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di vincenzo smaldore (sito) giovedì 5 novembre 2009 - 0 commento oknotizie
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Casa Bianca: Yes We Drupal

Il sito web della Casa Bianca debutta nell’open source con Drupal. Il portale ha abbandonato la precedente piattaforma proprietaria optando per l’open source, ritenuto maggiormente flessibile e utile per la gestione dei contenuti social

Il sito web della Casa Bianca abbandona la precedente piattaforma proprietaria e sposa l’open source di Drupal. Stando ad alcune fonti interne all’amministrazione Obama, il passaggio al codice aperto sarebbe avvenuto nel corso degli ultimi giorni, portando infine a compimento un progetto nell’aria da alcuni mesi per aggiornare non solo esteticamente il sito WhiteHouse.gov. Il portale abbandona dunque il formato proprietario dell’era Bush rispondendo alle istanze della comunità open source, da tempo impegnata per dimostrare i vantaggi delle soluzioni aperte nel campo della pubblica amministrazione.

La notizia è stata diffusa online dal sito di informazione Personal Democracy, solitamente molto attendibile sulle notizie provenienti dai palazzi della politica di Washington. L’amministrazione del nuovo Presidente era da tempo in cerca di una soluzione maggiormente flessibile per gestire alcune specifiche sezioni di WhiteHouse.gov come i blog, l’area video e i forum di confronto diretto con i cittadini. La precedente piattaforma proprietaria, creata da General Dynamics Information Technology (GDIT) durante l’era Bush, era poco malleabile e difficile da gestire per ottenere tali risultati, da qui la scelta di passare a un CMS come Drupal.

Al nuovo progetto per rendere aperto il codice del sito web della Casa Bianca partecipa anche Acquia, società cofondata da Dries Buytaert, uno dei principali ideatori e artefici di Drupal. «Prima di tutto, penso che Drupal sia un perfetto abbinamento per la volontà del presidente Barack Obama di promuovere un governo trasparente e aperto: Drupal offre un ottimo mix di funzionalità per la gestione dei contenuti tradizionali del web e "funzioni social" che consentono una comunicazione aperta e partecipazione. Questa combinazione costituisce ciò che noi chiamiamo "social publishing" ed è il motivo per il quale molte persone utilizzano Drupal. Inoltre, penso che Drupal sia una soluzione ottimale per dar seguito alla volontà del presidente Barack Obama di ridurre i costi e agire velocemente. La flessibilità e la natura modulare di Drupal consentono alle organizzazioni di creare più rapidamente siti web a costi più bassi rispetto alla maggior parte delle altre piattaforme. In parole povere, Drupal è un ottimo abbinamento per il governo degli Stati Uniti» scrive Buytaert in un post da poco pubblicato sul proprio blog personale.

Oltre ad Acquia, lo sviluppo del nuovo WhiteHouse.gov ha coinvolto il precedente gestore del sito GDIT, Phase2 Technology, Akamai e Terremark Federal Group. L’adozione da parte dell’importante istituzione potrebbe consentire a Drupal di diffondersi ulteriormente nei siti web della pubblica amministrazione statunitense. Al momento alcune soluzioni basate sulla celebre piattaforma open source sono utilizzate dal Dipartimento della Difesa, del Commercio e dell’Educazione. Il debutto sul sito della Casa Bianca potrebbe costituire dunque un primo tassello di un progressivo passaggio dell’amministrazione Obama verso le più economiche e flessibili soluzioni a codice aperto.

Nel corso degli ultimi mesi, del resto, il Presidente ha dato vita insieme ai propri collaboratori a un’ampia serie di nuovi portali come Recovery.gov, Serve.org, Data.gov per mantenere i cittadini costantemente informati sulle attività di governo e per coinvolgerli nelle iniziative dell’amministrazione. L’interesse verso la comunità open source è stato inoltre ribadito da Macon Philips, new media director per la Casa Bianca, che ha accompagnato l’annuncio del passaggio a Drupal con queste parole: «L’open source è una grande forma di partecipazione civica. Non vediamo l’ora di trarre beneficio dall’energia e dall’innovazione della community». Un riconoscimento presidenziale che potrebbe ora dare nuova spinta ai sostenitori delle soluzioni a codice aperto per il Web.

di vincenzo smaldore (sito) giovedì 5 novembre 2009 - 0 commento oknotizie
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