• domenica 27 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Mondo > Esercitazione militare riapre antiche ferite in America latina
di Antonio Mazzeo (sito) venerdì 30 ottobre 2009 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(4 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Esercitazione militare riapre antiche ferite in America latina

Un’isola del Pacifico disputata da due paesi; poi, improvvisa, l’occupazione da parte delle forze armate di uno di essi. Il contendente invoca l’intervento delle Nazioni Unite. Scatta l’ultimatum: “o vi ritirate o sarà dato il via alle operazioni aeree combinate di una coalizione internazionale”. Gli occupanti fanno orecchie da mercante e in men che non si dica, sull’isola scoppia l’inferno. Centinaia d’incursioni aeree, bombardamenti aria-terra, lanci di paracadutisti, atterraggi di aerei ed elicotteri da trasporto, sbarco di uomini e mezzi pesanti, evacuazione di civili. La potenza di fuoco scatenata dalle forze della coalizione internazionale è di tale intensità da non dare scampo agli invasori. L’“ordine internazionale” viene ripristinato.

È lo scenario dell’ennesima esercitazione in America latina delle forze aeree di Stati Uniti, Francia e delle maggiori potenze regionali, Cile, Brasile ed Argentina. Teatro dei war games, il grande deserto di Atacama, regione all’estremo nord del Cile. Denominata “Salitre 2009”, è la più grande delle operazioni aeree della storia del continente, ed ha preso il via a metà ottobre per concludersi solo alla fine del mese. L’“isola che non c’è” si estende su un territorio che comprende le basi aeree “Los Cóndores” di Iquique e “Cerro Moreno” di Antofogasta, più il porto a sud di Patache. A fronteggiarsi 1.400 militari cileni e 400 stranieri, ed un inverosimile numero di aerei ed elicotteri da guerra: cacciabombardieri F-5 ed F-16 cileni, A-1 brasiliani, A-4AR argentini, Mirage 2000 francesi; aerei cargo e cisterna KB-707 ed EB-707 cileni e KC-130 argentini. Altrettanto agguerrito lo schieramento dell’US Air Force, ormai di casa negli scali aerei settentrionali cileni: 6 caccia F-15C del 122nd Fighter Squadron (Guardia Nazionale della Louisiana); 2 aerei da trasporto HC-130 “Hercules” del 71st Rescue Squadron; 2 velivoli per il rifornimento in volo KC-135 del 197th Aerial Refueling Squadron (Guardia Nazionale dell’Arizona). All’esercitazione, in qualità di osservatori, partecipano pure alti ufficiali delle forze aeree di Venezuela, Ecuador, Messico e Bolivia.
 
“Gli scenari sperimentati con Salitre avranno un’ampia applicazione per gli interventi di guerra o di supporto a missioni civili in qualsiasi parte del mondo”, ha dichiarato il colonnello Bryan Bearden, direttore operativo di AFSOUTH, il Comando Sud delle forze aeree USA. “L’esercitazione rappresenta un’importante occasione per i nostri piloti di lavorare insieme ai colleghi latinoamericani. Ciò consentirà a tutti di sostenere le operazioni di una coalizione internazionale, così come le missioni globali di stabilizzazione e peacekeeping delle Nazioni Unite, l’intervento armato a rispetto delle zone “no-fly” o il pattugliamento delle aree infestate dai pirati”.
 
Se nei disegni di Washington le azioni aeree di “Salitre” dovevano rafforzare la propria egemonia nel continente latinoamericano, hanno invece avuto l’effetto di riaprire antiche ferite tra i gruppi dirigenti nazionalisti di due partner strategici dell’area andina, Cile e Perù. Nei piani originari, era prevista infatti la simulazione di un’operazione di “ristabilimento dell’ordine internazionale” dopo un conflitto tra due stati confinanti in disaccordo sulle rispettive frontiere terrestri e marittime. Più specificatamente si accennava “ad un paese vicino che minacciava la pace non rispettando i trattati internazionali”, formula che secondo il governo e la stampa peruviana alludeva apertamente alla querelle diplomatica risalente alla fine del 19° secolo, quando il Cile sconfisse militarmente Perù e Bolivia, annettendosi ampi territori meridionali dei due paesi. Una diatriba strumentalizzata periodicamente dall’una o dall’altra parte, riacutizzatasi nel gennaio 2008 con la presentazione, da parte peruviana, di una richiesta alla Corte dell’Aja per il riconoscimento dei diritti su un’area dell’Oceano Pacifico sotto controllo cileno. Invitata a partecipare alle manovre nel deserto di Atacama, l’aeronautica militare peruviana ha così scelto di disertare l’evento, ritenendolo “inopportunoe ed inappropriato”. 
 

pagina successiva >>

di Antonio Mazzeo (sito) venerdì 30 ottobre 2009 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(4 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.