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di Alex Buaiscia (sito) giovedì 22 ottobre 2009 - 1 commento oknotizie
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L’oppio afghano gira il mondo sempre più velocemente

Secondo l’ONU, il commercio di eroina sta finanziando il traffico di droga, armi e il terrorismo internazionale per anni a venire. La causa? Negligenza dei paesi che operano nella zona.

Le conseguenze della diffusione a livello mondiale dell’oppio afghano sono devastanti, ha dichiarato un rapporto delle Nazioni Unite.

Niente di nuovo, se non viene accompagnato da qualche dato. Il mercato dell’oppio vale 65 miliardi di dollari con una cifra - stimata secondo i consumi - di 15 milioni di dipendenti dalla droga. Uccide 100.000 persone all’anno. Dell’oppio di cui si sa ufficialmente l’esistenza in Afghanistan solo il 2% si sequestra ogni anno, a causa di corruzione, mancanza di controlli e di leggi. Anche la Colombia fa meglio, con il 36%. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che stanno morendo più Russi ora a causa della droga che soldati sovietici durante l’invasione del paese. Secondo lo studio, la droga passa dall’Afghanistan all’Iran, e da lì si smercia in direzione del Caucaso, dell’Asia centrale e dei paesi ad est della Turchia. Da queste zone infine parte per tutto il mondo.

Dal 2001 al 2005 la produzione era triplicata , arrivando a più di 500.000 acri di coltivazione. In questi anni è invece pian piano diminuita (-19% fino al 2008 secondo il dipartimento di stato USA), restando comunque molto al di sopra delle stime prima dell’invasione del paese da parte degli Americani e poi dell’Alleanza atlantica. Secondo invece l’UNODC, la produzione è continuata a salire, fino a raggiungere nel 2007 un valore due volte e mezzo superiore rispetto al 2002.

Oggi l’Afghanistan produce il 93% dell’oppio mondiale
, grazie al territorio con condizioni climatiche molto favorevoli alla pianta produttrice della sostanza. La riduzione è dovuta a cause come la repressione (lo spargimento di sostanze tossiche sulle coltivazioni per esempio) e aumento del prezzo del grano, che favorisce il passaggio a questa coltivazione, più redditizia - e meno soggetta a rischi. La parte più frequentata dai trafficanti è il confine tra Afghanistan e Pakistan, non molto controllata e soggetta a molti problemi di corruzione. Sembra anzi che la zona, secondo l’UNODC (l’ufficio dell’ONU su crimine e droga) sia il mercato nero più grande del mondo di tutto ciò che sia illecito. Oltre alla droga, armi, materiale per fabbricare bombe, agenti chimici, soldi riciclati, persone e migranti.

La conseguenza è questo spaccio mondiale che parte da qui. La causa che è stata indicata è anche la negligenza dei paesi che operano nell’area. Come è dimostrato dalla recente inchiesta del Times che accusa l’Italia di aver pagato i Taliban per non subire attacchi.

Ora si stima che i sequestri di oppio diminuiscono, perché i soldi prodotti vengono investiti via via in altri mercati più redditizi, a causa del valore della droga che raddoppia ad ogni confine.

L’Iran intercetta circa il 20% dell’oppio che entra nel suo territorio e il Pakistan il 17%, ma la Russia e gli altri paesi Europei sequestrano meno del 5%. E infatti è in queste due aree che vi è il maggior numero di consumatori, tra cui è possibile sospettare, come molti scandali sono usciti negli ultimi anni, anche persone di una certa importanza - sociale o politica. Secondo l’UNODC, i consumi di eroina - prodotta dal papavero d’oppio - in Europa sono stimati intorno alle 90 tonnellate nel 2008, in Russia intorno alle 70 tonnellate, Cina al terzo posto con 45-50 tonnellate. Gli USA e il Canada arrivano a circa 25 tonnellate. Da osservare quindi che combattere la produzione significa combattere il consumo nei nostri paesi europei.

Un grammo di eroina vale 3 dollari a Kabul ma 100 dollari a Londra, Milano o Mosca, si stima
. Ovviamente i soldi che i Taliban intascano dalla vendita viene "reinvestito" in armi per finanziare la guerriglia, che diventa sempre più complessa e diffusa. I mortai lanciati contro il palazzo presidenziale afghano prima delle elezioni sono un risultato evidente, così come il sempre maggior numero di teatri di battaglia. La produzione di oppio in Afghanistan è pericolosa anche perché non solo finanzia la guerra del paese, ma anche il terrorismo internazionale e il commercio di droga e armi in generale, per molti anni a venire.

di Alex Buaiscia (sito) giovedì 22 ottobre 2009 - 1 commento oknotizie
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Afghanistan Droga Talebani

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