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  Home page > Attualità > Ambiente > Il cane inquina più di un suv...
di Silvia Amato (sito) sabato 7 novembre 2009 - 3 commenti oknotizie
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Il cane inquina più di un suv...

Ma non sarà che il sensazionalismo e la ricerca dello scoop a tutti i costi abbiano influenzato un pochino le valutazioni dei due architetti che affermano con tanta enfasi i risultati della loro indagine?


“Il cane inquina, anzi un cane di taglia grande ha un impatto ambientale di circa 1.1 ettari, molto più di un suv che percorra 10.000 Km”. A dichiararlo sono due architetti della Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda: Robert e Brenda Vale, specializzati in stili di vita sostenibile. 

Già avrei una leggera obiezione nel ritenere validi i risultati della ricerca: gli architetti in genere non si occupano di costruire case piuttosto che strade o ponti?

Certo possono anche occuparsi di ambiente e di "stili di vita sostenibili" ma di solito lo fanno attraverso lo studio e l’utilizzo di materiali di costruzione che rispettino l’ambiente in cui sono utilizzati e prodotti.

Sta di fatto comunque che questi due architetti Neozelandesi si sono impegnati a comparare l’impatto ambientale di tutti gli animali da compagnia con gli oggetti della vita quotidiana, megli se hi-tech come televisori, automobili o cellulari.

Evidentemente le trovate pubblicitarie e di marketing non hanno il benché minimo interesse a diffondere verità, sono soltanto tese a trovare l’ultima “notizia sensazionale” e questa della responsabilità dell’inquinamento da parte dei cani e degli animali domestici in genere, tutto sembra tranne che la notizia scientifica per cui vorrebbero farla passare.

Premesso che io, animalista convinta, quand’anche tutti i calcoli fossero esatti sosterrei comunque la vita accanto agli animali come più sana e naturale di quella accanto alle macchine, non posso fare a meno di notare delle incongruenze nel metodo utilizzato per arrivare a tale affermazione.

L’appunto principale che si può muovere ai due neozelandesi è certamente sul metodo di calcolo dell’impatto ambientale usato. Esprimono infatti i loro dati in ettari, mentre per gli studi ambientali riguardanti l’impatto generato dall’industria, per esempio, il parametro che si prende in esame è un parametro energetico basato sul calcolo dell’emissione di gas serra e di anidride carbonica. Metodo che tra l’altro è ancora in discussione nel mondo dell’industria per trovare un approccio univoco che fornisca risultati comparabili e dunque facilmente interpretabili sulla stessa scala di valore. I Vale invece, disinteressandosi totalmente della discussione in atto nel mondo scientifico, hanno basato il loro calcolo sugli ettari di terra necessari per la produzione del cibo che i nostri cani mangiano e comparandola poi con quanti ettari sono necessari per la produzione di un oggetto tecnologico come un cellulare o con quelli necessari al funzionamento di un suv hanno ritenuto ovvio giungere alla conclusione che un animale domestico consuma più erba di una macchina! Credo che anche un bambino capisca che gli ettari di terra sono direttamente proporzionali agli animali che mangiano l’erba ma hanno un rapporto diverso con il plasma dei nostri televisori ultimo modello che ovviamente non mangia erba nè carne!!!

Oltre alla tecnica di calcolo per riuscire a determinare l’impatto ambientale delle attività umane sulla natura, è abbastanza controversa anche l’interpretazione che va fatta dei dati. Per noi internauti l’indagine è a portata di clic, basta vedere quanti siti si interrogano sull’argomento e quante posizioni vengono sottoscritte al riguardo. Ne riporterò acune a puro titolo di esempio, ma ogni lettore sarà autonomamente in grado di rintracciarne altrettante, tutte rigorosamente in disaccordo tra loro!


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di Silvia Amato (sito) sabato 7 novembre 2009 - 3 commenti oknotizie
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