L’Organizzazione della Conferenza Islamica nella riunione tenutasi a Damasco lo scorso fine settimana, ha discusso un progetto di risoluzione presentato dall’Arabia Saudita in favore del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte dei paesi islamici "in nome del sostegno ai fratelli musulmani".
Per iniziativa di alcuni paesi membri di peso, quali Algeria, Azerbaigian, Egitto, Iran e Siria, sono stati però approvati emendamenti per cui alla fine ne è risultato un testo generico che evita riferimenti espliciti all’indipendenza del Kosovo, preferendo esprimersi in favore di un sostegno allo sviluppo della regione.
Il Ministro degli Esteri serbo Vuk Jeremic, ha salutato la decisione come "un’altra importante vittoria diplomatica della Serbia". Il capo della diplomazia serba ha anche avvertito che non si fermerà la pressione sui paesi musulmani nonché su altri paesi per riconoscere l’indipendenza di Pristina e per questo la Serbia continuerà la sua lotta diplomatica per impedirlo.
Da Belgrado si fa dunque notare che la risoluzione sul Kosovo che è stata approvata alla Conferenza islamica, diversamente da quanto prannunciato, non fa appello agli Stati dell’organizzazione di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, non ha un carattere vincolante e non si può definire un passo verso il riconoscimento del Kosovo come Stato indipendente ma è piuttosto un documento che si limita a promuovere la cooperazione economica per lo sviluppo della regione.
Diverse le valutazioni da parte albanese che sottolineano come, anche se questa risoluzione non ha un carattere obbligatorio, può essere considerata un passo verso il riconoscimento dell’indipendente kosovara da parte di un’Organizzazione che ha un indubbio peso dal punto di vista globale e che la risuluzione potrebbe portare nuovi riconoscimenti da parte di Paesi islamici che potrebbero allungare di molto la lista dei paesi che hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo.
La risoluzione della Conferenza Islamica ha suscitato alcune polemiche a Pristina: per il Presidente Fatmir Sejdiu il documento "de facto" riconosce il Kosovo, mentre l’opposizione -con in testa l’Alleanza per il Nuovo Kosovo dell’uomo d’affari Bexhet Pacolli- critica le autorità del paese perché non hanno saputo portare avanti un’efficace azione di lobbying tra i Paesi islamici.
Da notare, infine, che né i rappresentanti di Belgrado, né quelli di Pristina hanno potuto prendere parte ai lavori. Secondo alcune fonti, le autorità siriane non hanno concesso l’accredito alla delegazione kosovara a seguito di forti pressioni da parte della Serbia, la quale, da parte sua, ha annunciato di aver fatto richiesta di essere ammessa all’Organizzazione della Conferenza Islamica in qualità di osservatore.
Irvi HYKA Durrës (Durazzo) Shqipëria (Albania) 19/06/1992
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