata nella casa di tutti gli albanesi, in primo luogo per gli artisti. Di fatto, sono state organizzate mostre di fotografia, pittura e arte sia all’interno degli ambienti dell’ambasciata, sia all’esterno. Tutte le attività le trovate anche sul sito internet dell’ambasciata. Abbiamo partecipato in alcuni eventi organizzati dalle associazioni albanesi a Roma, Lazio e in Italia, offrendo il nostro patronato e sostegno nella promozione di attività in collaborazione con le istituzioni locali italiani. Nel sito internet dell’ambasciata, creato da poco, abbiamo pensato di inserire una rubrica per presentare le attività delle associazioni quando quest’ultime ci avvisano.
È un modo per dare uno spazio di visibilità istituzionale alle attività delle associazioni e nello stesso tempo per promuovere la collaborazione tra associazioni e l’ambasciata che le rappresenta in Italia. È un lavoro permanente che stiamo mandando avanti per mettere in risalto i valori degli albanesi, il loro livello di integrazione e per occuparci dei problemi che non sono stati pochi.
Molto importante è anche la collaborazione che l’ambasciata ha con le istituzioni centrali e locali, con le ong italiane, in modo che la comunità albanese, come succede fortunatamente, venga trattata dignitosamente, abbia i suoi diritti e divenga parte dei rapporti bilaterali. I rapporti con la comunità italiana sono migliorati. Fortunatamente è cambiato anche l’immagine dell’Albania e degli albanesi, che secondo le statistiche sono la comunità più integrata in Italia. Ed è un successo comune degli albanesi ma anche del lavoro che abbiamo svolto durante questo periodo.
Per quanto riguarda l’immagine degli albanesi, spesso ci accompagnano pregiudizi negativi grazie alla nostra presenza nelle cronache della stampa italiana. In alcuni casi si è trattato di una sorta di "cannibalismo mediatico" generalizzando alcuni particolari come se appartenessero a tutti gli albanesi. Un po’ di tempo fa, avete preso una posizione, ringraziando il direttore del Corriere della Sera per aver riportato i casi di successo degli albanesi che vivono in Italia. Com’è possibile che l’ambasciata, nostra rappresentante in Italia, non reagisce in tutti i casi in cui veniamo discriminati nei media?
Irvi HYKA Durrës (Durazzo) Shqipëria (Albania) 19/06/1992
Profilo personale, articoli e statisticheParlo delle problematiche tra Italiani ed Albanesi ,in quanto non posso essere interessato ai (...)
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