Mai dimentichare Sergio quanti mer.. sono i italiani nazionalisti come te.
L’Albania era già stata occupata da un corpo di spedizione italiano nel giugno 1917, durante la Grande Guerra, ed era stata sottoposta al protettorato italiano. Con il trattato di Tirana del 1920 però, Giolitti aveva rinunciato al protettorato sullo stato balcanico riconoscendone la piena indipendenza in cambio dell’isolotto di Saseno. Le cose cambiarono con l’avvento di Mussolini. La politica estera fascista iniziò la propria opera di espansione nei Balcani con le operazioni diplomatico-militari di penetrazione in Albania; la proclamazione nel 1925 di Ahmed Zog quale Capo di Stato pose le basi per la prosecuzione e il rafforzamento dell’influenza italiana nella regione e già nello stesso 1925 vennero stipulati accordi tra i due paesi grazie al lavoro diplomatico di Alessandro Lessona, prima, e del Segretario Generale del Ministero Affari Esteri Salvatore Contarini, poi. Con la ratifica di questi accordi Zog assecondò tutte le richieste italiane:
« I cittadini albanesi domiciliati in Italia ed i cittadini italiani domiciliati in Albania godranno gli stessi diritti politici e civili dei quali godono i cittadini dei sue stati nel proprio territorio.
»
L’invasione dell’Albania del
1939, avvenuta il
7 aprile, fece parte delle operazioni militari del Regno d’Italia per l’espansione territoriale ed economica alla vigilia della seconda guerra mondiale, iniziata il
1º settembre 1939. Le truppe italiane invasero il territorio albanese sbarcando a Santi Quaranta,
Valona e
Durazzo. La resistenza armata albanese, organizzata ad esempio a Durazzo da
Mujo Ulqinaku doppo che lui viene uciso.
In totale gli italiani che sbarcarono in
Albania e occuparono il Paese furono circa 22.000.
Il trono albanese fu assunto da Re
Vittorio Emanuele III, che regnò fino all’armistizio dell’
8 settembre 1943 (resa dell’Italia agli Alleati).
I
fascisti permisero ai cittadini italiani di insediarsi in
Albania con l’obbiettivo di trasformarla in territorio italiano a tutti gli effetti. Infatti nel corso di tutta l’occupazione giunsero circa 11.000 coloni italiani (per lo più provenienti dal
Veneto e dall’Italia meridionale) che si concentrarono nelle zone di
Durazzo,
Valona,
Scutari,
Porto Palermo,
Elbasani e
Santi Quaranta.
A questi coloni si aggiunsero i 22.000 lavoratori italiani mandati temporaneamente in Albania nell’aprile 1940.
Le statistiche dei danni arrecati all’
Albania dall’occupante italiano parlano di 28.000 morti, 12.600 feriti, 43.000 deportati ed internati nei campi di concentramento, 61.000 abitazioni incendiate, 850 villaggi distrutti, 100.000 bestie razziate, centinaia di migliaia di alberi da frutto distrutti
[12]. I militari italiani inclusi nelle liste della Commissione delle
Nazioni Unite per crimini di guerra e in quelle del governo dell’Albania, al
10 febbraio 1948 risultarono 145, dei quali 3 inclusi nella lista della commissione e 142 aggiunti con nota verbale dal governo albanese che ne fece richiesta di estradizione all’Italia
[13]. Nessuno degli accusati venne estradato e tanto meno processato.